TENDENZE
DELLA CONGIUNTURA
a cura del Servizio Analisi Macroeconomiche
Centro Studi
CONFCOMMERCIO
|
Permane incerta la situazione
economica internazionale |
Il 1998 si è chiuso segnalando
ancora un clima di profonda incertezza riguardo le prospettive di sviluppo
delle maggiori aree economiche.
Anche se sembrano essere
scongiurati i rischi di una recessione mondiale sono ancora presenti in alcuni
sistemi economici, in particolare dell’America latina e del sud est asiatico,
evidenti sintomi di rallentamento.
Questa situazione che si traduce
in primo luogo nelle sensibili fluttuazioni dei mercati finanziari, non sembra
comunque riflettersi omogeneamente sulle diverse aree economiche:
·
negli
Stati Uniti, nonostante gli stretti rapporti economici con i paesi in maggiore
crisi, si continua a segnalare,
sulla spinta di una domanda interna per consumi ancora positiva, una tendenza
alla crescita dell’occupazione;
·
in
Europa, invece, i sintomi di debolezza si riflettono principalmente in una
dinamica occupazionale che nel complesso non appare confortante.
|
La congiuntura economica
italiana rimane debole |
In questo
contesto la situazione congiunturale dell’economia italiana non ha presentato
particolari variazioni rispetto a quanto ha caratterizzato il nostro paese negli
ultimi mesi.
CONTO ECONOMICO RISORSE
E IMPIEGHI (prezzi 1990)
(Variazioni % sul periodo corrispondente)
|
|
|
1998 |
|
|
|
|
I TRIM |
II TRIM |
III TRIM |
MEDIA |
|
P.I.L. |
2,5 |
1,2 |
1,2 |
1,6 |
|
IMPORTAZIONI |
21,6 |
9,8 |
3,3 |
11,1 |
|
CONSUMI FINALI INTERNI |
1,2 |
1,2 |
1,6 |
1,3 |
|
consumi famiglie |
1,2 |
1,2 |
1,7 |
1,4 |
|
consumi collettivi |
0,9 |
1,1 |
1,3 |
1,1 |
|
INVESTIMENTI |
3,7 |
2,3 |
2,5 |
2,8 |
|
macchine |
2,4 |
3,1 |
2,8 |
2,7 |
|
mezzi trasporto |
17,7 |
13,0 |
14,0 |
14,9 |
|
costruzioni |
1,7 |
-0,8 |
-0,6 |
0,1 |
|
ESPORTAZIONI |
12,4 |
5,4 |
-0,1 |
5,6 |
Fonte:
Elaborazioni Centro Studi CONFCOMMERCIO
Il PIL
segnala, infatti, nel terzo trimestre del ‘98 una crescita tendenziale ancora
molto modesta (1,2%, 1,6% nella media dei nove mesi), continuando ad
evidenziare una dinamica significativamente più contenuta di quella degli altri
Paesi europei.
Bisogna
comunque sottolineare come in questo contesto, non particolarmente positivo, si
siano registrati dei modestissimi segnali di miglioramento dal lato della
domanda interna e dell’occupazione, anche se le dimensioni del fenomeno ed il
panorama nel quale si inseriscono non sembrano favorire una accelerazione tale
da garantire per il 1999 tassi di crescita dell’economia superiori al 2%.
La
produzione industriale rimane, infatti, sostanzialmente stagnante ed il livello
degli ordinativi sia interni, che esteri non sembra indicare per i prossimi
mesi una significativa inversione delle tendenze in atto.
La domanda estera
|
Rallenta la domanda estera |
Analizzando
i dati più recenti si evidenzia come la minore dinamicità dell’economia
mondiale abbia prodotto un consistente ridimensionamento degli scambi con
l’estero del nostro Paese.
Le
esportazioni in quantità, dopo la modesta ripresa segnalata nel secondo
trimestre, hanno mostrato, infatti, un netto rallentamento nel corso del terzo
trimestre registrando su base annua una flessione, sia pure molto contenuta.
Anche le
importazioni, che avevano indicato nei mesi precedenti una evoluzione
particolarmente espansiva hanno mostrato nel terzo trimestre, in conseguenza
sia del basso livello di attività produttiva interna, che delle elevate scorte
accumulate nei mesi passati, una flessione in termini congiunturali,
ridimensionando sensibilmente il tasso di crescita su base annua.
La domanda interna
|
Aumenta lievemente la domanda
interna |
L’incremento
molto modesto della nostra economia nel terzo trimestre del ’98 è stato
sostenuto esclusivamente dalla domanda interna, che ha mostrato per entrambe le
componenti una contenuta tendenza all’aumento.
In
particolare i consumi delle famiglie, la cui variazione in termini
congiunturali è stata nel periodo luglio-settembre dello 0,9%, hanno registrato
un incremento tendenziale superiore al PIL (1,7% contro l’1,2%).
Questa
evoluzione, peraltro molto contenuta se confrontata con le dinamiche
riscontrate negli altri paesi industrializzati, è imputabile sia al recupero da
parte delle famiglie dei livelli di consumo di alcuni beni, tendenza favorita
dagli effetti del miglioramento del clima di fiducia delle famiglie riscontrato
nella prima metà dell’anno, sia dalla evoluzione lievemente più positiva del
mercato del lavoro.
La
modestissima tendenza al recupero sembra comunque meno evidente se si guarda ai
dati relativi alle vendite del commercio al dettaglio in termini reali, che
segnalano nella media del periodo gennaio-ottobre ’98 un incremento dello 0,9%.
FATTURATO IN TERMINI
REALI PER CLASSE DI IMPRESA
(Variazioni % sul periodo corrispondente)
|
|
1998 |
|
|
|
|
|
|
I Trim. |
II Trim. |
III Trim. |
Ott. |
Media |
|
PICCOLE E MEDIE (fino a 5 addetti) |
-0,2 |
0,6 |
0,2 |
0,1 |
0,2 |
|
GRANDI
(oltre 6 addetti) |
2,4 |
3,0 |
2,0 |
2,7 |
2,5 |
|
|
|
|
|
|
|
|
TOTALE |
0,6 |
1,2 |
0,9 |
0,8 |
0,9 |
Fonte:
Elaborazioni Centro Studi CONFCOMMERCIO su dati ISTAT
Come di
consueto questa evoluzione riflette andamenti articolati per le singole
tipologie di vendita, con una sostanziale stagnazione degli acquisti effettuati
presso le imprese di piccola e media dimensione (+0,2% in termini reali) ed una
tendenza all’incremento della domanda presso le strutture della grande
distribuzione (2,5%).
|
Gli investimenti crescono solo
per effetto della domanda per mezzi di trasporto |
Anche per
gli investimenti nel corso del terzo trimestre si è riscontrata, in termini
congiunturali, una intonazione lievemente più positiva, segnalando una crescita
su base annua del 2,5%.
A tale
riguardo vi è comunque da sottolineare come all’interno dell’aggregato continui
a rimanere sostenuta solo la domanda per la componente relativa ai mezzi di
trasporto, tendenza che sembra peraltro destinata ad esaurirsi nei prossimi
mesi, meno dipendente dall’andamento del ciclo economico.
La scarsa
dinamicità degli investimenti in macchine segnala, invece, ancora una volta la
presenza nel nostro sistema di margini di capacità produttiva inutilizzati ed
aspettative da parte delle imprese non particolarmente positive nel breve
periodo.
Anche per
le costruzioni, nonostante gli incentivi alle ristrutturazioni e la sensibile
discesa dei tassi la tendenza continua a essere improntata alla stagnazione,
che si traduce su base annua in una ulteriore diminuzione.
L’occupazione
|
Prosegue
la tendenza al miglioramento del mercato del lavoro |
Nonostante la dinamica produttiva continui a non essere
particolarmente sostenuta, il mercato del lavoro ha registrato un ulteriore,
anche se modesto, segnale di miglioramento.
E’ proseguita, infatti, anche ad ottobre la tendenza all’espansione
della base occupazionale, con un incremento nel numero di persone occupate
(+183 mila), dato che ha portato l’aumento nella media del ’98 a 110 mila unità
(+0,5%).
OCCUPATI PER AREA
(Variazioni assolute sul periodo corrispondente)
|
|
1998 |
|
|
|
|
|
|
Gen. |
Apr. |
Lug. |
Ott. |
ANNO |
|
Nord |
108 |
11 |
50 |
105 |
69 |
|
Nord Ovest |
86 |
29 |
58 |
87 |
65 |
|
Nord Est |
22 |
-18 |
-8 |
18 |
4 |
|
Centro |
27 |
-6 |
-22 |
20 |
5 |
|
Sud |
-21 |
16 |
87 |
58 |
35 |
|
|
|
|
|
|
|
|
ITALIA |
117 |
25 |
115 |
183 |
110 |
Fonte: Elaborazioni Centro Studi CONFCOMMERCIO su dati ISTAT
Tale
evoluzione ha continuato ad interessare tutte le aree del paese, determinando
anche per il Mezzogiorno un incremento del numero di occupati (+35mila) nella
media delle quattro rilevazioni dell’anno.
|
Si
ampliano i divari territoriali |
Ciò
nonostante il numero di disoccupati nell’area ha continuato ad aumentare in
misura sensibile, con un conseguente ulteriore incremento del tasso di
disoccupazione (22,8% dal 22,2% del ‘97), in controtendenza con quanto
riscontrato nel resto del Paese.
disOCCUPATI PER AREA
(Variazioni assolute sul periodo corrispondente)
|
|
1998 |
|
|
|
|
|
|
Gen. |
Apr. |
Lug. |
Ott. |
ANNO |
|
Nord |
-57 |
-10 |
-7 |
-16 |
-23 |
|
Nord Ovest |
-33 |
8 |
6 |
-4 |
-6 |
|
Nord Est |
-24 |
-18 |
-13 |
-12 |
-17 |
|
Centro |
-25 |
-37 |
5 |
10 |
-12 |
|
Sud |
53 |
57 |
83 |
76 |
67 |
|
|
|
|
|
|
|
|
ITALIA |
-27 |
7 |
81 |
70 |
33 |
Fonte: Elaborazioni Centro Studi CONFCOMMERCIO su dati ISTAT
Le dinamiche in atto confermano il progressivo ampliamento dei divari
territoriali, in quanto se nel mezzogiorno la tendenza alla crescita del tasso
di disoccupazione appare una costante nel Centro Nord si è sostanzialmente
tornati sui livelli dell’inizio del ’93.

Fonte: Elaborazioni Centro Studi CONFCOMMERCIO su dati ISTAT
Questa situazione appare destinata a proseguire nel medio periodoanche
in presenza di ulteriori miglioramenti della situazione occupazionale, in
quanto il basso livello di attività dell’area evidenzia un potenziale di forza
lavoro ancora inespresso e che potrebbe porsi sul mercato qualora si
presentassero maggiori opportunità di trovare una occupazione.
|
Aumenta ulteriormente l’occupazione nei servizi |
Il miglioramento riscontrato nel mercato del lavoro nel corso del ‘98
è imputabile essenzialmente al settore dei servizi, che ha registrato un
incremento di ben 123 mila occupati nella media delle quattro rilevazioni,
segnalando un andamento particolarmente favorevole nella seconda parte
dell’anno.
OCCUPATI PER SETTORE DI
ATTIVITA’
(variazioni assolute sul periodo corrispondente)
|
|
1998 |
|
|
|
|
|
|
Gen. |
Apr. |
Lug. |
Ott. |
ANNO |
|
|
|
|
|
|
|
|
AGRICOLTURA |
18 |
-9 |
-31 |
-103 |
-32 |
|
DIPENDENTI |
35 |
18 |
-25 |
-46 |
-4 |
|
INDIPENDENTI |
-17 |
-27 |
-7 |
-57 |
-27 |
|
INDUSTRIA |
84 |
-8 |
-26 |
25 |
19 |
|
DIPENDENTI |
75 |
-18 |
-33 |
20 |
11 |
|
INDIPENDENTI |
9 |
10 |
11 |
5 |
8 |
|
ALTRE ATTIVITA' |
15 |
42 |
172 |
263 |
123 |
|
DIPENDENTI |
37 |
67 |
126 |
161 |
98 |
|
INDIPENDENTI |
-23 |
-25 |
48 |
102 |
26 |
|
Commercio |
-68 |
-6 |
58 |
79 |
16 |
|
Dipendenti |
-5 |
8 |
40 |
47 |
22 |
|
Indipendenti |
-64 |
-14 |
18 |
32 |
-7 |
|
|
|
|
|
|
|
|
TOTALE |
117 |
25 |
115 |
184 |
110 |
|
DIPENDENTI |
148 |
67 |
68 |
135 |
104 |
|
INDIPENDENTI |
-31 |
-42 |
48 |
50 |
6 |
Fonte: Elaborazioni Centro Studi CONFCOMMERCIO su dati ISTAT Forze
di Lavoro
A questa positiva dinamica ha contribuito anche la componente
indipendente aumentata di 26mila unità rispetto al 1997, ed anche in questo
caso il dato è imputabile essenzialmente all’evoluzione riscontrata nella
seconda parte dell’anno.
Negli ultimi mesi, nonostante nella media del ’98 il dato presenti
ancora un andamento negativo, all’incremento dell’occupazione indipendente nei
servizi ha contribuito anche il settore commerciale nel quale a partire da
luglio sembra essersi arrestata la fase di espulsione di lavoratori
indipendenti.
Le imprese
|
Continua a ridursi il numero
di imprese nel commercio al dettaglio |
Questa
tendenza si è riflessa solo in minima parte sull’andamento dei saldi tra
iscrizioni e cessazioni delle imprese commerciali.
SALDI tra iSCRIZIONI E CESSAZIONI DELLE IMPRESE COMMERCIALI, TURISTICHE E
DEI SERVIZI PER AREA - GENNAIO-
SETTEMBRE-1998
|
|
Nord |
Centro |
Sud |
ITALIA |
|
COMMERCIO INGROSSO E
DETTAGLIO |
-5.458 |
-2.267 |
733 |
-6.992 |
|
Comm.,manut.e rip.autov.e motocicli |
-732 |
-429 |
-343 |
-1.504 |
|
Comm.ingr.e interm.del comm.escl.autov. |
1.143 |
561 |
1.886 |
3.590 |
|
Comm.dett.escl.autov.;rip.beni pers. |
-5.869 |
-2.398 |
-810 |
-9.078 |
|
ALBERGHI E PUBBLICI
ESERCIZI |
75 |
341 |
1.338 |
1.754 |
|
SERVIZI |
1.485 |
1.022 |
2.630 |
5.137 |
|
TOTALE ECONOMIA
(Netto Agricoltura) |
19.405 |
10.491 |
22.482 |
52.378 |
Fonte: Elaborazioni Centro Studi CONFCOMMERCIO su dati INFOCAMERE
Nel
periodo gennaio- settembre 1998 si è evidenziato, infatti, un ulteriore
ridimensionamento della base imprenditoriale del settore, sia pure a ritmi meno
sostenuti rispetto a quanto riscontrato nell’analogo periodo dello scorso anno.
Anche nel
’98 la tendenza a registrare un saldo negativo tra iscrizioni e cessazioni
d’impresa nel settore commerciale è risultata particolarmente concentrata nel
segmento delle imprese al dettaglio di piccole dimensioni, le più penalizzate
dal lato della domanda.
Analogamente
a quanto riscontrato nei mesi precedenti nel Mezzogiorno si continuano a
riscontrare saldi meno negativi rispetto a quanto registrato nelle altre aree
del paese, tendenza imputabile non tanto ad una evoluzione più positiva della
domanda, ma alla diversa situazione del mercato del lavoro.
Saldi
positivi continuano a registrarsi, invece per il settore turistico e per i
servizi alle famiglie e alle imprese, anche in questo caso la dinamica più
positiva si riscontra nel mezzogiorno.
L’inflazione
|
L’inflazione
rimane al di sotto del 2,0% |
In questo
panorama, che presenta molte incognite, segnali confortanti continuano ad
arrivare dal lato dell’inflazione, la cui dinamica è risultata per il secondo
anno consecutivo inferiore al 2,0%, in linea con gli obiettivi fissati,
mostrando tra l’altro negli ultimi mesi una tendenza alla decelerazione.
INDICE DEI PREZZI AL CONSUMO PER LE FAMIGLIE DI
OPERAI ED IMPIEGATI
(Variazioni % sul periodo corrispondente)
|
CAPITOLI DI SPESA |
1998 |
|
|
|
|
|
|
I Trim. |
II Trim. |
III Trim. |
IV Trim. |
ANNO |
|
INDICE GENERALE
(netto tabacchi) |
1,7 |
1,8 |
1,8 |
1,6 |
1,8 |
|
Alimentazione (netto tabacchi) |
0,4 |
1,0 |
1,3 |
1,4 |
1,1 |
|
Abbigliamento |
2,6 |
2,7 |
2,7 |
2,5 |
2,6 |
|
Abitazione, acqua, energia |
3,0 |
2,8 |
2,3 |
1,6 |
2,5 |
|
Articoli uso domestico |
1,3 |
1,6 |
1,7 |
1,4 |
1,4 |
|
Sanità' e salute |
2,2 |
2,3 |
2,9 |
2,4 |
2,5 |
|
Trasporti |
1,6 |
1,4 |
1,5 |
0,7 |
1,3 |
|
Ricreazione, spettacoli e cultura |
1,8 |
2,0 |
2,6 |
2,2 |
2,1 |
|
Istruzione |
2,0 |
1,9 |
1,6 |
1,4 |
1,8 |
|
Alberghi, ristoranti, bar |
2,3 |
2,4 |
2,3 |
2,3 |
2,3 |
|
Altri beni e servizi |
1,8 |
1,1 |
0,8 |
0,6 |
1,1 |
Fonte:
Elaborazioni Centro Studi CONFCOMMERCIO su dati ISTAT
Anche da
questo lato le prospettive a breve evidenziano, comunque, alcuni elementi di
incertezza:
·
in quasi
tutti i paesi della UEM i tassi d’inflazione sono scesi ai minimi, portando il
tasso di riferimento dell’area su valori particolarmente contenuti con
conseguenti margini di manovra molto modesti;
·
se le
dinamiche dei prezzi delle materie prime e di quelli alla produzione sembrano
garantire una certa stabilità nel breve periodo dell’inflazione al consumo sono
alcune operazioni sulle tariffe e sui prezzi dei beni e servizi di pubblica
utilità che potrebbero creare alcune tensioni anche su questo versante nei
prossimi mesi.