L’ANDAMENTO
DEI PREZZI NEGLI ULTIMI DIECI ANNI
Stando
alle indagini condotte mensilmente dalla Commissione europea nei paesi della
UE, il differenziale tra gli andamenti dei prezzi, così come sono rilevati
dagli organismi ufficiali, e l’inflazione percepita da parte dei consumatori si
è notevolmente ampliato negli ultimi mesi, confermando che le polemiche degli
ultimi tempi sulla reale dinamica dell’inflazione non sono una peculiarità del
nostro Paese.
In
Italia sono derivate da questo andamento divergente accuse di non completa
rispondenza degli indici alla realtà, per quanto attiene i prodotti e la loro
rilevanza all’interno del paniere, e di comportamenti non corretti dei settori
della distribuzione e di alcuni comparti dei servizi collegati anche
all’introduzione dell’euro.
E’
opportuno sottolineare come, al di là delle polemiche, il permanere di questa
situazione possa determinare nel medio periodo alcuni problemi di non poco
conto.
La
percezione da parte dei consumatori di una inflazione più elevata di quella
reale può, infatti, spingere da un lato ad assumere comportamenti
eccessivamente prudenti nei confronti del consumo, con le inevitabili
ripercussioni negative sul sistema economico, dall’altro portare a richieste
salariali non in linea con la politica dei
redditi, che ha
rappresentato per il
nostro Paese la
chiave per riportare
l’inflazione entro i
limiti "fisiologici".
Senza
entrare nel merito delle caratteristiche della rilevazione, si è voluto
verificare se gli andamenti registrati negli ultimi mesi nella dinamica dei
prezzi al consumo italiani possano essere ritenuti anomali o ingiustificati.
Per
andamento anomalo si è considerata una evoluzione dei prezzi crescente
nell’arco di quasi un decennio, senza che vi sia alternanza di fasi di
accelerazione con altre di stabilizzazione, così come ingiustificata è stata
considerata una dinamica dei prezzi di prodotti o servizi che non trova
all’origine aumenti dei costi delle diverse componenti che concorrono alla sua
formazione.
Si
è quindi proceduto ad analizzare, sulla base dei deflatori della spesa delle
famiglie di contabilità nazionale e degli indici di prezzo al consumo per
l’intera collettività, il comportamento tra il 1992 ed il primo semestre del
2002 dei prezzi di oltre 200 tra beni e servizi.
Al
fine di valutare in modo più esaustivo gli andamenti si è calcolato il prezzo
reale, cioè la variazione rispetto al livello generale dei prezzi in un
determinato periodo, sia delle voci aggregate, che dei singoli prodotti.
L’analisi
condotta ha portato a conferme su comportamenti "anomali" in alcuni
settori, già più volte evidenziati, quali le assicurazioni, ma ha anche
sottolineato come molti dei generi di largo consumo abbiano evidenziato una
diminuzione dei prezzi reali nell’arco di tempo considerato.
Tra
questi vi è da segnalare anche il comparto dell’alimentazione, in quanto alla
netta accelerazione registrata dai prezzi a partire dall’inizio del 2001, che
trova la sua origine nei diversi shock che hanno interessato il comparto del
fresco, segue una lunga fase di progressiva flessione dei prezzi reali.
Sulla base delle indicazioni
provenienti dal deflatore dei consumi delle famiglie si evidenzia come, tra il
1992 ed il 2001, il dato più significativo sia rappresentato dalla diminuzione,
anche nominale, dei prezzi dei tecnologici.
Evoluzione che ha influenzato sia il
comparto delle comunicazioni, con una diminuzione in termini reali dei prezzi
di poco inferiore al 30%, che dei servizi ricreativi, aggregato che ha
beneficiato della riduzione di oltre il 30% del prezzo in termini reali degli
hi-fi, computer e prodotti per la riproduzione.
Nel
lungo periodo, particolarmente significativo risulta anche l’andamento dei
prezzi reali dell’intero comparto dell’alimentazione, con una flessione di
circa il 9%. A tale evoluzione hanno contribuito, nei diversi periodi, quasi
tutti i prodotti che formano l’aggregato, con particolare riguardo alla frutta,
il cui prezzo reale segnalava nel 2001 una diminuzione di quasi il 20% rispetto
al ’92, e le acque minerali e le altre bevande non alcoliche.
Positivo
in termini di contenimento della spesa delle famiglie è risultato anche il
contributo dei mobili e dell’abbigliamento, che registrano entrambi una
diminuzione in termini reali dei prezzi.

Al contrario, aumenti nettamente superiori
all’inflazione si riscontrano per l’abitazione, al cui interno si segnala
l’aumento degli affitti e della fornitura d’acqua, le bevande alcoliche e
tabacchi, evoluzione conseguente quasi esclusivamente alla crescita dei prezzi
dei tabacchi (oltre il 20% in termini reali) in conseguenza di una politica
mirata a scoraggiarne il consumo e di manovre che hanno teso ad aumentare le
entrate pubbliche.
Fonte: elaborazione Centro Studi
Confcommercio
Un discorso particolare riguarda il
variegato comparto dei servizi vari il cui aumento in termini reali è stato
complessivamente del 5%, ma al cui interno si distinguono i fortissimi aumenti
registrati dalle assicurazioni (+45%) e dai servizi finanziari (oltre il 19%).
Per
entrambe le voci la tendenza ad una crescita dei prezzi non sembra, tra
l'altro, aver subito nell'arco del decennio in esame significative battute
d'arresto. Ciò è particolarmente vero per le assicurazioni per le quali non è
servito neanche il blocco temporaneo dei prezzi.
Nell’arco
dell’ultimo decennio anche il settore degli alberghi e pubblici esercizi ha
evidenziato un aumento dei prezzi reali di poco superiore rispetto
all’inflazione (+3%), tendenza che riflette in larga misura i mutamenti
qualitativi intervenuti dal lato dell'offerta sia nella ristorazione, che nei
servizi di alloggio.
I
significativi mutamenti intervenuti rendono peraltro particolarmente complesso
il confronto dei prezzi nel lungo periodo, in quanto ci si potrebbe riferire a
servizi tra loro non perfettamente omogenei e quindi non comparabili.
(Variazioni percentuali)
|
GLI AUMENTI PIU’ CONSISTENTI |
|
|
LE RIDUZIONI PIU’ CONSISTENTI |
|
|
|
|
|
|
|
|
Assicurazioni |
44,5 |
|
Telefoni ed equipaggiamento telefonico |
-44,1 |
|
Affitti |
29,8 |
|
TV, Hi-Fi, computer, fotografia |
-34,5 |
|
Tabacco |
25,8 |
|
Servizi telefonici, telegrafi e telefax |
-20,8 |
|
Servizi finanziari |
19,3 |
|
Frutta |
-19,7 |
|
Fornitura di acqua e altri servizi dell'abitazione |
12,5 |
|
Beni non durevoli per la casa |
-14,2 |
|
Altri beni durevoli per la ricreazione e la cultura |
10,9 |
|
Acque minerali, bevande gassate e succhi |
-13,7 |
|
Servizi sociali |
8,0 |
|
Elettrodomestici e riparazioni |
-12,3 |
|
Servizi medici e paramedici non ospedalieri |
4,7 |
|
Altri articoli ricreativi |
-11,6 |
|
Acquisto mezzi di trasporto |
3,1 |
|
Generi alimentari n.a.c.* |
-10,8 |
|
Servizi ospedalieri |
2,6 |
|
Servizi postali |
-10,3 |
|
Bevande alcoliche |
2,4 |
|
Pane e cereali |
-9,8 |
|
Combustibili e lubrificanti |
2,0 |
|
Effetti personali n.a.c. |
-9,5 |
|
Spese d'esercizio dei mezzi di trasporto esclusi i combustibili |
1,1 |
|
Vegetali incluse le patate |
-9,5 |
|
Calzature |
1,0 |
|
Pesce |
-8,5 |
|
Altri servizi n.a.c. |
0,7 |
|
Carne |
-8,4 |
*n.a.c.=
non altrove classificati
Fonte:
elaborazioni Centro Studi Confcommercio su dati ISTAT
Sulla
base delle dinamiche sopra evidenziate si riscontra come, posto uguale a 100
euro un paniere di spesa medio della famiglia nel 1992, per acquistare nel 2001
lo stesso numero di beni e servizi si sia dovuto provvedere a degli spostamenti
di spesa tra gruppi di prodotti.
In
particolare, si sottolinea come per acquistare lo stesso paniere di prodotti
alimentari del 1992 si sia passati dai 18,24 euro ai 17,54 del 2001.
Tale
evoluzione è stata compensata quasi esclusivamente dall’incremento delle spese
per l’abitazione, in quanto per questi beni e servizi su 100 euro se ne
spendevano al 1992 16,58 cifra salita a 19,44 nel 2001.


Le tendenze recenti
Al
fine di evidenziare gli andamenti dei singoli capitoli di spesa e dei prodotti
nel primo semestre del 2002, si è preso a riferimento l’indice dei prezzi al
consumo per l’intera collettività nazionale.
Nel
corso dei primi sei mesi del 2002 è risultato particolarmente rilevante
l’incremento registrato dalla voce relativa all’alimentazione, che segnala un
aumento del prezzo reale rispetto all’analogo periodo dell’anno precedente di
quasi il 2%.
Tale
evoluzione, imputabile in misura quasi esclusiva al segmento del fresco,
rappresenta la parte terminale di un processo iniziato nei primi mesi dello
scorso anno, periodo nel quale i prezzi erano espressi in lire, ed è
riconducibile alle turbolenze che hanno interessato inizialmente il settore
delle carni e poi i prodotti agricoli.
Ciò
nonostante, per questo importante segmento di spesa la dinamica nel lungo
periodo dei prezzi continua a risultare inferiore rispetto all’indice generale.
E’
anche importante sottolineare come diminuzioni di rilievo nei prezzi reali dei
singoli prodotti abbiano quasi sempre seguito le fasi di espansione, a confermare
come siano gli shock temporanei a determinarne l’aumento.
Tra
i prodotti e servizi che negli ultimi mesi hanno segnalato una sensibile
tendenza all’aumento vi sono, come già avvenuto nell’ultimo decennio, quelli
relativi alle assicurazioni - il cui incremento del prezzo reale è stato nel
primo semestre superiore all’11% ad ulteriore conferma della scarsa efficacia
delle misure dirigistiche sui prezzi - e ai servizi finanziari, in particolare
quelli bancari.
In
controtendenza rispetto alle dinamiche di lungo periodo si segnala l’evoluzione
dei prezzi dei trasporti aerei.
Dopo
quasi un decennio di diminuzioni dei prezzi reali, tendenza che non si era
interrotta neanche in concomitanza con la recente crisi petrolifera, per questa
voce si segnala un aumento in termini reali di quasi il 3%.
Tale
evoluzione è probabilmente imputabile alla crisi che ha coinvolto molte
compagnie dopo l’11 settembre del 2001 e agli aumentati costi per la sicurezza.
Il
realizzarsi di una dinamica dei prezzi del trasporto aereo più sostenuta
rispetto al passato si è tradotta anche in un incremento del costo delle
vacanze organizzate, capitolo sul quale stanno comunque cominciando ad
evidenziarsi i primi benefici del riapprezzamento dell’euro.
Relativamente
agli altri beni e servizi si segnala il sensibile aumento dei prezzi reali dei
giornali (oltre l’11% nei confronti del primo semestre del 2001), evoluzione
che ha compensato la perdita subita in termini relativi negli ultimi anni nei
quali il prezzo era rimasto invariato.
Analizzando
nel dettaglio l’andamento dei prodotti che compongono i singoli aggregati si
evidenzia come all’interno del capitolo relativo all’istruzione nel primo
semestre del 2002 sia proseguita la tendenza, iniziata negli anni precedenti,
ad un aumento dei prezzi per l’istruzione secondaria ed universitaria a ritmi
decisamente più elevati rispetto alla media.
Anche per il comparto degli alberghi e ristoranti la
tendenza appare improntata ad una crescita dei prezzi più sostenuta rispetto
all’indice generale, riflettendo in parte sia gli adeguamenti dei prezzi di
alcuni prodotti e servizi rimasti fermi negli anni precedenti, sia le spinte
derivanti dall’aumento di alcuni costi a monte.
