Si aprono oggi i trentamila seggi per permettere a 15-16
milioni di italiani di votare i sei capitoli del protocollo che il governo
trasformerà in leggi su pensioni, sussidi di disoccupazione, lavoro precario e
molto altro. Tre giorni (seggi aperti fino alle 14 di mercoledì) per votare e
circa cinque milioni di voti attesi dalle organizzazioni sindacali che
organizzano la consultazione. Dei sei capitoli il più importante è quello sulla
previdenza con un piano da 29 miliardi di euro in 10 anni. Previsto il
miglioramento delle pensioni basse per 7 milioni di persone. Dal 2008 si andrà
in pensione con 58 anni di età e 35 anni di contributi versati; dal 2009
scatterà il sistema delle quote che partirà da 95 con almeno 59 anni di età e
approderà il primo gennaio 2013 a quota 97 con almeno 61 di età. Scalini che
non valgono per chi esercita lavori "usuranti". La lista che li
definisce è uno dei punti controversi che potrebbe essere modificato in
Parlamento. L'unica certezza è che l'uscita anticipata per quei lavoratori non
potrà superare i 2,5 miliardi di euro di maggiori costi per l'Inps. Per la
prima volta a fianco dei lavoratori a tempo indeterminato e dei pensionati si
esprimeranno anche precari e disoccupati presentando nei seggi la busta paga,
il libretto di pensione o il certificato del collocamento. Sono previsti anche
"seggi itineranti" nei casi in cui c'é necessità come i piccoli
comuni. Cgil, Cisl e Uil si aspettano di superare il risultato del referendum
del 1995 sulla riforma delle pensioni (oltre 4,4 milioni di voti) e una
consistente vittoria per i sì all'accordo. Sempre nel '95 i sì furono il 64%
dei votanti.