INDICE
|
1. |
L'ECONOMIA INTERNAZIONALE |
|
|
1.1 |
Il 1998 nelle principali aree |
pag. 1 |
|
1.2 |
Le prospettive a breve |
pag. 4 |
|
2. |
L'ECONOMIA ITALIANA |
|
|
2.1 |
La dinamica del prodotto |
pag. 6 |
|
2.2 |
La domanda estera |
pag. 7 |
|
2.3 |
La domanda interna |
pag. 9 |
|
2.3.1 |
Consumi, reddito e risparmio delle famiglie |
pag. 9 |
|
2.3.2 |
Investimenti |
pag. 14 |
|
2.4 |
L'occupazione |
pag. 16 |
|
2.5 |
I prezzi |
pag. 20 |
|
2.6 |
Le prospettive nel medio
periodo |
pag. 22 |
|
2.6.1 |
Le proposte per lo sviluppo |
pag. 24 |
|
3. |
L'EVOLUZIONE DEI SETTORI |
|
|
3.1 |
I risultati economici |
pag. 27 |
|
3.2 |
La struttura produttiva |
pag. 27 |
|
3.3 |
L'agricoltura |
pag. 29 |
|
3.4 |
L'industria |
pag. 31 |
|
3.5 |
Il terziario di mercato |
pag. 33 |
|
4. |
COMMERCIO, TURISMO E SERVIZI: LE DINAMICHE SETTORIALI |
|
|
4.1 |
Il commercio |
. |
|
4.1.1 |
L'andamento del commercio nell'economia del Paese |
pag. 36 |
|
4.1.2 |
La vitalità imprenditoriale del settore sul territorio |
pag. 37 |
|
4.1.3 |
Le prospettive |
pag. 40 |
|
|
|
|
|
4.2 |
Il turismo |
|
|
4.2.1 |
L'andamento del turismo nell'economia del Paese |
pag. 43 |
|
4.2.2 |
La domanda |
pag. 45 |
|
4.2.3 |
La vitalità imprenditoriale del settore sul territorio |
pag. 47 |
|
4.2.4 |
Le prospettive |
pag. 49 |
|
4.3 |
I servizi alle imprese e alle
famiglie |
|
|
4.3.1 |
L’andamento dei servizi nell'economia del Paese |
pag. 50 |
|
4.3.2 |
La vitalità imprenditoriale del settore sul territorio |
pag. 52 |
|
5. |
IL MEZZOGIORNO |
|
|
|
|
5.1 |
Le tendenze di medio periodo |
pag. 54 |
||
|
5.2 |
Le tendenze recenti |
pag. 58 |
||
|
5.3 |
Le politiche per lo sviluppo |
pag. 60 |
||
|
6. |
OCCUPAZIONE E INVESTIMENTI: IL QUADRO EUROPEO |
|
|||
|
6.1 |
La teoria economica |
pag. 62 |
|
||
|
6.2 |
Analisi settoriali
dell'occupazione in Europa |
pag. 64 |
|
||
|
6.3 |
Considerazioni conclusive |
pag. 67 |
|
||
Coordinatore:
Carlo Mochi
Hanno collaborato:
L’elaborazione dati è stata
curata da:
Il
presente Rapporto è stato elaborato con le informazioni disponibili al 28
giugno 1999.
1.1 Il 1998 nelle principali aree
L’economia mondiale, ad
eccezione del Stati Uniti, ha subito nel corso del 1998 un sensibile
rallentamento, che ha interessato tutte le principali aree sviluppate.
La dinamica del PIL mondiale,
dopo quattro anni di crescita sostenuta con tassi superiori al 4,0%, si è
ridimensionata in misura significativa attestandosi sul 2,5%.
Sul dato ha influito la grave
recessione del Giappone (-2,8%), il cui prodotto rappresenta quasi il 7,5% del
totale mondiale, e la performance modesta degli altri paesi avanzati, cresciuti
in media rispetto al 1997 di appena l’1,1%, anche a causa della grave battuta
d’arresto di due economie molto dinamiche quali Korea (-5,5%) e Hong Kong
(-5,1%).
Peso % delle aree economiche sul PIL mondiale – 1998
(valutazioni del PIL nazionale sulla base delle Parità di
Potere d’Acquisto)
|
Unione Europea |
19,86 |
|
- Austria |
0,47 |
|
- Belgio |
0,57 |
|
- Danimarca |
0,32 |
|
- Finlandia |
0,28 |
|
- Francia |
3,44 |
|
- Germania |
4,50 |
|
- Grecia |
0,27 |
|
- Irlanda |
0,20 |
|
- Italia |
3,10 |
|
- Lussemburgo |
0,04 |
|
- Paesi Bassi |
0,90 |
|
- Portogallo |
0,34 |
|
- Regno Unito |
3,31 |
|
- Spagna |
1,65 |
|
- Svezia |
0,48 |
|
Stati Uniti |
20,76 |
|
Giappone |
7,44 |
|
Paesi in transizione (1) ed in via di sviluppo (2) |
51,94 |
|
MONDO |
100,00 |
(1)
Russia, Europa centrale ed orientale, Asia centrale e
transcaucasica
(2)
Africa, Asia, Medio oriente ed Emisfero Occidentale ( Area
del Pacifico e America Latina)
FONTE: IMF, World Economic
Outlook Database, 1999.
La crescita dei paesi in via di
sviluppo è stata sostenuta (+3,3%), ma si è pressoché dimezzata rispetto alla
media del quinquennio precedente; i paesi in transizione hanno invece
evidenziato una modesta flessione (-0,2%), dopo il dato positivo del 1997,
ritornando sul trend negativo che li ha caratterizzati per tutti gli anni
novanta.
Allarmante risulta la recessione
russa, con una flessione del PIL che ha sfiorato il 5% e che vanifica il timido
segnale di ripresa dell’anno precedente (+0,8%), indizio di un apparente
superamento del punto di svolta inferiore del ciclo fortemente riflessivo degli
anni precedenti.
In questo variegato quadro,
l’Unione Europea ha mantenuto lo stesso tasso di sviluppo del 1997, pari ad un
incremento del 2,8%, inferiore però di oltre un punto alla crescita
dell’economia americana, che continua la sua espansione a ritmi medi annui prossimi
al 4%, proseguendo il lungo ciclo avviato alla fine del 1991.
La crescita europea, e in
particolare dell’area dell’euro, è stata sostenuta dalla Germania (+2,8%),
dalla Francia (+3,1%) e dalla Spagna (3,8%), mentre il Regno Unito ha
evidenziato una dinamica in rallentamento (+2,1%) rispetto alla fase espansiva
1993-97, caratterizzata da un incremento medio superiore al 3%. Particolarmente
vivace è stata anche la performance delle economie minori dell’Unione, con
Paesi Bassi, Finlandia, Portogallo e Irlanda in grande evidenza, come risulta
dai rispettivi profili di crescita sostenuta e prolungata.
Solo l’Italia ha mantenuto un
profilo di crescita insoddisfacente (+1,4%), peggiorando lievemente rispetto al
1997, in linea con la modesta dinamica del prodotto di tutti gli anni novanta,
che in media si è mantenuta oltre mezzo punto percentuale al di sotto del tasso
medio dell’intera area dell’euro.
In quasi tutte le econome
avanzate, il maggior contributo alla crescita del PIL è derivato dalla domanda
interna, cioè consumi delle famiglie e investimenti.
Negli Stati Uniti il 1998 ha
rappresentato un anno di picco sia per i consumi (+4,8%), sia per gli
investimenti (+9,7%): entrambi hanno toccato il valore più elevato degli anni
novanta, facendo scendere al 4,5% il tasso di disoccupazione e portando così il
sistema produttivo al pieno impiego delle risorse.
Anche nella UE gli andamenti di
consumi (+2,9%) ed investimenti (+5,1%), pur largamente inferiori agli
straordinari risultati dell’economia americana, possono essere considerati
soddisfacenti, ma non in grado di ridurre il livello strutturale delle
disoccupazione, rimasto poco al di sopra del 10%.
(variazioni % annuali e medie)
|
|
Media
del periodo 1992-1998 |
1997 |
1998 |
Unione
Europea
|
1,9 |
2,7 |
2,8 |
Danimarca
|
2,9 |
3,1 |
2,9 |
|
Grecia |
1,8 |
3,2 |
3,7 |
|
Regno
Unito |
2,5 |
3,5 |
2,1 |
|
Svezia |
1,4 |
1,8 |
2,9 |
Area dell’euro
|
1,8 |
2,5 |
2,9 |
Austria
|
2,0 |
2,5 |
3,3 |
|
Belgio |
1,7 |
3,0 |
2,9 |
|
Finlandia |
2,8 |
6,0 |
5,0 |
|
Francia |
1,7 |
2,3 |
3,1 |
|
Germania |
1,6 |
2,2 |
2,8 |
|
Irlanda |
7,4 |
9,8 |
9,0 |
|
Italia |
1,2 |
1,5 |
1,4 |
|
Lussemburgo |
4,9 |
4,8 |
4,1 |
|
Paesi Bassi |
2,0 |
3,6 |
3,7 |
|
Portogallo |
2,4 |
4,0 |
3,9 |
|
Spagna |
2,0 |
3,5 |
3,8 |
Stati
Uniti
|
3,1 |
3,9 |
3,9 |
|
Giappone |
1,0 |
1,4 |
-2,8 |
|
Altre
economie avanzate extraeuropee(1) |
5,4 |
6,0 |
-1,5 |
(1) Korea, Australia, Taiwan, Hong Kong, Singapore e
Nuova Zelanda.
FONTE:
Elaborazioni Centro Studi CONFCOMMERCIO su dati IMF, World Economic Outlook,
1999.
Delle grandi economie europee
solo Germania ed Italia presentano nel 1998 un’evoluzione della domanda interna
pressoché simile ed intonata ad un profilo piuttosto modesto, con consumi al di
sotto del 2% ed investimenti molto ridotti in Germania (+1,6%) e più sostenuti
in Italia (+3,5%).
La domanda interna è risultata
fortemente negativa nelle altre economie avanzate extraeuropee ed in Giappone
(-6,8% e –3,3%, rispettivamente), per effetto del crollo degli investimenti,
quasi il 9% in Giappone e circa il 12% nelle altre economie, e della sensibile
contrazione dei consumi manifestatasi in tutti i paesi asiatici. Le gravi
turbolenze che dalla seconda metà del 1997, per gli eccessi speculativi e la
debolezza dei sistemi bancari, hanno afflitto i mercati finanziari dei paesi di
più recente industrializzazione, si sono rapidamente estese a tutta l’area con
contraccolpi negativi sull’economia reale.
1.2 Le prospettive a breve
L’economia mondiale continua ad
essere caratterizzata da molte incognite. Nel 1999 il prodotto mondiale
potrebbe peggiorare ulteriormente rispetto all’anno precedente, toccando con il
2,3% il livello più basso dal 1991.
Oltre la metà della crescita
mondiale nell’ultimo quinquennio risulta spiegata dalla formidabile crescita
dell’economia americana, che resta per il momento l’unico motore dello sviluppo
economico.
In questi primi mesi dell’anno
emergono segnali positivi dai paesi asiatici (Malaysia, Thailandia, Filippine,
Indonesia, Korea) maggiormente colpiti dalle turbolenze dei mercati finanziari
del periodo 1997-98, grazie anche al recupero di competitività delle loro
esportazioni per effetto del sensibile deprezzamento dei cambi verso il dollaro
e l’area dell’euro. Le importazioni in quantità da questi paesi da parte degli
Stati Uniti e dell’Unione Europea sono aumentate, rispettivamente, del 10,5% e
del 7,5% nel corso del 1998.
Resta, tuttavia, ancora elevato
il rischio di una recessione mondiale per effetto del perdurare della crisi
russa, con la mancata adozione di politiche coerenti capaci di promuovere la
stabilizzazione e le riforme, e per le ricadute negative della crisi brasiliana
conseguente ai forti deflussi di capitali esteri che hanno portato la moneta
brasiliana ad abbandonare la banda quasi-rigida di oscillazione a cui si era
vincolato il suo tasso di cambio.
Peraltro, l’intera area latino-americana
sta sperimentando dalla metà del 1998 un sensibile rallentamento dell’economia,
come conseguenza di un declino nell’afflusso di capitali privati esteri e di un
ulteriore riduzione dei prezzi all’export delle materie prime.
Ne consegue che la domanda
estera di prodotti italiani sarà fortemente influenzata dall’evoluzione delle
crisi regionali.
(Variazioni % annuali e % della forze di lavoro)
|
|
PIL 1999 2000 |
Prezzi
1999 2000 |
Disoccupazione 1999 2000 |
|||
Unione
Europea
|
1,8 |
2,7 |
1,3 |
1,6 |
9,9 |
9,7 |
Danimarca
|
1,3 |
2,0 |
1,9 |
2,1 |
6,4 |
6,6 |
|
Grecia |
3,3 |
3,4 |
2,5 |
2,9 |
10,0 |
9,9 |
|
Regno
Unito |
0,7 |
2,1 |
2,7 |
2,4 |
4,6 |
5,1 |
|
Svezia |
2,1 |
2,8 |
0,2 |
1,0 |
5,9 |
5,7 |
Area dell’euro
|
2,0 |
2,9 |
1,0 |
1,4 |
11,3 |
11,0 |
Austria
|
2,0 |
2,5 |
1,0 |
1,3 |
6,4 |
6,3 |
|
Belgio |
1,9 |
2,2 |
1,1 |
1,4 |
8.7 |
8,5 |
|
Finlandia |
3,1 |
3,5 |
1,5 |
2,0 |
10,2 |
10,0 |
|
Francia |
2,2 |
2,9 |
0,5 |
1,1 |
11,4 |
11,1 |
|
Germania |
1,5 |
2,8 |
0,6 |
1,0 |
10,9 |
10,4 |
|
Irlanda |
6,7 |
6,4 |
2,0 |
2,0 |
6,8 |
6,2 |
|
Italia |
0,7 |
2,1 |
1,4 |
1,5 |
12,2 |
12,0 |
|
Lussemburgo |
3,9 |
4,4 |
1,7 |
1,7 |
4,5 |
4,7 |
|
Paesi Bassi |
2,3 |
2,6 |
1,6 |
2,2 |
5,3 |
4,9 |
|
Portogallo |
3,1 |
3,2 |
2,3 |
2,0 |
5,1 |
5,2 |
|
Spagna |
3,3 |
3,5 |
1,8 |
2,1 |
17,7 |
17,1 |
Stati
Uniti
|
3,3 |
2,2 |
2,1 |
2,4 |
4,5 |
4,7 |
|
Giappone |
-1,4 |
0,3 |
-0,2 |
-0,2 |
4,8 |
4,9 |
|
Altre
economie avanzate extraeuropee(1) |
1,8 |
3,9 |
0,5 |
1,2 |
6,3 |
5,8 |
(1)
Korea,
Australia, Taiwan, Hong Kong, Singapore e Nuova Zelanda.
FONTE:
IMF, World Economic Outlook,1999; per l'Italia previsioni Centro Studi
Confcommercio
Nell’ultimo biennio la quota di
mercato mondiale detenuta dalle esportazioni italiane è rimasta attestata sul
4,5%. Ma il brusco ridimensionamento del commercio mondiale, dal 10,6% del 1997
al 3,0% del 1998, che sembra prolungarsi anche nell’anno in corso, 3,9% secondo
le recenti stime del FMI, ha sensibilmente ridotto il contributo alla crescita
italiana del saldo delle partite correnti. Anche per il 1999 ci si attende una
dinamica non favorevole dei volumi esportati
Solo per il 2000 è attesa una
discreta ripresa del commercio mondiale, di poco inferiore al 6%, che dovrebbe
riportare, considerando pressoché stabile la posizione occupata dall’Italia nel
novero dei paesi esportatori, la dinamica delle nostre esportazioni in volume
su livelli prossimi al 5-6%, ma ancora largamente inferiore ai tassi di crescita
del triennio 1993-95.
2.
L’ECONOMIA ITALIANA
2.1 La dinamica del prodotto
Il rallentamento ciclico riscontrato a livello
internazionale a partire dall’inizio del secondo semestre del ‘98 ha prodotto
effetti consistenti sull’economia italiana cresciuta lo scorso anno dell’1,3%
in termini reali, meno della metà della media della UEM, segnalando una lieve
diminuzione rispetto ai già modesti risultati del ’97 (1,5%).
Conto economico Risorse e Impieghi (Miliardi 1995)
(Variazioni % sull’anno precedente)
|
|
1992 |
1993 |
1994 |
1995 |
1996 |
1997 |
1998 |
|
PIL ai prezzi di mercato |
0,8 |
-0,9 |
2,2 |
2,9 |
0,9 |
1,5 |
1,3 |
|
Importazioni di beni e servizi |
4,7 |
-10,3 |
10,3 |
10,4 |
-1,3 |
10,0 |
6,1 |
|
TOTALE
RISORSE |
1,4 |
-2,5 |
3,5 |
4,2 |
0,5 |
3,0 |
2,2 |
|
Consumi finali interni |
1,1 |
-2,0 |
1,5 |
1,1 |
0,7 |
1,8 |
1,6 |
|
- Spesa delle famiglie |
1,3 |
-2,6 |
2,2 |
2,2 |
0,5 |
2,6 |
1,7 |
|
- Spesa delle A.P. e delle Istituzioni senza
scopo di lucro al servizio delle famiglie |
0,6 |
-0,2 |
-0,8 |
-2,1 |
1,4 |
-0,5 |
1,3 |
|
Investimenti fissi lordi |
-1,4 |
-10,9 |
0,1 |
6,0 |
2,3 |
0,9 |
3,5 |
|
Esportazioni di beni e servizi |
6,5 |
8,0 |
10,1 |
12,7 |
1,5 |
5,0 |
1,2 |
|
TOTALE IMPIEGHI |
1,4 |
-2,5 |
3,5 |
4,2 |
0,5 |
3,0 |
2,2 |
FONTE : Elaborazioni Centro Studi Confcommercio su
dati Istat di C.N. SEC95
Le
difficoltà registrate sui mercati internazionali, e che hanno portato ad un
peggioramento della domanda estera, si sono associate ad una dinamica della
domanda interna non particolarmente sostenuta e che si è dimostrata fortemente
reattiva al mutamento, in negativo, del quadro di riferimento.
Le ingenti manovre effettuate
negli ultimi anni per il risanamento del bilancio pubblico, con trasferimenti
di risorse dai settori privati allo stato, la coscienza dell’impossibilità per
quest’ultimo di intervenire con misure anticicliche e la percezione che il
processo di aggiustamento non è ancora pienamente compiuto hanno portato ad un
incertezza nelle aspettative dei soggetti economici condizionandone i
comportamenti.
In sostanza le famiglie e le
imprese percependo il rischio di interventi aggiuntivi dal lato della finanza
pubblica che potrebbero determinare un ulteriore contrazione del reddito e
minori disponibilità per gli investimenti - riforma del welfare, aumento delle
imposte dirette e indirette e dei contributi -, sono risultate fortemente
reattive alle fasi di peggioramento del quadro congiunturale e meno disponibili
ad investire o consumare nelle fasi di miglioramento.
Questa situazione spiega in
parte la minore crescita italiana, rispetto agli altri paesi europei, tra la
fine del ’97 e l’inizio del ’98, periodo nel quale era attesa una ripresa
sensibile, e la repentina attenuazione della domanda interna al manifestarsi
delle crisi internazionali.
La tendenza al rallentamento
riscontrata nella parte finale dello scorso anno sembra essere proseguita, con
toni anche abbastanza accentuati, nella prima parte del ’99.
La produzione industriale
segnala, infatti, nella media del periodo gennaio - aprile ’99 una diminuzione
dell’1,7% rispetto ai primi quattro mesi del ’98, con flessioni più sensibili
per i beni intermedi ed i beni di investimento, sintomo di aspettative per i
prossimi mesi da parte degli imprenditori non particolarmente favorevoli,
determinate anche dall’andamento degli ordinativi nazionali ed esteri a marzo.
Qualche timido segnale di inversione di tendenza sembra
essersi cominciato a riscontrare, sulla scia di un contesto internazionale meno
critico, nel mese di giugno.
Evoluzione che dovrà, comunque, essere confermata nei
prossimi mesi, e che difficilmente assumerà i toni di una crescita
sostenuta permettendo alla nostra economia
di chiudere l’anno in corso con una crescita superiore all’1,0%.
2.2 La domanda estera
Il deterioramento delle
condizioni economiche in molte aree, associate ad una dinamica interna non
particolarmente sostenuta per tutto il 1998, hanno portato ad un contributo negativo della domanda estera
netta alla crescita del Paese.
In termini quantitativi le
esportazioni di beni e servizi hanno mostrato una tendenza alla decelerazione,
fattasi particolarmente pesante negli ultimi mesi dell’anno, segnalando nella
media del 1998 una crescita dell’1,2% (5,0% nel ’97) il risultato più contenuto
dal ’91.
Esportazioni di Beni e Servizi (Miliardi
1995)
(Variazioni % sull’anno precedente)
|
|
1992 |
1993 |
1994 |
1995 |
1996 |
1997 |
1998 |
|
TOTALE |
6,5 |
8,0 |
10,1 |
12,7 |
1,5 |
5,0 |
1,2 |
|
- Esportazioni di beni fob |
4,2 |
8,0 |
12,0 |
12,9 |
1,9 |
3,1 |
1,7 |
|
- Esportazioni di servizi |
21,5 |
8,0 |
-0,7 |
11,1 |
-0,9 |
17,3 |
-2,0 |
FONTE : Elaborazioni Centro Studi Confcommercio su
dati Istat di C.N. SEC95
In particolare nel corso
dell’ultimo anno si è riscontrata una diminuzione in termini quantitativi
(-2,0%) della voce relativa ai servizi, in netta controtendenza con quanto
registrato nel ’97 (+17,3%).
Il calo della domanda estera di
beni è in gran parte ricollegabile alla crisi asiatica che ha portato da un
lato ad una minore domanda di merci italiane da parte dei paesi coinvolti nella
crisi, dall’altro il deprezzamento delle valute di questi paesi, in
considerazione della specializzazione del nostro export in produzioni mature,
ha determinato una forte concorrenza per le nostre merci, prodotte già a costi
più elevati, sui mercati più dinamici.
Il rallentamento economico interno associato all’accumulo
di scorte realizzato negli ultimi due anni, ha prodotto una tendenza al
ridimensionamento anche della domanda italiana verso l’estero, in particolare
negli ultimi mesi dell’anno nel quale si sono registrati valori pesantemente
negativi.
Importazioni di Beni e Servizi (Miliardi
1995)
(Variazioni % sull’anno precedente)
|
|
1992 |
1993 |
1994 |
1995 |
1996 |
1997 |
1998 |
|
TOTALE |
4,7 |
-10,3 |
10,3 |
10,4 |
-1,3 |
10,0 |
6,1 |
|
- Importazioni di beni cif |
3,2 |
-10,7 |
12,0 |
10,5 |
-2,2 |
9,7 |
6,8 |
|
- Importazioni di servizi |
14,8 |
-8,4 |
0,1 |
10,0 |
4,5 |
11,7 |
2,0 |
FONTE : Elaborazioni Centro Studi Confcommercio su
dati Istat di C.N. SEC95
Ciò nonostante nella media
dell’anno le importazioni in quantità hanno mostrato una crescita ancora
abbastanza sostenuta e pari al 6,1%, in conseguenza di una dinamica
particolarmente accentuata nei primi due trimestri, sui quali hanno ancora
influito gli effetti della maggior richiesta di autovetture importate da parte
delle famiglie.
Il combinarsi delle dinamiche
delle importazioni e delle esportazioni ha portato nel corso del ’98 ad un
ulteriore ridimensionamento dell’attivo estero, risultato, comunque, positivo
per il sesto anno consecutivo.
Le dinamiche riscontrate a
partire dalla seconda parte dello scorso anno dal lato della domanda estera
sembrano essere proseguite anche in questa prima parte del ’98.
Le esportazioni hanno, infatti,
subito un ulteriore battuta d’arresto, derivante in larga parte dalla minor
domanda da parte dei paesi extra UE, con toni anche abbastanza significativi in
alcune aree del Paese.
Anche le importazioni, in linea
con la bassa dinamica produttiva interna, hanno mostrato una tendenza al
rallentamento in valore in particolare dai paesi extra UE.
Il combinarsi delle dinamiche
dell’import e dell’export ha portato nei primi quattro mesi dell’anno ad un
ulteriore ridimensionamento del nostro attivo con l’estero sceso a poco più di
5.800 miliardi, contro gli oltre 8.800 dell’analogo periodo del ’98.
2.3 La domanda interna
Più dinamica è risultata nel
corso del ’98 la domanda interna, aumentata in termini reali, al netto della
variazione delle scorte, del 2,0%, in modesta crescita rispetto all’anno
precedente (1,7%).
Questo dato rappresenta,
comunque, un valore molto contenuto in rapporto a quanto riscontrato nella
media della UEM (+3,6%), in particolare decisamente meno sostenuta è risultata
la crescita della spesa delle famiglie.
2.3.1 Consumi, reddito e
risparmio delle famiglie
Nella media del ’98 la spesa per
consumi delle famiglie è aumentata in termini reali dell’1,7% (2,9% nella media
UEM) segnalando un ridimensionamento rispetto alla dinamica del ’97 (2,6%),
derivante in larga parte dal minor contributo fornito dalla spesa per acquisto
in mezzi di trasporto.
Su questa evoluzione ha inciso
la contenuta dinamica del reddito lordo disponibile aumentato in termini reali,
nonostante la ripresa dei livelli occupazionali, solo dello 0,6%, conseguenza
di una dinamica lievemente positiva delle entrate derivanti dai redditi da
lavoro dipendente e di un contenimento dei redditi da attività finanziarie.
La repentina discesa dei tassi
d’interesse sui titoli di stato, che per anni hanno rappresentato la forma più
redditizia di risparmio, e le sensibili fluttuazioni del mercato azionario, che
nel nostro Paese continua ad avere una dimensione limitata visto il numero
relativamente basso di imprese quotate, hanno continuato a determinare un clima
di forte incertezza sulla gestione
del risparmio familiare.
Nonostante si noti un
progressivo spostamento verso titoli a medio e lungo termine, che garantiscono
rendimenti più remunerativi, e ancor più verso i fondi gestiti non si sono
ancora compiuti i processi di riallocazione del risparmio che dovrebbero
portare da un lato a convogliare quote più consistenti di risparmio verso le
imprese, dall’altro a garantire maggiori entrate alle famiglie.
Analizzando la dinamica della
spesa delle famiglie nel corso del ’98 si è riscontrata una evoluzione
leggermente più favorevole, rispetto all’anno precedente, della domanda per
servizi, fortemente compressa nel ’97, ed un sensibile rallentamento della
componente relativa ai beni, su cui un ruolo significativo è stato svolto dalla
minore domanda di autovetture.
Spesa Delle Famiglie per Tipo di Consumo (Miliardi 1995)
(Variazioni % sull’anno precedente)
|
|
1992 |
1993 |
1994 |
1995 |
1996 |
1997 |
1998 |
|
TOTALI |
1,3 |
-2,6 |
2,2 |
2,2 |
0,5 |
2,6 |
1,7 |
|
Beni |
1,3 |
-4,4 |
1,2 |
1,3 |
-0,1 |
4,0 |
1,6 |
|
Non durevoli (*) |
1,1 |
-1,6 |
0,8 |
1,2 |
-0,5 |
1,1 |
1,1 |
|
Durevoli |
2,4 |
-15,9 |
2,8 |
1,6 |
2,0 |
17,3 |
3,4 |
|
Servizi |
1,4 |
-0,2 |
3,6 |
3,3 |
1,4 |
0,8 |
1,9 |
(*) Include anche i beni semidurevoli
FONTE : Elaborazioni Centro Studi Confcommercio su
dati Istat di C.N. SEC95
Relativamente ai singoli
capitoli di spesa è proseguita anche nel ’98 la tendenza al modestissimo
recupero del consumo alimentare, che tra il ’93 ed il 96 si era ridotto
sensibilmente.
La flessione degli ultimi anni
associata a dinamiche di prezzo abbastanza contenute ha portato ad una
progressiva diminuzione dell’incidenza di questa voce sul totale, si è passati
da oltre il 17% del ’93 a poco più del 14% del ’98, fenomeno comune a tutte le
economie industrializzate ed in linea sia con i mutamenti demografici che degli
stili di vita.
La tendenza ad un consumo
alimentare che avviene in misura sempre minore all’interno delle mura
domestiche si legge anche dall’evoluzione della domanda per servizi di
ristorazione.
Nel ’98 la spesa delle famiglie
per questo capitolo è aumentata no del 2,5% in termini reali, proseguendo in un
trend che ha caratterizzato tutti gli ultimi anni e che ha visto questa voce di
spesa aumentare a ritmi generalmente più sostenuti rispetto al totale dei
consumi.
Questa evoluzione si è associata,
comunque, a dinamiche dei prezzi abbastanza contenute, che hanno lasciato
sostanzialmente inalterata la quota di spesa delle famiglie destinata a questo
uso.
Relativamente alle altre voci di
spesa dinamiche ancora fortemente espansive si registrano per le comunicazioni
la cui domanda in termini reali è aumentata lo scorso anno di oltre il 16%,
evoluzione che ha portato ad un incremento tra il ’94 ed il ’98 dei consumi per
questo capitolo ad oltre il 62%, in termini reali.
Tale evoluzione appare fortemente
correlata da un lato allo sviluppo della telefonia mobile, si consideri che nel
’98 oltre il 35% delle famiglie possedeva un telefono cellulare contro il 21%
dell’anno precedente, e dall’altro all’utilizzo sempre più diffuso di sistemi
di comunicazione informatici (oltre il 20% delle famiglie possedeva al ‘98 un
personal computer contro il 18% del ’97), situazione che ha portato anche per
l’elettronica di consumo a dinamiche della spesa in quantità superiori alla
media.
Spesa Delle Famiglie (Miliardi 1995) (Variazioni % sull’anno precedente)
|
|
1992 |
1993 |
1994 |
1995 |
1996 |
1997 |
1998 |
|
Alimentari e bevande non alcoliche |
0,5 |
-1,4 |
-1,0 |
-1,6 |
-1,0 |
0,5 |
0,7 |
|
- Alimentari |
0,4 |
-1,3 |
-1,3 |
-1,2 |
-1,1 |
0,4 |
0,6 |
|
- Bevande non alcoliche |
1,5 |
-2,6 |
3,3 |
-6,8 |
0,8 |
2,7 |
3,4 |
|
Bevande alcoliche e tabacco |
-4,2 |
-3,1 |
-3,4 |
-3,2 |
0,2 |
-0,4 |
0,8 |
|
- Bevande alcoliche |
-2,1 |
-8,5 |
-7,7 |
-7,3 |
-1,9 |
-2,5 |
1,6 |
|
- Tabacchi |
-5,5 |
0,2 |
-1,0 |
-1,0 |
1,1 |
0,6 |
0,5 |
|
Vestiario e calzature |
-0,5 |
-3,6 |
5,3 |
0,9 |
0,1 |
2,3 |
1,6 |
|
- Vestiario |
-0,2 |
-3,3 |
4,7 |
0,9 |
0,5 |
1,8 |
1,5 |
|
- Calzature |
-1,4 |
-4,8 |
7,5 |
0,8 |
-1,3 |
3,9 |
1,7 |
|
Abitazione, acqua, elettricità,
gas ed altri combustibili |
1,4 |
0,1 |
0,6 |
2,8 |
1,8 |
-0,3 |
0,6 |
|
- Fitti effettivi |
0,6 |
3,0 |
1,7 |
1,6 |
2,3 |
0,0 |
0,4 |
|
- Fitti figurativi |
2,7 |
-0,1 |
3,7 |
1,4 |
2,1 |
0,4 |
0,4 |
|
- Manutenzione dell'abitazione |
-6,5 |
0,0 |
1,0 |
3,2 |
-0,6 |
0,7 |
-7,2 |
|
- Fornitura di acqua e altri
servizi abitazione |
7,7 |
-0,2 |
0,7 |
5,3 |
-2,0 |
-1,4 |
6,0 |
|
- Energia elettrica, gas e altri
combustibili |
-0,4 |
-1,0 |
-8,5 |
6,9 |
2,7 |
-2,5 |
2,5 |
|
Mobili, elettrodomestici e
manutenzione casa |
-0,5 |
-6,8 |
4,0 |
4,2 |
0,6 |
2,3 |
1,1 |
|
- Mobili e riparazioni |
-0,8 |
-8,5 |
5,7 |
2,9 |
1,4 |
1,0 |
-1,9 |
|
- Biancheria e altri articoli
tessili per la casa |
-3,0 |
-18,0 |
-10,2 |
13,1 |
2,2 |
2,7 |
-3,1 |
|
- Elettrodomestici e riparazioni |
-7,2 |
-11,6 |
8,9 |
0,1 |
-4,2 |
2,8 |
1,2 |
|
- Cristalleria, vasellame e
utensili per la casa |
-0,7 |
3,0 |
-1,0 |
-1,4 |
3,0 |
3,0 |
9,9 |
|
- Utensili e attrezzature per la
casa e il giardino |
-0,6 |
-3,7 |
6,0 |
7,8 |
2,7 |
5,3 |
11,9 |
|
- Beni e servizi per la
manutenzione della casa |
4,9 |
-1,9 |
3,5 |
7,6 |
0,3 |
3,3 |
2,2 |
|
Servizi sanitari |
13,7 |
7,6 |
10,8 |
11,4 |
0,6 |
3,6 |
0,2 |
|
- Prodotti medicinali e
farmaceutici |
19,4 |
1,7 |
19,7 |
15,1 |
2,3 |
3,2 |
0,1 |
|
- Servizi medici e paramedici non
ospedalieri |
7,1 |
13,0 |
3,6 |
6,5 |
-0,1 |
4,9 |
-0,5 |
|
- Servizi ospedalieri |
15,9 |
13,0 |
2,7 |
12,2 |
-5,0 |
1,2 |
3,3 |
|
Trasporti |
4,7 |
-6,4 |
3,8 |
2,0 |
-0,5 |
11,1 |
1,6 |
|
- Acquisto di mezzi di trasporto |
8,3 |
-27,1 |
-0,4 |
-0,9 |
1,2 |
42,6 |
0,3 |
|
- Esercizio di mezzi di trasporto |
3,8 |
6,3 |
6,4 |
1,5 |
-0,9 |
0,5 |
1,2 |
|
- Servizi di trasporto |
-0,3 |
-0,2 |
1,8 |
9,4 |
-1,7 |
-1,4 |
5,8 |
|
Comunicazioni |
8,4 |
-0,6 |
9,3 |
10,7 |
12,2 |
12,2 |
16,2 |
|
Ricreazione e cultura |
1,2 |
-1,8 |
2,5 |
1,8 |
2,6 |
3,9 |
1,7 |
|
- TV, Hi-FI, computer, fotografia |
-0,8 |
-12,6 |
5,7 |
11,7 |
-3,9 |
15,0 |
6,1 |
|
- Altri beni durevoli ricreazione
cultura |
2,9 |
-15,3 |
-3,8 |
0,5 |
-2,5 |
3,9 |
5,6 |
|
- Altri articoli ricreativi,
piante, animali domestici |
2,6 |
2,9 |
2,9 |
-2,9 |
-0,3 |
4,0 |
0,1 |
|
- Servizi ricreativi e culturali |
-1,9 |
0,8 |
2,6 |
7,8 |
9,4 |
5,3 |
3,8 |
|
- Giornali, libri e cancelleria |
3,2 |
1,6 |
2,3 |
-4,5 |
0,1 |
-2,3 |
-2,7 |
|
- Vacanze organizzate |
8,0 |
-12,5 |
2,4 |
1,8 |
7,2 |
4,3 |
-0,3 |
|
Istruzione |
-2,4 |
-0,6 |
2,0 |
5,4 |
1,9 |
-2,7 |
-4,3 |
|
- Istruzione |
-2,4 |
-0,6 |
2,0 |
5,4 |
1,9 |
-2,7 |
-4,3 |
|
Alberghi e ristoranti |
-0,9 |
-1,7 |
4,3 |
2,6 |
1,3 |
1,0 |
1,8 |
|
- Servizi di ristorazione |
-0,8 |
-1,6 |
3,5 |
2,0 |
1,5 |
1,4 |
2,5 |
|
- Servizi di alloggio |
-1,3 |
-1,9 |
7,1 |
4,4 |
0,8 |
-0,3 |
-0,6 |
|
Beni e servizi vari |
2,6 |
-5,3 |
0,5 |
4,2 |
-3,1 |
0,4 |
4,9 |
|
- Beni e servizi per l'igiene |
0,0 |
-5,6 |
-0,9 |
1,7 |
-4,4 |
1,8 |
2,1 |
|
- Articoli personali n.a.c. |
6,6 |
-5,4 |
-3,4 |
6,1 |
-2,2 |
0,8 |
-0,1 |
|
- Servizi sociali |
2,8 |
-10,8 |
-7,1 |
4,8 |
1,4 |
-2,7 |
4,8 |
|
- Assicurazioni |
4,9 |
-7,8 |
10,6 |
4,5 |
-5,5 |
-3,2 |
3,7 |
|
- Servizi finanziari n.a.c. |
-3,7 |
-0,5 |
7,0 |
0,2 |
-0,9 |
4,4 |
23,1 |
|
- Altri servizi n.a.c. |
2,6 |
-0,4 |
-2,4 |
9,1 |
-0,5 |
1,0 |
12,7 |
|
Totale sul territorio economico |
1,3 |
-2,6 |
2,2 |
2,2 |
0,5 |
2,6 |
1,7 |
FONTE : Elaborazioni Centro Studi Confcommercio su
dati Istat di C.N. SEC95
Spesa Delle Famiglie (Miliardi Correnti) (Composizione percentuale)
|
|
1992 |
1993 |
1994 |
1995 |
1996 |
1997 |
1998 |
|
Alimentari, e bevande non
alcoliche |
18,5 |
18,1 |
17,4 |
16,8 |
16,5 |
15,7 |
15,3 |
|
- Alimentari |
17,3 |
17,0 |
16,3 |
15,7 |
15,4 |
14,7 |
14,3 |
|
- Bevande non alcoliche |
1,2 |
1,1 |
1,1 |
1,0 |
1,0 |
1,0 |
1,0 |
|
Bevande alcoliche e tabacco |
2,5 |
2,7 |
2,6 |
2,5 |
2,5 |
2,5 |
2,5 |
|
- Bevande alcoliche |
1,1 |
1,0 |
0,9 |
0,8 |
0,8 |
0,8 |
0,8 |
|
- Tabacchi |
1,5 |
1,6 |
1,7 |
1,7 |
1,7 |
1,7 |
1,7 |
|
Vestiario e calzature |
10,0 |
9,8 |
9,9 |
9,6 |
9,5 |
9,5 |
9,5 |
|
- Vestiario |
7,9 |
7,7 |
7,8 |
7,5 |
7,5 |
7,4 |
7,4 |
|
- Calzature |
2,1 |
2,0 |
2,1 |
2,1 |
2,0 |
2,1 |
2,1 |
|
Abitazione, acqua, elettricità,
gas ed altri combustibili |
17,8 |
18,8 |
18,9 |
19,4 |
20,0 |
20,0 |
20,2 |
|
- Fitti effettivi |
2,0 |
2,2 |
2,3 |
2,3 |
2,5 |
2,5 |
2,6 |
|
- Fitti figurativi |
9,1 |
9,7 |
10,3 |
10,6 |
11,1 |
11,3 |
11,6 |
|
- Manutenzione dell'abitazione |
|