GLI
ANDAMENTI DELL’ECONOMIA ITALIANA
TRA CRISI
INTERNAZIONALE E RITARDI STRUTTURALI
IL CONSUNTIVO DEL 2001
L’economia Internazionale
Il PIL mondiale ha fatto registrare nel 2001 una crescita
del 2,4%, dimezzandosi in pratica rispetto all’incremento del 4,7% dell’anno
precedente.
Questo forte rallentamento è stato determinato da due
fattori:
·
l’«atterraggio
duro» dell’economia americana;
·
la
distruzione delle Torri Gemelle a New York nell’azione terroristica dell’11
settembre 2001.
In effetti, dopo oltre otto anni di crescita sostenuta ed ininterrotta, il PIL statunitense denunciava nel secondo trimestre del 2001 un dimezzamento del tasso di incremento su base annua, dal 2,5% all’1,2%, per scendere ancora nei due restanti trimestri allo 0,8% ed allo 0,3%, in un progressivo esaurimento della spinta produttiva.
Il 2001 veniva così a rappresentare il punto di svolta del ciclo economico mondiale guidato dagli USA, dando luogo ad una fase di rallentamento intenso e prolungato in grado di riassorbire gli eccessi, soprattutto speculativi dei mercati finanziari, che avevano caratterizzato quella lunga fase espansiva.
LA CRESCITA DEL PRODOTTO
Variazioni percentuali del PIL reale rispetto al
periodo precedente
|
|
2000 |
2001 |
2002 |
2003 |
||||
|
Stati Uniti |
4.1 |
|
1.1 |
|
0.7 |
|
3.8 |
|
|
Giappone |
1.5 |
|
-0.7 |
|
-1.0 |
|
0.8 |
|
|
Unione Europea |
3.3 |
|
1.7 |
|
1.5 |
|
2.9 |
|
|
-
Area dell’euro |
3.5 |
|
1.6 |
|
1.4 |
|
3.0 |
|
|
Per memoria: |
|
|
|
|
|
|
|
|
|
Altre economie avanzate |
5.2 |
|
1.5 |
|
1.9 |
|
n.d. |
|
|
Paesi in via di sviluppo |
5.8 |
|
4.0 |
|
4.4 |
|
n.d. |
|
|
Mondo |
4.7 |
|
2.4 |
|
2.4 |
|
n.d. |
|
FONTE:OECD, Economic Outlook, n. 70, December 2001 e IMF, World Economic Outlook, December 2001.
La brusca frenata dell’economia americana, quasi ai limiti della recessione, ed il perdurare della preoccupante crisi dell’economia giapponese, hanno finito per determinare un rallentamento sempre più intenso anche nell’economia europea.
Nei tre paesi che da soli rappresentano ben il 70% del PIL dell’area dell’euro, cioè Francia, Germania ed Italia, l’ultimo trimestre del 2001 si è chiuso con una crescita negativa dell’ordine dello 0,2-0,3% rispetto al trimestre precedente.
I risultati deludenti del terzo e del quarto trimestre 2001 in tutte le economie industriali, in parte già imputabili all’esaurirsi del ciclo espansivo, sono stati amplificati dagli effetti diretti ed indiretti dell’attacco terroristico alle Torri Gemelle dell’11 settembre e dalla risposta degli americani e dei loro alleati.
In realtà, i timori di conseguenze negative generalizzate
sull’economia derivanti dall’intervento armato dei paesi occidentali, simili a quelle verificatesi nel 1991 a
seguito della guerra del Golfo, con riduzione dell’offerta di greggio e
conseguente impennata dei prezzi petroliferi, si sono fino ad oggi rivelati
infondati.
Il conflitto ha ormai assunto la connotazione di una
operazione di polizia internazionale, con interventi mirati ad eliminare le
ultime sacche di resistenza, anche se permane il rischio di un allargamento del
teatro bellico ad altri paesi dell’area, coinvolgendo quelli considerati, da
sempre, fiancheggiatori e
finanziatori del terrorismo fondamentalista.
È comunque inevitabile che il 2002 sconti una minor
crescita del PIL mondiale, rispetto alle previsioni ante-11 settembre,
quantificabile in circa due decimi di punto, lasciandolo sullo stesso profilo
di crescita del 2001.
Il quadro di sintesi
In linea con le dinamiche registrate a livello internazionale l’economia italiana ha evidenziato nel corso dell’ultimo anno una tendenza alla progressiva decelerazione della crescita.
CONTO ECONOMICO
RISORSE E IMPIEGHI – PREZZI 1995
(Variazioni
percentuali sull’anno precedente)
|
|
1997 |
1998 |
1999 |
2000 |
2001 |
|
PIL |
2,0 |
1,8 |
1,6 |
2,9 |
1,8 |
|
IMPORTAZIONI |
10,1 |
8,9 |
5,3 |
9,4 |
0,2 |
|
CONSUMI FINALI INTERNI |
2,5 |
2,5 |
2,2 |
2,5 |
1,4 |
|
- Spesa delle famiglie |
3,2 |
3,2 |
2,4 |
2,7 |
1,1 |
|
- Spesa delle AP e
delle ISP |
0,3 |
0,3 |
1,4 |
1,7 |
2,3 |
|
INVESTIMENTI |
2,1 |
4,0 |
5,7 |
6,5 |
2,4 |
|
- Costruzioni |
-2,0 |
-0,2 |
2,8 |
5,6 |
3,7 |
|
- Macchine e
attrezzature |
6,9 |
4,5 |
5,2 |
6,1 |
0,3 |
|
- Mezzi di trasporto |
0,8 |
17,9 |
16,8 |
10,0 |
4,4 |
|
- Beni immateriali |
1,6 |
11,0 |
10,0 |
9,1 |
5,3 |
|
ESPORTAZIONI |
0,6 |
3,4 |
0,3 |
11,7 |
0,8 |
FONTE: Elaborazioni Centro Studi
CONFCOMMERCIO su dati ISTAT
Evoluzione che ha portato nel quarto trimestre del 2001 ad una flessione in termini congiunturali del prodotto.

FONTE: Elaborazioni Centro Studi
CONFCOMMERCIO su dati ISTAT
La tendenza ad un ridimensionamento dell’attività produttiva interna e le incertezze circa le prospettive di sviluppo a breve termine hanno determinato un deciso rallentamento delle importazioni, in flessione nel secondo semestre, aumentate nella media del 2001 dello 0,2% (+9,4% nel 2000).
Anche dal lato della domanda interna le dinamiche riscontrate
nell’ultimo anno sono risultate sostanzialmente deludenti, in particolare per
la componente relativa alla spesa delle famiglie.
Nella media del 2001 per questa variabile la crescita è
risultata in termini reali pari all’1,1% il risultato più basso dell’ultimo
quinquennio.
Su questa evoluzione sembrano aver pesato sia le dinamiche reddituali, contenute dall’andamento negativo delle borse sulle quali molte famiglie avevano riversato i propri risparmi e dall’ancora elevato livello di tassazione, sia le prospettive di sviluppo modesto con le conseguenti preoccupazioni circa la tenuta dei raggiunti livelli occupazionali.
Relativamente agli investimenti si è riscontrata una decisa flessione della domanda per quelli in macchine ed attrezzature conseguenza delle deboli prospettive di sviluppo che hanno spinto le aziende a non aumentare la capacità produttiva.
Lievemente più positiva è risultata la dinamica degli investimenti in costruzioni, variabile che ha beneficiato dello spostamento della domanda da forme di investimento a rischio verso mercati, come quello immobiliare, ritenuti decisamente meno pericolosi.
Per questa componente l’incremento del 3,7% registrato nel 2001, pur risultando più contenuto rispetto a quello del 2000, deve essere considerato positivo in quanto l’anno precedente era stato fortemente influenzato dalla realizzazione delle opere per il Giubileo.
Il prodotto
L’evoluzione registrata dal lato del prodotto è sintesi,
come di consueto di andamenti articolati a livello settoriale.
Il rallentamento che ha interessato l’economia italiana
nel corso del 2001 ha coinvolto in misura non omogenea i diversi comparti di
attività produttiva.
VALORE AGGIUNTO
AI PREZZI DI MERCATO – PREZZI 1995
(Variazioni
percentuali sull’anno precedente)
|
|
1997 |
1998 |
1999 |
2000 |
2001 |
|
Agricoltura |
1,2 |
1,2 |
6,2 |
-2,9 |
-1,0 |
|
Industria |
1,9 |
1,3 |
0,9 |
2,1 |
0,9 |
|
Industria in senso stretto |
2,6 |
1,6 |
0,9 |
2,1 |
0,3 |
|
Costruzioni |
-1,8 |
-0,2 |
1,2 |
2,3 |
4,5 |
|
Servizi |
2,1 |
2,0 |
1,5 |
3,7 |
2,6 |
|
Commercio, alberghi, trasp. e
comunicazioni |
2,5 |
2,7 |
0,6 |
4,7 |
3,2 |
|
Credito, att. immob. e servizi
professionali |
2,7 |
1,9 |
2,7 |
5,5 |
3,0 |
|
Altre attività di servizi |
0,9 |
1,0 |
1,2 |
-0,1 |
1,1 |
|
Valore aggiunto ai prezzi di mercato |
2,0 |
1,7 |
1,5 |
3,0 |
2,0 |
FONTE: Elaborazioni Centro Studi
CONFCOMMERCIO su dati ISTAT
In particolare il settore industriale ha evidenziato un netto rallentamento della crescita, sintesi di una stagnazione per l’industria manifatturiera (+0,3%), sulla quale ha gravato una dinamica della domanda interna ed estera molto modesta, e di un deciso sviluppo per le costruzioni (+4,5%), settore che ha beneficiato dell’andamento sostanzialmente positivo degli investimenti.
Relativamente al comparto dei servizi si sottolinea come,
nonostante il rallentamento registrato nel corso dell’anno dal valore aggiunto,
la media del 2001 segnali un tasso di sviluppo superiore a quella riscontrato
dagli altri comparti produttivi.
Sulla base dei dati disponibili si regista una crescita
più contenuta rispetto al 2000 del comparto del commercio, alberghi, pubblici
esercizi, trasporti e comunicazioni sulla quale ha pesato sia uno sviluppo
modesto della domanda per consumi delle famiglie, sia il rallentamento del
turismo, sul quale ha influito il confronto con un anno particolarmente
positivo come è stato il 2000 e gli effetti indotti degli avvenimenti dell’11
settembre, con conseguenze anche sui trasporti.
Nonostante il rallentamento delle dinamiche occupazionali
riscontrato nella parte finale del 2001 l’anno appena trascorso ha evidenziato,
dal lato del mercato del lavoro, il risultato più positivo degli ultimi dieci
anni con un aumento di 435 mila occupati.
Tale dinamica, in linea con quanto avvenuto negli anni più
recenti, è imputabile ancora una volta in misura particolarmente significativa
alla componente femminile dell’occupazione per la quale l’incremento è
risultato pari a 296 mila unità.
INDICATORI DEL
MERCATO DEL LAVORO
(Dati in
migliaia- Variazioni assolute sul periodo corrispondente)
|
|
1996 |
1997 |
1998 |
1999 |
2000 |
2001 |
|
|
|
|
|
|
|
|
|
OCCUPATI |
99 |
82 |
228 |
256 |
388 |
435 |
|
Maschi |
-16 |
12 |
75 |
68 |
158 |
139 |
|
Femmine |
115 |
70 |
153 |
188 |
231 |
296 |
|
DISOCCUPATI |
16 |
35 |
57 |
-75 |
-174 |
-228 |
|
Maschi |
6 |
8 |
19 |
-47 |
-87 |
-113 |
|
Femmine |
9 |
27 |
38 |
-28 |
-88 |
-115 |
|
|
|
|
|
|
|
|
|
TASSO DI DISOCCUPAZIONE |
11,6 |
11,7 |
11,8 |
11,4 |
10,6 |
9,5 |
|
Maschile |
9,0 |
9,0 |
9,1 |
8,8 |
8,1 |
7,3 |
|
Femminile |
16,1 |
16,2 |
16,3 |
15,7 |
14,5 |
13,0 |
|
GIOVANILE |
34,1 |
34,0 |
33,8 |
32,9 |
31,1 |
28,2 |
|
Maschile |
29,8 |
29,6 |
29,8 |
29,2 |
27,6 |
25,0 |
|
Femminile |
39,5 |
39,6 |
39,0 |
37,4 |
35,4 |
32,2 |
FONTE: Elaborazioni Centro Studi
CONFCOMMERCIO su indagine ISTAT sulle Forze di Lavoro
La crescita della base occupazionale, associata ad una
decisa riduzione del numero di persone in cerca di lavoro, ha favorito un
deciso ridimensionamento del tasso di disoccupazione passato dal 10,6% del 2000
al 9,5% del 2001, il valore più basso dal 1992.
Evoluzione che ha interessato in misura abbastanza
significativa anche la componente giovanile, per la quale, comunque, le
difficoltà di trovare una occupazione risultano ancora elevate in
considerazione di una incidenza delle persone in cerca di lavoro ancora
superiore al 28%.
Il miglioramento registrato dal mercato del lavoro pur interessando tutte le aree del paese non ha, comunque, permesso quella sensibile riduzione dei divari in grado di favorire il riequilibrio territoriale in termini di occupazione.

FONTE: Elaborazioni Centro Studi
CONFCOMMERCIO su indagine ISTAT sulle Forze di Lavoro
Nel mezzogiorno la quota di persone in cerca di
occupazione sul totale della forza lavoro è risultata pari al 19,3% contro il
5% del centro nord.
Divario che risulta ancora più consistente se si guarda
alla componente giovanile (15-24 anni) per la quale, nonostante la riduzione
degli ultimi anni, la percentuale dei senza lavoro nel mezzogiorno è ancora
superiore al 50% contro il 14,6% del centro nord.
A livello settoriale l’incremento di 435 mila occupati
riscontrati sulla base dell’indagine sulle forze di lavoro nella media del 2001
ha interessato in larga misura il settore dei servizi ed in particolare la
componente dipendente.
OCCUPATI PER
SETTORE DI ATTIVITA’
(Dati in
migliaia- Variazioni assolute sul periodo corrispondente)
|
|
1996 |
1997 |
1998 |
1999 |
2000 |
2001 |
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
AGRICOLTURA |
-56 |
-32 |
-44 |
-67 |
-14 |
6 |
|
DIPENDENTI |
-27 |
-25 |
-7 |
-16 |
3 |
12 |
|
INDIPENDENTI |
-28 |
-8 |
-37 |
-50 |
-17 |
-6 |
|
INDUSTRIA |
-67 |
-33 |
70 |
20 |
16 |
74 |
|
DIPENDENTI |
-57 |
-23 |
52 |
6 |
6 |
52 |
|
INDIPENDENTI |
-9 |
-9 |
17 |
14 |
10 |
22 |
|
SERVIZI |
222 |
147 |
202 |
303 |
386 |
354 |
|
DIPENDENTI |
152 |
149 |
131 |
284 |
299 |
321 |
|
INDIPENDENTI |
69 |
0 |
70 |
19 |
87 |
33 |
|
Commercio |
31
|
-11
|
32
|
42
|
69
|
39
|
|
Dipendenti |
22 |
26 |
29 |
105 |
95 |
42 |
|
Indipendenti |
9 |
-37 |
3 |
-63 |
-26 |
-4 |
|
Alberghi e p.e. |
15
|
2
|
-15
|
64
|
75
|
66
|
|
Dipendenti |
15 |
1 |
-10 |
34 |
52 |
46 |
|
Indipendenti |
-0 |
1 |
-5 |
29 |
23 |
20 |
|
TOTALE |
99 |
82 |
228 |
257 |
388 |
435 |
|
DIPENDENTI |
67 |
100 |
177 |
274 |
308 |
386 |
|
INDIPENDENTI |
32 |
-18 |
51 |
-17 |
80 |
49 |
FONTE: Elaborazioni Centro Studi
CONFCOMMERCIO su indagine ISTAT sulle Forze di Lavoro
Relativamente al comparto commerciale è proseguita sia pure a ritmi meno sostenuti
rispetto a biennio precedente la tendenza alla crescita dell’occupazione,
evoluzione che ha però riguardato solo i dipendenti aumentati di 42 mila unità.
Per gli indipendenti, nella media del 2001, si è
registrata una ulteriore flessione pari a 4mila unità, valore, comunque, più
contenuto rispetto alle tendenze degli ultimi anni ed in linea con l’attenuarsi
della tendenza al ridimensionamento della rete commerciale.
Per quanto concerne il turismo, nonostante la tendenza
produttiva settoriale sia stata improntata ad una crescita più contenuta
rispetto al 2000 l’occupazione ha continuato ad evidenziare una dinamica
generalmente positiva, con un incremento nella media del 2001 di 66mila unità, di
cui 46mila dipendenti e 20mila indipendenti.
La tendenza al rallentamento produttivo non sembra aver
avuto nel 2001 particolari conseguenze sulla struttura imprenditoriale del
Paese, che ha mostrato, sulla base delle risultanze delle anagrafi camerali, un
saldo attivo per oltre 89mila aziende, valore più elevato rispetto a quello del
2000.
ISCRIZIONI CESSAZIONI E SALDI DELLE IMPRESE
|
|
|
2000 |
|
|
2001 |
|
|
|
ISCRITTE |
CESSATE |
SALDO |
ISCRITTE |
CESSATE |
SALDO |
|
|
|
|
|
|
|
|
|
AGRICOLTURA |
37.706 |
63.565 |
-25.859 |
40.481 |
70.051 |
-29.570 |
|
INDUSTRIA |
84.685 |
72.584 |
12.101 |
88.385 |
77.026 |
11.359 |
|
COMMERCIO |
93.539 |
91.805 |
1.734 |
92.105 |
91.761 |
344 |
|
TURISMO |
13.119 |
15.380 |
-2.261 |
13.252 |
15.288 |
-2.036 |
|
ALTRI SERVIZI |
65.952 |
56.446 |
9.506 |
68.794 |
59.259 |
9.535 |
|
IMPRESE N.C. |
108.407 |
16.852 |
91.555 |
118.434 |
18.328 |
100.106 |
|
TOTALE |
403.408 |
316.632 |
86.776 |
421.451 |
331.713 |
89.738 |
FONTE: Elaborazioni Centro Studi
CONFCOMMERCIO su dati Movimprese
Il dato di sintesi sottende andamenti articolati a livello
settoriale che risultano, comunque, di non facile interpretazione, in quanto il
saldo attivo deriva in larga misura dalle imprese non classificate che
rappresentano ormai oltre un quarto delle iscrizioni.
L’emergere in misura sempre più rilevante di questo fenomeno negli ultimi anni sottende, probabilmente, la difficoltà delle imprese che operano in settori innovativi o che sempre più spesso si trovano a svolgere attività trasversali a diversi comparti a riconoscersi in una classificazione che non ha tenuto conto dei mutamenti intervenuti negli anni.
In linea generale si è riscontrato nel 2001, a livello dei
singoli settori, un incremento sensibile della base imprenditoriale nel
comparto industriale, la cui dinamica è però imputabile in misura esclusiva al
settore delle costruzioni per il quale il saldo è attivo di oltre 14mila
aziende.
In linea con le dinamiche produttive si è, viceversa,
riscontrato un ridimensionamento delle imprese nel settore manifatturiero.
Per quanto concerne il comparto terziario nel corso
dell’ultimo anno si è registrato un ulteriore aumento della base
imprenditoriale, dato che deriva, comunque, da andamenti articolati a livello
dei singoli settori.
Relativamente al comparto distributivo nel 2001 si è
confermata, sia pure in misura meno rilevante rispetto al 2000, la tendenza ad
una crescita della rete commerciale.
Tale fenomeno sembra coinvolgere anche le imprese di
minore dimensione del commercio al dettaglio, ad esclusione delle aziende che
operano nel settore degli autoveicoli e delle riparazioni nel quale è in atto
un ridimensionamento ed una ristrutturazione dell’apparato distributivo in
linea anche con una domanda in netto ridimensionamento.
Analogo fenomeno di razionalizzazione dell’apparato
produttivo sembra interessare anche il comparto degli alberghi e pubblici
esercizi.
Le dinamiche imprenditoriali del settore, che segnalano un
saldo negativo per oltre 2.000 imprese sia nel 2000 che nel 2001, non sembrano,
infatti, derivare da andamenti negativi della domanda.
Nel biennio infatti, ad esclusione dell’ultimo trimestre
dell’anno che si è appena concluso, si è riscontrata una evoluzione
sostanzialmente soddisfacente dei flussi turistici.
Particolarmente positiva è risultata la dinamica
imprenditoriale nel complesso degli altri settori dei servizi, che hanno
registrato un saldo attivo per oltre 9.500 aziende, valore sostanzialmente in
linea con quelli registrati negli anni precedenti.
Tale evoluzione è imputabile in larghissima misura al
comparto delle attività immobiliari, noleggio, informatica e ricerca cresciute
di oltre 7.000 unità, che hanno risentito non solo dell’aumentata domanda delle
famiglie per beni immobili, ma soprattutto dell’espansione dei settori
innovativi.
Nella primavera del 2001 la tendenza alla ripresa del processo inflazionistico che aveva interessato le economie europee a partire dal 1999, sulla scorta di una netta crescita dei prezzi delle materie prime petrolifere e del deprezzamento dell’euro sui mercati, ha toccato il punto di massima.
La tendenza alla decelerazione che da quel momento ha interessato i prezzi al consumo di quasi tutti i Paesi non ha, comunque, impedito di registrare nell’anno che si è appena concluso un valore che nella media della UE è risultato pari al 2,4% il più elevato degli ultimi anni.
INDICE DEI PREZZI AL CONSUMO ARMONIZZATO
(Variazioni percentuali sull’analogo periodo
dell’anno precedente)
|
PAESI |
1997 |
1998 |
1999 |
2000 |
2001 |
|
|
|
|
|
|
|
|
Italia |
1,9 |
2,0 |
1,7 |
2,6 |
2,7 |
|
Belgio |
1,5 |
0,9 |
1,1 |
2,7 |
2,4 |
|
Danimarca |
1,9 |
1,4 |
2,0 |
2,8 |
2,2 |
|
Germania |
1,5 |
0,7 |
0,6 |
2,0 |
2,4 |
|
Grecia |
5,4 |
4,6 |
2,2 |
2,8 |
3,7 |
|
Spagna |
1,9 |
1,7 |
2,2 |
3,5 |
3,6 |
|
Francia |
1,3 |
0,6 |
0,5 |
1,9 |
1,8 |
|
Irlanda |
1,2 |
2,2 |
2,5 |
5,2 |
4,0 |
|
Lussemburgo |
1,4 |
0,9 |
1,0 |
3,8 |
2,4 |
|
Olanda |
1,9 |
1,7 |
2,1 |
2,3 |
5,2 |
|
Austria |
1,2 |
0,8 |
0,5 |
2,0 |
2,3 |
|
Portogallo |
1,9 |
2,2 |
2,2 |
2,8 |
4,4 |
|
Finlandia |
1,2 |
1,4 |
1,3 |
3,0 |
2,6 |
|
Svezia |
1,9 |
1,0 |
0,5 |
1,4 |
2,7 |
|
Regno Unito |
1,8 |
1,6 |
1,4 |
0,8 |
1,2 |
|
UE 15 |
1,7 |
1,3 |
1,2 |
2,0 |
2,4 |
FONTE: Elaborazioni Centro Studi
CONFCOMMERCIO su dati EUROSTAT
In questo contesto l’Italia ha evidenziato una dinamica sostanzialmente in linea con la media degli altri Paesi, segnalando a consuntivo un dato che, seppure più elevato rispetto a quello degli anni precedenti, ha mostrato un ulteriore convergenza verso le dinamiche medie dell’area della UE.
Relativamente all’evoluzione riscontrata dai prezzi al
consumo in Italia si sottolinea come l’incremento del 2,7% (al lordo della
componente relativa ai tabacchi) sia stato fortemente condizionato dalle
dinamiche registrate nella prima parte dell’anno.
Nei primi sei mesi agli effetti in una evoluzione ancora
sostenuta dei prezzi del comparto energetico si sono associati gli impulsi
inflazionistici derivanti dal comparto alimentare in conseguenza dei problemi
riscontrati nella filiera delle carni, fenomeno comune a tutti i paesi della
UE, e della scarsità di alcune produzioni.
INDICE DEI PREZZI AL CONSUMO PER CAPITOLI DI SPESA
(Variazioni percentuali sull’analogo periodo
dell’anno precedente)
|
|
2001 |
|
|
|
2002 |
|
|
|
I Trim. |
II Trim. |
III Trim. |
IV Trim. |
Gen. |
Feb. |
|
INDICE GENERALE |
2,9 |
3,0 |
2,8 |
2,5 |
2,4 |
2,5 |
|
Alimentazione e
bevande analcoliche |
3,4 |
4,0 |
4,7 |
4,4 |
4,9 |
4,4 |
|
Bevande alcoliche e
tabacchi |
0,3 |
3,2 |
3,3 |
3,4 |
3,3 |
3,3 |
|
Abbigliamento e
calzature |
2,7 |
2,9 |
3,0 |
2,9 |
2,9 |
2,8 |
|
Abitazione, acqua ,
elettricità e combustibili |
5,9 |
4,0 |
1,7 |
0,6 |
-0,1 |
0,0 |
|
Mobili, articoli e
servizi per la casa |
2,2 |
2,1 |
2,2 |
2,0 |
1,9 |
1,8 |
|
Servizi sanitari e
spese per la salute |
2,9 |
2,3 |
2,0 |
1,8 |
1,9 |
2,1 |
|
Trasporti |
2,4 |
2,5 |
1,0 |
0,2 |
0,4 |
1,2 |
|
Comunicazioni |
-2,7 |
-2,1 |
-2,2 |
-1,7 |
-1,6 |
-1,7 |
|
Ricreazione,
spettacoli, cultura |
3,2 |
3,1 |
3,4 |
3,6 |
2,8 |
3,0 |
|
Istruzione |
3,4 |
3,3 |
3,4 |
2,7 |
2,9 |
2,8 |
|
Alberghi, ristoranti e
pubblici esercizi |
3,6 |
4,0 |
4,3 |
4,1 |
4,6 |
4,4 |
|
Altri beni e servizi |
2,4 |
3,5 |
3,8 |
3,9 |
3,2 |
3,6 |
FONTE: Elaborazioni Centro Studi
CONFCOMMERCIO su dati ISTAT
D’altra parte i tempi di trasmissione degli impulsi
inflazionistici tra fasi e settori, non sempre immediati, hanno determinato in
alcuni comparti una tendenza espansiva dei prezzi conseguenza degli aumenti dal
lato dei costi derivanti dalle pressioni inflazionistiche accumulate nel
biennio precedente.
In questo contesto, che di per sé ha evidenziato alcuni
elementi di criticità, si sono continuati ad inserire i problemi legati ai
prezzi di alcuni beni e servizi di pubblica utilità.
L’assenza di azioni incisive su alcuni mercati, volte sia
ad aumentarne il grado di concorrenza che ha ridurne i costi di gestione, ha
determinato una evoluzione dei prezzi particolarmente elevata in alcuni
settori.
In particolare si segnala tra dicembre del 2001 e
l’analogo mese dell’anno precedente un incremento dei prezzi delle
assicurazioni del 16%, e dei servizi finanziari del 13,5% (con un aumento che
sfiora il 26%per i servizi di bancoposta).
A controbilanciare, sia pure in parte, la tendenze
inflazionistiche ha contribuito anche nel 2001, in linea con le dinamiche
europee, il settore delle comunicazioni nel quale l’aumentata concorrenza e le
innovazioni tecnologiche hanno continuato a determinare una diminuzione dei
prezzi.
Stando alle indicazioni più recenti il processo di rientro
dell’inflazione italiana ed europea sembra aver conosciuto in questa prima
parte del 2002 una battuta d’arresto.
Su questa evoluzione, più che gli effetti indotti
dall’introduzione dell’euro, con i problemi anche tecnici di conversione,
sembrano aver pesato altre variabili.
Tra le altre si sottolinea come le avverse condizioni
meteorologiche abbiano portato ad un sensibile aumento dei prezzi di alcuni
prodotti freschi del segmento dell’alimentazione, tendenza destinata a
influenzare anche le dinamiche di prossimi mesi.
Si aggiunga che le politiche di prezzo di alcuni servizi,
in particolare di trasporto e della sanità, continuano ad essere condizionate
da esigenze di bilancio, con i conseguenti effetti sull’inflazione.
Dal lato della finanza pubblica il 2001 è risultato, non solo per l’Italia, un anno non particolarmente positivo.
Il rallentamento economico ed una politica dei tassi d’interesse meno favorevole hanno, infatti, attenuato la tendenza alla convergenza verso gli obiettivi in termini di deficit e di debito.
In particolare si sottolinea come i principali rapporti caratteristici abbiano mostrato nel 2001 una sostanziale stabilizzazione sui valori registrati nell’anno precedente.
|
|
1998 |
1999 |
2000 |
2001 |
|
Indebitamento netto / PIL (a) |
-2,8 |
-1,8 |
-1,7 |
-1,4 |
|
Saldo primario / PIL |
5,2 |
5,0 |
5,9 |
4,9 |
|
|
|
|
|
|
|
Pressione fiscale (b) |
42,9 |
43,0 |
42,5 |
42,3 |
|
Entrate correnti / PIL |
45,8 |
46,2 |
45,5 |
45,5 |
|
Entrate totali / PIL |
46,5 |
46,7 |
45,9 |
45,8 |
|
|
|
|
|
|
|
Uscite correnti / PIL |
45,4 |
44,4 |
43,9 |
43,8 |
|
Uscite totali al netto interessi / PIL |
41,3 |
41,7 |
40,0 |
40,9 |
|
Uscite totali / PIL |
49,3 |
48,4 |
46,4 |
47,2 |
(a) Al netto dei
proventi derivanti dalla vendita delle licenze per l’UMTS
(b) Imposte dirette,
indirette, in c/capitale, contributi sociali effettivi e figurativi in rapporto
al PIL.
FONTE: Elaborazioni Centro Studi
CONFCOMMERCIO su dati ISTAT
Relativamente ai parametri previsti per il processo di
rientro della finanza pubblica si evidenzia come l’indebitamento netto, se pure
in miglioramento rispetto al 2000, è risultato ben distante non solo dagli
obiettivi fissati nel patto di Stabilità (0,8%), ma anche dalle revisioni
effettuate in corso d’anno (1,1%).
Analizzando la dinamica delle diverse componenti si
risconta come anche nel 2001 le uscite abbiano mostrato una dinamica più
sostenuta rispetto alle entrate (il dato del 2000 risente dei proventi della
vendita dell’UMTS imputati sulle uscite in c/capitale), sottolineando ancora una
volta le difficoltà che si hanno nel tenere sotto controllo la spesa.
Spesa sulla quale cominciano a sentirsi anche gli effetti
negativi derivanti dalla sia pure modesta crescita del costo del denaro, che ha
determinato nel 2001 un aumento delle uscite correnti per interessi.
Le difficoltà di gestione della finanza pubblica non hanno
permesso interventi dal lato della pressione fiscale, che permane su livelli
particolarmente elevati e pari al 42,3% valore inferiore solo di 2 decimi di
punto rispetto al 2000.
.
CONTO ECONOMICO CONSOLIDATO DELLE
AMMINISTRAZIONI PUBBLICHE
(milioni di
euro correnti)
|
VALORI ASSOLUTI |
||||
|
|
1998 |
1999 |
2000 |
2001 |
|
USCITE |
|
|
|
|
|
Uscite
correnti al netto interessi |
401.390 |
417.455 |
436.167 |
455.946 |
|
Interessi passivi |
86.011 |
74.834 |
75.265 |
77.111 |
|
Totale
uscite correnti |
487.401 |
492.289 |
511.432 |
533.057 |
|
Investimenti fissi lordi |
25.524 |
27.057 |
28.021 |
27.122 |
|
Contributi agli investimenti |
11.402 |
13.144 |
13.090 |
15.607 |
|
Altre uscite in c/capitale |
4.420 |
4.091 |
-11.652 |
-969 |
|
Totale
uscite in c/capitale |
41.346 |
44.292 |
29.459 |
41.760 |
Uscite
complessive
|
528.747 |
536.581 |
540.891 |
574.817 |
|
ENTRATE |
|
|
|
|
|
Imposte dirette |
154.454 |
166.307 |
170.440 |
182.848 |
|
Imposte indirette |
164.394 |
167.498 |
175.160 |
176.722 |
|
Contributi sociali effettivi e figurativi |
137.712 |
141.129 |
148.074 |
154.519 |
|
Altre entrate correnti |
34.617 |
36.656 |
35.849 |
39.870 |
|
Totale
entrate correnti |
491.177 |
511.590 |
529.523 |
553.959 |
|
Totale
entrate in c/capitale |
7.372 |
5.574 |
5.105 |
3.244 |
|
Entrate
complessive |
498.549 |
517.164 |
534.628 |
557.203 |
|
Saldo
corrente |
3.776 |
19.301 |
18.091 |
20.902 |
|
Indebitamento
netto |
-30.198 |
-19.417 |
-6.263 |
-17.614 |
|
Saldo
primario |
55.813 |
55.417 |
69.002 |
59.497 |
|
VARIAZIONI ASSOLUTE SUL PERIODO
CORRISPONDENTE |
||||
|
|
|
1999 |
2000 |
2001 |
|
USCITE |
|
|
|
|
|
Uscite
correnti al netto interessi |
|
16.065 |
18.712 |
19.779 |
|
Interessi passivi |
|
-11.177 |
431 |
1.846 |
|
Totale
uscite correnti |
|
4.888 |
19.143 |
21.625 |
|
Investimenti fissi lordi |
|
1.533 |
964 |
-899 |
|
Contributi agli investimenti |
|
1.742 |
-54 |
2.517 |
|
Altre uscite in c/capitale |
|
-329 |
-15.743 |
10.683 |
|
Totale
uscite in c/capitale |
|
2.946 |
-14.833 |
12.301 |
|
Uscite
complessive |
|
7.834 |
4.310 |
33.926 |
|
ENTRATE |
|
|
|
|
|
Imposte dirette |
|
11.853 |
4.133 |
12.408 |
|
Imposte indirette |
|
3.104 |
7.662 |
1.562 |
|
Contributi sociali effettivi e figurativi |
|
| ||