I possibili effetti
delle dinamiche macroeconomiche sul settore turistico
Il contesto internazionale non sembra evidenziare, allo stato attuale, una significativa inversione rispetto alle dinamiche recessive che hanno caratterizzato le principali economie a partire da settembre, quando gli attentati negli Stati Uniti hanno amplificato gli effetti del rallentamento ciclico.
Solo alcuni Paesi europei, come la
Francia e la Gran Bretagna, sono riusciti a contenere questa tendenza
registrando anche nel terzo trimestre una debole dinamica espansiva. Situazione
che potrebbe modificarsi già a partire dal quarto trimestre del 200, periodo
nel quale è attesa una stagnazione se non una diminuzione del PIL, con una
possibile amplificazione del fenomeno nei primi mesi del prossimo anno.
|
|
2000 |
|
|
|
2001 |
|
|
|
|
I Trim. |
II Trim |
III Trim. |
IV Trim. |
I Trim. |
II Trim |
III Trim |
|
Italia |
0,8 |
0,4 |
0,4 |
0,9 |
0,8 |
0,0 |
0,2 |
|
Germania |
1,0 |
1,2 |
0,1 |
0,2 |
0,4 |
0,0 |
-0,1 |
|
Francia |
0,8 |
0,9 |
0,7 |
0,9 |
0,4 |
0,2 |
0,5 |
|
Spagna |
1,0 |
1,0 |
0,5 |
1,0 |
0,8 |
0,5 |
n.d |
|
EUR 11+GRECIA |
1,0 |
0,8 |
0,5 |
0,6 |
0,5 |
0,1 |
0,1 |
|
Regno Unito |
0,4 |
0,9 |
0,8 |
0,4 |
0,5 |
0,4 |
0,5 |
|
USA |
1,2 |
1,4 |
0,3 |
0,5 |
0,3 |
0,1 |
-0,3 |
|
Giappone |
2,2 |
0,2 |
-0,7 |
0,6 |
0,1 |
-0,7 |
n.d |
FONTE: Elaborazioni Centro Studi CONFCOMMERCIO su dati Istituti nazionali di Statistica
Allo
stato attuale ed in considerazione della influenza degli eventi bellici, per i
quali è ancora incerta l’entità e la durata, sul quadro economico di
riferimento non è ancora possibile individuare il probabile punto di svolta di
questa fase ciclica.
D’altra parte si sta facendo
sempre più evidente, anche negli USA, la difficoltà di applicare in tempi
rapidi le politiche anticicliche necessarie a correggere le dinamiche
economiche.
Questa
situazione che dovrebbe tradursi, anche nell’ipotesi di attenuazione delle
tensioni politiche internazionali nel corso della prima parte del 2002, in una
crescita molto contenuta dell’economia mondiale nel prossimo anno, non potrà
non avere un impatto su tutto il settore turistico.
Secondo le indicazioni della World
Tourism Organization all’inizio di novembre si registrava un calo dei movimento
internazionale del 12-15% , situazione che dovrebbe portare ad una crescita
nella media del 2001 dell’1,0%, valore molto modesto se confrontato con i tassi
di incremento superiori al 4% registrati nell’ultimo decennio. Tale evoluzione,
seppure rappresentativa di una tendenza generalizzata, non sembra coinvolgere
nella stessa misura le diverse aree economiche.
In particolare in Europa le
tendenza appare lievemente meno negativa rispetto a quanto registrato nelle Americhe, in considerazione della
prevalenza di viaggi a corto raggio che possono essere effettuati anche con mezzi
diversi dall’aereo.
Le tendenze registrate in Italia
non sembrano discostarsi sensibilmente da quanto si sta registrando in Europa
con una forte flessione del turismo verso l’estero ed una consistente
diminuzione dei viaggi d’affari.
Se gli effetti di questa
situazione sulle dinamiche produttive del settore potrebbero essere «limitati»
per l’anno in corso, in quanto il quarto trimestre è normalmente quello che
registra il minor numero di viaggi, circa il 15%, conseguenze decisamente più
pesanti potrebbero aversi nel 2002.
E’ evidente che qualsiasi stima
sugli andamenti futuri del turismo non può prescindere dal verificarsi di
alcune ipotesi non solo relativamente al quadro economico di riferimento, ma
principalmente per quanto concerne l’evoluzione politico-militare nelle diverse
aree di crisi.
Nell’ipotesi di una attenuazione
delle pressioni internazionali nella prima parte del 2002 e con un graduale
miglioramento del contesto economico, in particolare in Paesi come la Germania,
da cui provengono quasi il 30% dei flussi turistici stranieri in Italia, e gli
USA il prossimo anno potrebbe registrare, nella media, un andamento solo di
poco più contenuto rispetto al 2001.
Nel primo semestre dell’anno si
concentrano, infatti oltre il 40% dei viaggi degli italiani, derivanti per
quasi il 20% da motivi d’affari, situazione che in presenza di un calo medio
tra gennaio e giungo del 10% e di una ripresa, con un incremento nei mesi
estivi del 5%, ed il ritorno nella fase finale dell’anno sui livelli registrati
nel quarto trimestre del 2000 dovrebbe produrre una diminuzione prossima al 3%
dei viaggi degli italiani.
Un andamento sostanzialmente
analogo dovrebbe registrarsi anche per la componente estera della domanda.
Nell’ipotesi del permanere di una
condizione critica a livello internazionale e di un ulteriore deterioramento
delle condizioni economiche questi valori, di per se già negativi, potrebbero
conoscere un ulteriore peggioramento.
Se la crisi coinvolgesse anche i
mesi estivi, nei quali si concentra oltre il 40% dei viaggi la flessione
potrebbe raggiungere il 10% con ripercussioni negative non solo sul settore, ma
su tutto il sistema in considerazione dell’indotto che genera il turismo sui
trasporti e sul commercio.
L’impatto potrebbe essere
stimabile in una minore crescita del PIL dell’ordine dello 0,3% nel 2002
portando le stime di sviluppo del nostro Paese dall’1,5% all’1,2%, ed un
ridimensionamento della spesa delle famiglie dall’1,1% all’1,0%.
(variazioni %)
|
|
2000 |
2001 |
2002 (*) |
2002 (**) |
2003 |
|
PIL |
2,9 |
1,9 |
1,5 |
1,2 |
2,3 |
|
Importazioni di beni e servizi |
8,3 |
4,1 |
3,8 |
3,7 |
5,9 |
|
Consumi finali interni |
2,6 |
1,2 |
1,1 |
1,0 |
1,7 |
|
- Spesa delle famiglie residenti |
2,9 |
1,3 |
1,1 |
1,0 |
1,9 |
|
- Spesa delle AP e delle ISP |
1,7 |
0,8 |
0,9 |
0,9 |
0,9 |
|
Investimenti fissi lordi |
6,1 |
1,8 |
3,2 |
3,0 |
4,5 |
|
Esportazioni di beni e servizi |
10,2 |
5,1 |
3,5 |
3,3 |
5,2 |
|
|
|
|
|
|
|
|
INFLAZIONE |
2,5 |
2,8 |
2,2 |
2,2 |
1,6 |
|
|
|
|
|
|
|
Fonte: Elaborazioni e previsioni del Centro Studi CONFCOMMERCIO.
(*)
Ipotesi di attenuazione delle tensioni internazionali nei primi mesi del 2002 e
miglioramento del turismo nei mesi estivi
(**)
Ipotesi del permanere di tensioni internazionali con effetti negativi sui
flussi turistici estivi