L’Italia è “rigorosa nel
rispettare le promesse fatte” all’Unione europea, tanto che la finanziaria 2007
è stata di lacrime e sangue per correggere velocemente “l’altissima crescita
della spesa pubblica” durante il governo Berlusconi. Ma oggi, per piacere,
“lasciateci governare”. Da Bruxelles, Romano Prodi ha ribadito che “la politica
economica dell’Italia la decide il mio governo”, rivolgendosi prima a Joaquin
Almunia, quindi al suo successore alla presidenza della Commissione, il
portoghese José Manuel Durao Barroso. E, per finire, a Mario Draghi,
Governatore della Banca d’Italia.
Ad Almunia, con il quale giĂ
c’era stata polemica, il presidente del Consiglio ha ricordato che “la manovra
2007 è stata definita 'impressive' dall’Ocse” per la sua durezza ed i risultati
raggiunti. “Ma può essere 'impressive' una volta, tutte le altre deve essere
'intelligent'”.
L’intero ragionamento del
premier si basa su un punto fermo: aumentare la crescita e “non frenare la
domanda interna”. ''E' facile dire “'usa tutte le risorse per ridurre il
debito''', si è sfogato Prodi con i giornalisti in serata. Ma il presidente del
Consiglio se l’è presa anche con anonime “anime belle” che '”criticano le
decisioni prese” senza tenere conto che “una correzione deve essere fatta
aiutando il Paese a crescere e non a metterlo in crisi'”.
Prodi, prima di rientarare a
Roma, ha confermato di non aver né incontrato Almunia né di averlo sentito al
telefono. Ma “le cifre sono quelle”, ha spiegato. Tutti sanno che “l’Italia ha
rispettato i patti e non lo dico io ma Eurostat, ripeto Eurostat”, ha sillabato
riferendosi all’Istat europeo. Cifre che Almunia dovrebbe conoscere bene. Così
come quelle che certificano come “con il mio governo il debito si è ridotto e
con quello precedente si è alzato”.
C’è stato tempo anche , per assicurare ai suoi alleati che non intende far passare “patrimoniali” dell’ultima ora o”'misure di breve respiro”, ma: “solo misure che massimizzano lo sviluppo a medio termine sono uno strumento reale per diminuire il debito”.