Terziario vero “motore” dell’economia
L’Ufficio Studi Confcommercio ha presentato il Rapporto
sul Terziario 2007 che fornisce un profilo, aggiornato al 2006, delle
principali variabili economiche che caratterizzano i settori produttivi
tradizionalmente indicati come servizi (commercio, trasporti, comunicazioni,
consumi fuori casa, servizi alle imprese, etc.), sia considerati nel loro
insieme che per singoli comparti.
Negli ultimi quindici anni nell’area euro i servizi hanno
generato 20 milioni di nuovi posti di lavoro. Di questi nuovi posti di lavoro
1,8 milioni sono stati sviluppati dal commercio, che insieme agli alberghi e ai
ristoranti raggiungono 3,5 milioni di nuovi addetti, pari all’83% degli
occupati persi dal complesso delle attività industriali.
In Italia i servizi incidono in percentuale sia sulla
composizione del valore aggiunto che dell’occupazione con dei valori vicini o
superiori al 70%.
I comparti rappresentati da Confcommercio (di fatto tutti
quelli del terziario, esclusi quelli finanziari e bancari e quelli offerti
prevalentemente dalle Amministrazioni Pubbliche) pesano oggi in termini di
valore aggiunto quasi per il 47% del totale, contro il 26,5% dell’industria e
creano valore per quasi 600 miliardi di euro.
Analogamente oggi l’occupazione prodotta dall’area servizi
di Confcommercio pesa quasi per il 40% dell’occupazione, contro il 27,9%
dell’industria, capovolgendo la situazione dagli anni Settanta ad oggi.
Innegabile infine la dinamicità del settore dei servizi: oltre il 51% degli oltre
5 milioni di imprese operanti oggi in Italia appartiene al settore dei servizi,
e il 45,8% all’area Confcommercio; ed in questo settore nascono oltre il 67%
delle nuove imprese. I principali dati settoriali nel 2006: commercio, 1milione e 600mila imprese, pari al 26% del tessuto
imprenditoriale italiano, oltre 3 milioni e 500 mila unità di lavoro, di cui 1
milione e 792mila alle dipendenze (51% del totale); il settore commercio ha
prodotto il 12,7% del valore aggiunto italiano. Trasporti, comunicazioni, turismo
e consumi fuori casa, oltre 582.000 imprese, pari al 9,5% del tessuto
imprenditoriale, quasi 3,5 milioni di Unità di Lavoro, di cui 1,5 milioni nel
settore alberghi e pubblici esercizi, 1,6 milioni nel settore trasporti,
magazzinaggio e comunicazioni e 362mila nel settore delle attività ricreative e
culturali; i tre settori rappresentano il 13,1 % del valore aggiunto
complessivo. Servizi alle imprese: 630mila imprese registrate, pari al 10,3%
del tessuto imprenditoriale, oltre 2 milioni e 800 mila unità di lavoro (pari
all’11,5% dell’occupazione complessiva); il settore contribuisce per il 20,6%
alla formazione del valore aggiunto prodotto dal Paese.
“Affinché cresca la produttività dei servizi - è la conclusione che emerge dal
Rapporto dell’Ufficio Studi - è necessario effettuare investimenti in
istruzione e formazione del capitale umano, vero pilastro di una crescita
robusta e duratura”.