E’ iniziata oggi a Palazzo Chigi la serie di confronti tra
governo e parti sociali per fare l'agenda dei lavori e decidere i diversi
tavoli di lavoro su produttività, welfare, pensioni e pubblico impiego. Nel suo
intervento, il presidente di Confcommercio Carlo Sangalli ha ribadito la
necessità “di rafforzare la produttività complessiva dell’economia italiana”.
“E' bene che il confronto tra Governo e parti sociali si avvii ora. In una fase,
cioè – ha detto Sangalli - in cui registriamo importanti segnali di ripresa
dell'economia italiana. Segnali che richiedono però scelte impegnative e
responsabili, affinché si possano trasformare in crescita robusta e duratura”.
“Perché ciò avvenga bisogna rafforzare in particolare la produttività di
quell'economia dei servizi pubblici e privati, che gia oggi vale il 63% del Pil
e il 67% dell’occupazione”. Sangalli ha poi analizzato i limiti strutturali
dell’attuale ripresa economica: “trainata dall’export, ma segnata dalla
persistente debolezza della domanda interna e, in particolare, dei consumi
delle famiglie”. Dunque, per il presidente di Confcommercio è necessario far
ripartire i consumi: “con una prospettiva stabile di crescita dei redditi sul
medio termine, risultato di incrementi di produttività così come di un maggior
tasso di partecipazione al mercato del lavoro”.
Sangalli ha poi evidenziato come si debba interrompere il
cortocircuito tra maggior spesa pubblica e maggiore pressione fiscale: “dunque,
contestualmente al recupero di evasione ed elusione, bisogna agire per il
contenimento, la riqualificazione e la riduzione della spesa pubblica e per
l’avvio della riduzione della pressione fiscale, operando intanto sul versante
delle aliquote Irpef”.
Il presidente di Confcommercio ha lanciato una proposta:
“concentriamo l’extragettito sulla riduzione delle aliquote Irpef e, per altri
interventi, si reperiscano le risorse ristrutturando la spesa pubblica”.
Sangalli si è poi soffermato sulla riforma delle pensioni
sottolineando come la stabilizzazione
finanziaria del sistema previdenziale pubblico sia resa possibile oggi
dall’applicazione della riforma Maroni e della riforma Dini.
“A condizione – ha detto Sangalli - che si chiarisca che
nessun pasto è gratis e che si indichino con precisione le soluzioni
alternative allo “scalone” in grado di generare analoghi risparmi di spesa
previdenziale, si possono comunque ipotizzare meccanismi di accesso al
trattamento di anzianità meno rigidi dei 60 anni al 2008. Non ci sembra invece
possibile, a tutt’oggi, ipotizzare soluzioni alternative alla revisione dei
coefficienti prevista dalla riforma Dini”. “E’ certo giusto ricordare l’impatto
che, nel medio-lungo periodo, avrà la revisione dei coefficienti sui trattamenti
pensionistici. Ma la risposta a questo problema reale – ha concluso il
presidente di Confcommercio - non può essere ricercata se non
nell’accelerazione del processo di costruzione di una robusta previdenza
integrativa, nell’allungamento della permanenza in attività e, anche e
soprattutto, in una prospettiva di maggiore crescita del Paese che si traduca
in maggiore PIL complessivo, in maggiore reddito e in maggiore contribuzione
individuale ai fini pensionistici”.