L’inizio del 2002 è caratterizzato
da una notevole dose di incertezza su quelle che sono le prospettive di
sviluppo dell’economia mondiale non solo per l’anno in corso, ma anche per il
2003.
La recessione, che sembra aver già colpito il Giappone
e gli USA, rischia di trasferirsi a breve anche in Europa, area nella quale,
sia pure in presenza di un deciso rallentamento produttivo, il PIL evidenziava
anche nel terzo trimestre una modesta crescita congiunturale.
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|
VARIAZIONI CONGIUNTURALI |
|
VARIAZIONI TENDENZIALI |
||||
|
|
2001 |
|
2001 |
||||
|
|
I |
II |
III |
|
I |
II |
III |
|
Italia |
0,9 |
0,0 |
0,2 |
|
2,5 |
2,1 |
1,9 |
|
Germania |
0,4 |
0,0 |
-0,1 |
|
1,8 |
0,6 |
0,4 |
|
Francia |
0,4 |
0,2 |
0,5 |
|
2,9 |
2,2 |
2,0 |
|
Spagna |
1,3 |
0,4 |
0,3 |
|
3,4 |
2,7 |
2,8 |
|
EUR 11+GRECIA |
0,6 |
0,1 |
0,1 |
|
2,5 |
1,6 |
1,4 |
|
Regno Unito |
0,7 |
0,7 |
0,5 |
|
3,0 |
2,7 |
2,2 |
|
USA |
0,3 |
0,1 |
-0,3 |
|
2,5 |
1,2 |
0,6 |
|
Giappone |
1,0 |
-1,2 |
-0,5 |
|
1,4 |
-0,6 |
-0,5 |
FONTE: EUROSTAT
In questo contesto l’Italia sembra
essersi allineata con le dinamiche medie dell’area dell’euro, confermando la
decisa tendenza al rallentamento produttivo iniziata nella primavera del 2001.
Evoluzione determinata non solo
dalla netta caduta delle esportazioni, ma anche dalla debolezza della domanda
interna per consumi ed investimenti.
Situazione che ha comportato,
verso al fine dell’anno, anche un deciso rallentamento delle dinamiche del
mercato del lavoro.
|
|
VARIAZIONI
CONGIUNTUTRALI |
|
VARIAZIONI TENDENZIALI |
|
|||||
|
|
2001 |
|
2001 |
||||||
|
|
I |
II |
III |
|
I |
II |
III |
MEDIA |
|
|
P.I.L |
0,9 |
0,0 |
0,2 |
|
2,5 |
2,1 |
1,9 |
2,2 |
|
|
IMPORTAZIONI |
1,4 |
-1,2 |
-2,7 |
|
8,2 |
2,0 |
-2,9 |
2,3 |
|
|
CONSUMI FINALI |
0,0 |
0,4 |
0,0 |
|
1,5 |
1,3 |
0,9 |
1,2 |
|
|
Spesa delle famiglie |
0,0 |
0,5 |
0,0 |
|
1,6 |
1,4 |
0,9 |
1,3 |
|
|
Spesa della P.A. e ISP |
0,2 |
0,0 |
0,1 |
|
1,0 |
0,9 |
0,6 |
0,8 |
|
|
INVESTIMENTI |
0,8 |
-0,4 |
0,1 |
|
2,6 |
1,0 |
-0,1 |
1,2 |
|
|
Macch., attr. e prod.
vari |
0,4 |
-0,5 |
0,5 |
|
2,9 |
0,6 |
-0,6 |
0,9 |
|
|
Mezzi di trasporto |
-3,0 |
-1,8 |
-0,7 |
|
-1,2 |
-5,1 |
-6,2 |
-4,2 |
|
|
Costruzioni |
2,3 |
0,2 |
-0,2 |
|
3,5 |
3,3 |
2,2 |
3,0 |
|
|
ESPORTAZIONI |
1,3 |
-1,9 |
-3,6 |
|
12,9 |
8,3 |
-3,3 |
5,7 |
|
FONTE:
ELABORAZIONI CONFCOMMERCIO SU DATI ISTAT
La tendenza ad un netto ridimensionamento dell’attività produttiva, che coinvolge ormai la quasi totalità dei Paesi industrializzati, non sembra essere ancora giunta al punto di svolta, basti pensare che a dicembre negli USA si è raggiunto il punto più basso del grado di utilizzo degli impianti degli ultimi 20 anni.
Per l’economia americana la ripresa
viene ormai ipotizzata solo a partire dall’estate, analogamente dovrebbe
avvenire per i paesi europei. E’ comunque vero che anche sull’individuazione
del punto di svolta del ciclo economico internazionale permangono notevoli
incertezze.
Il continuo procrastinare l’inizio della fase di
ripresa ciclica ha spinto, comunque, alcuni organismi quali l’OCSE ad
ipotizzare una più elevata intensità della stessa nei mesi finali dell’anno in
corso e nel 2003.
Situazione che dovrebbe
coinvolgere in misura più significativa gli USA rispetto all’Europa, in
considerazione dei problemi strutturali che gravano su molti Paesi dell’area e
che stanno contribuendo, così come avvenuto negli anni precedenti, in misura
significativa al rallentamento produttivo.
La presenza di un quadro
dell’economia internazionale molto incerto e la ormai strutturale debolezza del
sistema economico italiano non possono non portare ad ipotizzare sia per il
2002, che per il 2003 tassi di sviluppo per l’Italia molto contenuti.
La crescita nell’anno in corso
dovrebbe essere, infatti, prossima all’1,2%, per ritornare nel 2003 su di un
valore di poco superiore al 2%.
Il rallentamento dell’economia
mondiale dovrebbe, infatti, determinare anche nella prima parte del 2002 un
sensibile ridimensionamento delle esportazioni, attese in ripresa solo nei mesi
finali dell’anno in corso.
D’altra parte difficilmente lo
sviluppo sarà sostenuto in misura significativa dalla componente interna della
domanda.
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|
CONSUNTIVO |
PREVISIONI |
||
|
|
2000 |
2001 |
2002 |
2003 |
|
PIL |
2,9 |
1,9 |
1,2 |
2,2 |
|
IMPORTAZIONI |
8,3 |
2,0 |
3,0 |
5,9 |
|
CONSUMI FINALI INTERNI |
2,6 |
1,1 |
1,0 |
1,6 |
|
- Spesa delle famiglie |
2,9 |
1,2 |
1,0 |
1,8 |
|
- Spesa delle AP e delle ISP |
1,7 |
0,8 |
0,9 |
0,9 |
|
INVESTIMENTI |
6,1 |
1,5 |
2,9 |
4,5 |
|
ESPORTAZIONI |
10,2 |
3,4 |
2,0 |
5,8 |
FONTE: STIME
CONFCOMMERCIO
In particolare sull’evoluzione
della spesa delle famiglie potrebbero gravare non solo le incognite connesse
alle prospettive di crescita dell’economia e del mercato del lavoro, ma anche
le incertezze legate alla dinamica dell’inflazione italiana ed europea.
Le dinamiche reddituali dovrebbero
spingere le famiglie a contenere in misura sensibile la propria domanda, attesa
crescere nell’anno in corso solo dell’1,0%, sintesi di una prima parte
dell’anno sostanzialmente stagnante e di una modesta ripresa nei mesi finali.
La tendenza ad assumere
comportamenti molto prudenti nei confronti dei consumi dovrebbe permanere anche
nel 2003, in considerazione anche del ritardo con cui le modifiche produttive
tendono a riflettersi sul mercato del lavoro e di conseguenza sulle
disponibilità delle famiglie.
Anche dal lato degli investimenti,
le deboli prospettive di crescita dell’economia italiana ed internazionale
potrebbero scoraggiare le imprese ad aumentarne in misura significativa il
livello.
Questa componente potrebbe mostrare una accelerazione solo il prossimo anno nel quale la crescita degli investimenti dovrebbe attestarsi sul 4,5%.