Raggiunta l’intesa tra governo e sindacati sulla riforma della Pubblica Amministrazione. In arrivo mobilità, meritocrazia, esodi incentivati, telelavoro, pagelle dei cittadini alla qualità del servizio, licenziabilità dei dirigenti ma solo in casi estremi, stretta alle esternalizzazioni, stabilizzazione dei precari. Intorno al tavolo, a palazzo Vidoni, i ministri dell'Economia Tommaso Padoa-Schioppa e delle Riforme, dell'Innovazione nella pubblica amministrazione Luigi Nicolais e i tre segretari generali di Cgil, Cisl e Uil, Epifani, Bonanni e Angeletti. L’accordo dal titolo “Per una nuova qualità dei servizi e delle funzioni pubbliche” traccia le linee guida della riorganizzazione della pubblica amministrazione. Nei prossimi giorni sarà firmato un successivo accordo a Palazzo Chigi che riguarderà anche i settori delle Autonomie Locali e della Sanità.. Nel memorandum d’intesa si sottolinea che “una profonda riorganizzazione delle amministrazioni pubbliche è un passaggio obbligato affinché l'economia italana torni su un sentiero di crescita duratura. Per rendere più attrattiva la scelta di vivere e di investire in Italia, per dare spazio alle capacità dei cittadini, dei lavoratori e delle imprese, innovare, e' necessario un deciso miglioramento della qualita'dei servizi pubblici che essi utilizzano”. “Il miglioramento delle funzioni pubbliche - secondo il memorandum - richiede un concorso coordinato: della legislazione a sostegno della piena contrattualizzazione dei rapporti di lavoro pubblico; delle disposizioni contrattuali del settore pubblico; della disciplina delle procedure del sistema di contrattazione (nazionale integrativa); dell'esercizio dei diversi livelli di responsabilita'; del sistema dei controlli e della semplificazione e delle regole contabili e amministrative; della infrastruttura tecnologica; delle strutture e dei modi di comunicazione dei destinatari dei servizi; dei meccanismi di reclutamente dei sistemi di formazione del personale; dell'indirizzo delle nuove tecnologie e in modo particolare del tele-lavoro”. “In questo nuovo impianto - continua il memorandum - gli aumenti di efficacia e di efficienza dovranno essere perseguiti ricorrendo alle esternalizzazioni solo per le attività no-core, limitando il ricorso alle consulenze nelle pubbliche amministrazioni e riducendo il numero di incarichi dirigenziali. Andranno inoltre realizzati risparmi sugli acquisti di beni e servizi e misure che diano piena garanzia di imparzialita' e trasparenza del sistema degli appalti pubblici. In tale ultimo senso è diretta anche l'ottimizzazione dei servizi ispettivi e di vigilanza in materia di lavoro”.