La soglia dei 100 dollari è stata raggiunta. Il petrolio l'aveva sfiorata a più riprese nelle scorse settimane, arretrando sempre sul limite. Oggi, primo giorno di attività 2008 per i mercati, la sorpresa è arrivata. Il greggio ha toccato il picco di 100 dollari al barile al Nymex di New York, mentre a Londra il brent è salito alla quotazione record di 96,75 dollari, la più alta mai toccata dal petrolio di riferimento europeo. Immediato, e pesante, l'effetto sulla borsa di New York, con un effetto di trascinamento anche sulle europee, che hanno bruciato 106 miliardi. Nel giro di tre anni il prezzo dell'oro nero è praticamente raddoppiato e ora il rischio di nuovi rincari per i carburanti e di altre stangate sulle bollette di luce e gas, dopo quelle appena scattate, e' dietro l'angolo. Alla fine della giornata di contrattazioni a New York, i futures sul petrolio vengono scambiati a quota 99,62 dollari al barile. Si tratta della chiusura record delle quotazioni del greggio, che salgono di 3,64 dollari rispetto all'ultima rilevazione di lunedì. I motivi del rally odierno sono molti. Ma la spinta fino a 100 dollari è arrivata dalle violenze in Nigeria, che hanno visto uomini armati attaccare Port Harcourt, il centro dell'industria petrolifera del paese. “Sebbene la violenza non abbia avuto un impatto sulle esportazioni di petrolio, ha comunque rialimentato le preoccupazioni sull'offerta, dal momento che gli attacchi (nel paese) hanno ridotto a partire dal 2006 la produzione di greggio di quasi il 20%”, ha commentato John Gerdes, analista di SunTrust Robinson Humphrey in una nota di ricerca. Da segnalare che la Nigeria è il maggior esportatore di petrolio dell’Africa. Altro fattore che ha alimentato gli acquisti dei trader è l'allarme lanciato dall'Opec, che ha reso noto che i suoi paesi membri potrebbero non riuscire a soddisfare la domanda a partire dal 2024. Tuttavia, lo stesso cartello dei paesi produttori di petrolio ha precisato che la data potrebbe slittare per decenni, se i paesi membri riuscissero ad incrementare l'offerta più velocemente. Inoltre, stando a quanto ha precisato Amanda Kurzendoerfer, analista di Summit Energy Services, l’Opec “sta parlando da almeno 20 anni della possibilità di non riuscire a soddisfare la domanda”.