INDICE
·
Previsioni
macroeconomiche
·
Le dinamiche dei
prezzi all’origine:
listini
industriali e prodotti agricoli
(un
esempio: costo per lo smaltimento rifiuti)
PREVISIONI
MACROECONOMICHE
Il terzo trimestre del 2003 si sta chiudendo
all’insegna di una situazione dell’economia internazionale ancora
caratterizzata da elevati elementi di incertezza, in quanto non si intravede a
breve la possibilità che si realizzi l’auspicata e diffusa ripresa mondiale.
Tra i grandi Paesi industrializzati solo gli Stati Uniti cominciano ad evidenziare
segnali di miglioramento, derivanti essenzialmente dagli effetti sul sistema
indotti dal consistente aumento dalle spese sostenute a fini bellici, con un PIL in aumento nel secondo trimestre del
3,1% in termini tendenziali.
L’economia dei Paesi
aderenti all’euro continua a segnalare una situazione anche nel secondo
trimestre molto critica con rischi di recessione in Germania, -0,6% il PIL
rispetto allo stesso periodo del 2002, in Francia, 0,0% la crescita tendenziale, e Italia (+0,3% il PIL su base
annua).
Solo la Spagna
evidenzia, sulla spinta di una domanda interna per consumi da parte delle
famiglie ed investimenti abbastanza positiva, una certa dinamicità con tassi di sviluppo che si mantengono su base annua ancora superiori al 2%.
Per la Francia e la Germania la situazione
economica è aggravata anche da una evoluzione della finanza pubblica molto
negativa: in entrambi i Paesi anche nel 2003 verrà superata la soglia del 3%
del parametro deficit/PIL, per entrambi il valore dovrebbe risultare prossimo
al 3,8%, situazione che non sembra destinata a subire consistenti modifiche nel
2004.
La stagnazione economica che interessa il nostro
Paese ormai da quasi un biennio, non sembra essersi ancora esaurita, come
dimostrano la flessione del PIL dello
0,1% registrata nel periodo
aprile-giugno del 2003 rispetto al trimestre precedente ed il netto
ridimensionamento della crescita su base
annua (dallo 0,7% del primo trimestre allo 0,3% del secondo).
E’ peraltro importante
sottolineare come la tendenza alla diminuzione del PIL registrata nella prima
parte dell’anno sia stata notevolmente attenuata dall’accumulo di scorte
realizzato. Nel secondo trimestre al netto di questa componente il calo in
termini congiunturali è stato dello 0,7%.

In considerazione del fatto che anche nel terzo
trimestre, stando agli indicatori disponibili, lo sviluppo produttivo dovrebbe
essere risultato particolarmente modesto, se non addirittura negativo, diviene
sempre più probabile che nella media dell’intero
2003 il PIL italiano si attesti
su di un valore prossimo allo 0,3%.
A mantenere compresso il potenziale di sviluppo del
nostro Paese contribuiscono sia una domanda
interna per consumi ed investimenti che segnala elementi di forte criticità, sia la domanda proveniente dall’estero
con una dinamica dell’export negativa.
Per quest’ultima variabile, la contenuta ripresa
(0,5%) registrata in termini congiunturali nel secondo trimestre, è da
imputarsi più ad un rimbalzo tecnico, dopo la pesante caduta del primo
trimestre, che ad un effettivo miglioramento della domanda proveniente
dall’estero.
Pur essendosi ridimensionati alcuni problemi (euro
forte, rischi sanitari), che avevano contribuito nei mesi precedenti a
comprimere la dinamica dell’export, non sembra probabile che nei prossimi mesi,
viste anche le difficoltà in cui versano i nostri principali partner europei ed
i noti problemi di competitività delle nostre merci, si realizzi una ripresa
tale da compensare le flessioni già registrate. Nella media di quest’anno, pertanto, le esportazioni in quantità
dovrebbero segnalare, per il secondo anno consecutivo, un calo pari al –1,5%.
Variazioni congiunturali (in %)
|
|
2001 |
2002 |
2003 |
|||||||
|
|
I Trim. |
II Trim. |
III Trim. |
IV Trim. |
I Trim. |
II Trim. |
III Trim. |
IV Trim. |
I Trim. |
II Trim. |
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
P.I.L |
0,7 |
0,0 |
0,0 |
-0,1 |
0,0 |
0,3 |
0,2 |
0,4 |
-0,1 |
-0,1 |
|
IMPORTAZIONI |
4,0 |
-1,6 |
-4,2 |
-0,4 |
0,1 |
3,5 |
2,2 |
2,2 |
-4,6 |
2,8 |
|
CONSUMI
FINALI |
0,8 |
0,2 |
-0,2 |
0,0 |
0,0 |
0,6 |
0,4 |
0,8 |
0,4 |
0,3 |
|
Spesa delle famiglie residenti |
0,6 |
0,0 |
-0,5 |
-0,2 |
-0,1 |
0,7 |
0,4 |
1,0 |
0,2 |
0,4 |
|
Spesa della P.A. e ISP |
1,4 |
0,8 |
0,7 |
0,7 |
0,4 |
0,2 |
0,2 |
0,1 |
1,0 |
-0,1 |
|
INVESTIMENTI |
2,8 |
-0,1 |
-0,7 |
-0,4 |
-0,8 |
0,2 |
1,9 |
4,0 |
-5,1 |
-1,4 |
|
- Macch., attr. e prod.
vari |
0,7 |
-0,8 |
-1,6 |
-1,8 |
1,0 |
0,3 |
1,9 |
4,4 |
-8,7 |
-0,5 |
|
- Mezzi di trasporto |
8,1 |
1,3 |
-2,2 |
2,9 |
-7,4 |
4,8 |
3,0 |
7,8 |
-11,0 |
-7,4 |
|
- Costruzioni |
3,6 |
0,3 |
0,8 |
0,1 |
-0,7 |
-1,2 |
1,7 |
2,5 |
1,0 |
-0,6 |
|
ESPORTAZIONI |
3,2 |
-2,5 |
-2,4 |
-1,1 |
-3,2 |
4,7 |
3,3 |
-0,8 |
-5,7 |
0,5 |
FONTE: Elaborazioni Centro
Studi CONFCOMMERCIO su dati ISTAT
Per quanto concerne la spesa delle famiglie il dato complessivo, che segnala una crescita
su base congiunturale dello 0,4% nel
secondo trimestre, deve essere letto con
una certa attenzione e cautela.
Se si guarda alla spesa effettuata sul territorio, al
netto di quanto speso dagli italiani all’estero e comprensivo dei consumi
effettuati dagli stranieri in Italia si registra, infatti, una dinamica in termini congiunturali molto più contenuta (0,2).
Il differente andamento
registrato dalle due variabili conferma il permanere di un fenomeno già
registrato nel 2002, che vede solo una parte delle maggiori spese sostenute
dalle famiglie italiane tradursi in un incremento della domanda per consumi
all’interno del nostro Paese e di conseguenza in una crescita della ricchezza
nazionale.
Va anche sottolineato come il rallentamento dei
consumi effettuati sul territorio italiano sia sintesi di andamenti non
omogenei della domanda per beni e per servizi.
Per i
beni si è registrata in termini
congiunturali una ulteriore flessione
(-0,4%) a cui si è contrapposta una ripresa
della domanda per servizi (+0,8%).
Ad essere fortemente penalizzati sono stati i consumi di beni durevoli, per i quali in termini congiunturali si registra un calo
del 3,9%, in contenuta crescita è risultata la domanda per i non
durevoli sui quali ha pesato il permanere di una dinamica positiva della
domanda per gli alimentari (0,4%).
SPESA SUL TERRITORIO ECONOMICO
Variazioni congiunturali (in %)
|
|
2001 |
|
|
|
2002 |
|
|
|
2003 |
|
|
|
I Trim. |
II Trim. |
III Trim. |
IV Trim. |
I Trim. |
II Trim. |
III Trim. |
IV Trim. |
I Trim. |
II Trim. |
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
CONSUMI INTERNI |
0,4 |
0,0 |
-0,6 |
-0,4 |
-0,3 |
0,5 |
0,2 |
0,8 |
0,0 |
0,2 |
|
BENI |
0,3 |
0,2 |
-1,2 |
-0,7 |
-0,3 |
0,3 |
0,3 |
0,6 |
-0,1 |
-0,4 |
|
Durevoli |
1,8 |
0,7 |
-2,8 |
-1,3 |
-1,8 |
-0,2 |
1,0 |
3,6 |
-2,1 |
-3,9 |
|
Non durevoli |
-0,1 |
0,0 |
-0,8 |
-0,5 |
0,1 |
0,5 |
0,1 |
-0,2 |
0,5 |
0,6 |
|
SERVIZI |
0,5 |
-0,2 |
0,3 |
0,0 |
-0,4 |
0,8 |
0,2 |
1,2 |
0,1 |
0,8 |
FONTE: Elaborazioni Centro
Studi CONFCOMMERCIO su dati ISTAT
Anche per quanto concerne i consumi la situazione
non sembra aver ancora registrato una inversione delle tendenze in atto ed è
pertanto probabile che nella media
dell’anno la spesa sul territorio
nazionale si attesti su di una crescita
prossima allo 0,6% a fronte di un incremento della spesa delle famiglie
dell’1,1%.
Particolarmente critica continua risultare la
situazione dal lato degli investimenti che
anche nel secondo trimestre hanno segnalato un ulteriore pesante calo in termini congiunturali (-1,4%). In considerazione dei bassi
livelli di utilizzo della capacità produttiva e di prospettive ancora negative,
è probabile che anche nel secondo semestre la situazione non registri una netta
inversione di tendenza. A consuntivo
la flessione dovrebbe attestarsi sul
–2,0%.
Ad acuire i problemi dell’economia italiana
contribuisce anche il ritorno ad agosto del tasso di inflazione su valori prossimi al 2,8%, con una crescita del 2,7% nella media del periodo
gennaio-agosto 2003. Stanti le attuali condizioni, siccità estiva e
riapprezzamento del dollaro, appare abbastanza difficile ipotizzare nei
prossimi mesi l’avvio di un sensibile processo di rientro delle dinamiche
inflazionistiche ed è presumibile che nella media del 2003 la
crescita sia pari al 2,7%.
Solo il mercato
del lavoro non sembra, come peraltro accaduto anche nei periodi precedenti,
risentire negativamente della stasi produttiva in quanto evidenzia ancora una crescita abbastanza sostenuta degli
occupati (+240 mila unità nella media delle prime due rilevazioni del 2003
pari al +1,1%), sia pure con forti differenziazioni a livello territoriale (nel
mezzogiorno sembra infatti essersi esaurita la spinta espansiva che aveva
caratterizzato l’ultimo biennio).
Questa anomalia del sistema italiano sembra ancora
determinata dagli effetti delle sanatorie per la regolarizzazione dei
lavoratori irregolari, situazione che di fatto rende abbastanza complessa
l’individuazione della «nuova occupazione».
|
|
2001 |
|
2002 |
|
2003 |
|
2004 |
|
PIL
|
1,8 |
|
0,4 |
|
0,3 |
|
1,1 |
|
|
Importazioni di beni e servizi |
1,0 |
|
1,5 |
|
1,8 |
|
3,9 |
|
|
Consumi finali interni |
1,6 |
|
0,7 |
|
1,2 |
|
1,2 |
|
|
- Spesa delle famiglie residenti |
1,0 |
|
0,4 |
|
1,1 |
|
1,2 |
|
|
Spesa
sul territorio |
0,9 |
|
-0,2 |
|
0,6 |
|
1,1 |
|
|
- Spesa delle AP e delle ISP |
3,5 |
|
1,7 |
|
1,4 |
|
1,1 |
|
|
Investimenti fissi lordi |
2,6 |
|
0,5 |
|
-2,0 |
|
2,5 |
|
|
Esportazioni di beni e servizi |
1,1 |
|
-1,0 |
|
-1,5 |
|
3,0 |
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
OCCUPATI
(Var. assolute Migliaia) |
435 |
|
315 |
|
170 |
|
250 |
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
INFLAZIONE |
2,8 |
|
2,5 |
|
2,7 |
|
2,1 |
|
FONTE ISTAT E PREVISONI
CENTRO STUDI CONFCOMMERCIO
Anche dal lato della finanza pubblica la situazione
non appare particolarmente positiva: gli ultimi dati sul fabbisogno di agosto segnalano, nel complesso dei primi otto mesi
dell’anno, un disavanzo per oltre 33
miliardi di euro, con un valore non dissimile da quella registrato
nell’analogo periodo del 2002.
Va peraltro tenuto presente come il dato
complessivo risenta degli effetti positivi sulle entrate delle diverse
sanatorie il cui versamento è stato effettuato nei primi mesi dell’anno ed il
cui ammontare, pur non ancora definito, dovrebbe aver raggiunto a consuntivo
una cifra prossima se non superiore agli 8 miliardi di euro.
Stante questa situazione a fine anno, a meno di operazioni straordinarie volte al
netto contenimento delle spese correnti, il rapporto deficit/PIL si dovrebbe collocare su di un valore prossimo
al 2,5-2,6%.
Il diffondersi della
ripresa dall’economia americana e da alcuni Paesi asiatici ad altre aree
dovrebbe favorire un graduale
miglioramento nel corso del 2004 delle economie appartenenti all’area dell’euro.
Per alcuni Paesi quali Francia, Germania ed Italia solo nella parte finale dell’anno si
potrà presumibilmente parlare di ripresa
consolidata.
La crescita del commercio mondiale associata ad un riapprezzamento del dollaro,
conseguenza anche di politiche da parte della FED più restrittive sui tassi,
dovrebbe favorire un recupero delle dinamiche esportative italiane. Sul potenziale di sviluppo di
questa variabile potrebbero peraltro continuare a gravare alcuni problemi di
competitività.
Anche per la domanda interna il 2004 dovrebbe configurarsi come un anno di modesto miglioramento.
In particolare una evoluzione più positiva è attesa dal
lato degli investimenti (2,5%) in
quanto il recupero dell’attività e la necessità di migliorare la competitività
sui mercati potrebbero spingere le imprese ad accelerare i piani di
ammodernamento ed ampliamento del sistema produttivo.
In contenuto recupero
dovrebbero risultare anche i consumi
delle famiglie effettuati sul territorio economico (1,1%) in conseguenza:
del miglioramento del contesto economico, dell’attenuarsi del clima di
incertezza, di un’ulteriore crescita del mercato del lavoro e di un recupero
dei redditi reali (attenuazione delle dinamiche inflazionistiche, rinnovo dei
contratti e miglioramento dei mercati finanziari).
Dal lato del mercato del
lavoro si sottolinea come la tendenza alla crescita
dei livelli occupazionali (+250 mila unità), potrebbe registrare un
miglioramento in presenza del concreto avvio della riforma Biagi.
Dal lato dell’inflazione nel corso del 2004 si dovrebbe registrare, in assenza
di pressioni sulle componenti volatili (alimentare ed energia), una progressiva
tendenza al rientro tale da determinare nella media del 2004 una crescita dei
prezzi al consumo del 2,1%.
All’interno di questo
contesto l’elemento di maggior criticità potrebbe essere rappresentato dalla
finanza pubblica. Le dinamiche
tendenziali dovrebbero portare, infatti, ad un aumento del rapporto deficit/PIL su valori superiori al 3%, anche in
considerazione di una crescita inferiore di oltre mezzo punto percentuale
rispetto alle stime indicate dal Governo nel DPEF.
E’ evidente che le scelte
che verranno fatte all’interno della Legge finanziaria di prossima definizione
potranno solo in parte, visto il vincolo imposto dalla finanza pubblica,
modificare il profilo di sviluppo tendenziale dell’economia.
Va peraltro sottolineato
come proprio la scarsità delle risorse disponibili richieda interventi mirati e
di sicura efficacia sul sistema sia dal punto di vista congiunturale, che
strutturale.
Le dinamiche dei prezzi nel 2003
Nel corso del 2003
l’inflazione italiana ha evidenziato una tendenza a permanere su livelli
elevati sia in rapporto a quelli che erano gli obiettivi programmatici sia
all’evoluzione riscontrata nella media della UEM. Nella media del periodo gennaio-agosto il dato italiano si è attestato su
di un valore prossimo al 2,7%, oltre
mezzo punto percentuale in più rispetto alla media dell’area dell’euro.
Se sullo scostamento del
2003 rispetto agli obiettivi programmatici un ruolo non trascurabile è stato
svolto dalla pesante eredità lasciata
dal 2002 (1,1 punto percentuale) va tenuto presente che nel corso dell’anno
si sono verificati una serie di eventi che hanno impedito l’avvio del processo
di rientro dell’inflazione.
Nella prima parte del 2003 a mantenere elevata la dinamica inflazionistica ha
contribuito essenzialmente la componente
energetica, sulla spinta dei forti rialzi delle materie prime petrolifere
nei mesi precedenti la guerra in Iraq, a cui si è associata una evoluzione abbastanza sostenuta dei prezzi
di alcuni servizi di pubblica utilità quali acqua e rifiuti solidi urbani.
INDICE DEI
PREZZI AL CONSUMO- 2003
Variazioni percentuali sul mese precedente
|
CAPITOLI |
2003 |
|||||||
|
|
Gen. |
Feb. |
Mar. |
Apr. |
Mag. |
Giu. |
Lug. |
Ago. |
|
Indice generale |
0,4 |
0,2 |
0,3 |
0,2 |
0,2 |
0,1 |
0,2 |
0,2 |
|
Alimentazione
e bevande analcoliche |
0,3 |
0,1 |
0,3 |
0,4 |
0,4 |
0,3 |
0,1 |
0,2 |
|
Frutta |
0,2 |
0,2 |
0,4 |
0,6 |
0,6 |
1,4 |
0,5 |
0,5 |
Ortaggi e patate
|
0,5 |
-0,9 |
0,8 |
1,7 |
2,3 |
1,4 |
-1,2 |
-1,1 |
|
Bevande
alcoliche e tabacchi |
0,1 |
0,0 |
0,2 |
5,5 |
0,1 |
0,1 |
0,1 |
0,1 |
|
Abbigliamento
e calzature |
0,0 |
0,2 |
0,3 |
0,3 |
0,2 |
0,2 |
0,0 |
0,0 |
|
Abitazione,
acqua, elettricità e comb. |
1,1 |
0,5 |
0,5 |
0,5 |
-0,2 |
0,0 |
0,1 |
0,0 |
|
Acqua potabile |
0,6 |
0,4 |
0,0 |
0,4 |
0,3 |
0,2 |
1,0 |
0,5 |
|
Raccolta rifiuti |
0,7 |
0,3 |
0,3 |
0,6 |
0,0 |
0,6 |
-0,1 |
0,0 |
|
Elettricità e combustibili |
2,0 |
0,9 |
0,8 |
0,5 |
-0,8 |
-0,3 |
-0,2 |
|
|
Mobili,
articoli e servizi per la casa |
0,0 |
0,4 |
0,1 |
0,1 |
0,4 |
0,0 |
0,1 |
0,2 |
|
Servizi
sanitari e spese per la salute |
0,1 |
-0,9 |
0,1 |
0,2 |
0,2 |
0,1 |
0,2 |
0,1 |
|
Trasporti |
0,6 |
0,8 |
0,4 |
-0,2 |
-0,1 |
-0,3 |
0,6 |
0,8 |
|
Carburanti |
2,5 |
1,4 |
1,4 |
-2,3 |
-2,7 |
-1,5 |
0,5 |
1,7 |
|
Comunicazioni |
0,0 |
-0,1 |
0,0 |
-0,2 |
0,0 |
-0,5 |
0,0 |
-0,2 |
|
Ricreazione,
spettacoli, cultura |
0,2 |
0,1 |
0,0 |
-0,1 |
0,3 |
0,1 |
0,1 |
0,1 |
|
Istruzione |
0,0 |
0,2 |
-0,1 |
0,1 |
0,0 |
0,0 |
0,2 |
0,0 |
|
Alberghi,
ristoranti e pubblici esercizi |
0,6 |
0,2 |
0,5 |
0,4 |
0,5 |
0,5 |
0,5 |
0,7 |
|
Altri beni e
servizi |
1,1 |
0,4 |
0,1 |
0,1 |
0,2 |
0,1 |
0,0 |
0,2 |
|
Assicurazioni |
0,5 |
0,7 |
0,5 |
0,2 |
0,1 |
0,2 |
0,0 |
0,1 |
FONTE elaborazioni Centro Studi CONFCOMMERCIO su dati
ISTAT
Esauritisi, almeno in
parte, gli effetti del caro petrolio si attendeva nei mesi estivi, dato anche
il confronto con un periodo nel quale lo scorso anno si registrarono dinamiche
non molto contenute, l’avvio di una fase di graduale rientro.
Il mancato rientro nei mesi
estivi delle dinamiche inflazionistiche, determinato da una evoluzione dei
prezzi alimentari più sostenuta rispetto alle tradizionali dinamiche estive e
dalla ripresa dei prezzi nel comparto energetico, ha portato ad un riacutizzarsi
delle polemiche in merito alle cause ed ai comportamenti tenuti dai diversi
settori dal lato dei prezzi.
Nonostante il ruolo svolto
da alcuni settori dei servizi, anche pubblici, e la tendenza al riacutizzarsi
di alcune pressioni provenienti dal settore energetico, derivanti dalla ripresa
dei corsi della materia prima sui mercati e dal recupero del dollaro sull’euro,
l’attenzione si è concentrata principalmente sul settore alimentare.
INDICE DEI
PREZZI AL CONSUMO- 2003
Variazioni percentuali sullo stesso periodo dell’anno
precedente
|
CAPITOLI |
2003 |
Media |
|||||||
|
|
Gen. |
Feb. |
Mar. |
Apr. |
Mag. |
Giu. |
Lug. |
Ago. |
Gen.
- Ago
|
|
Indice generale |
2,8 |
2,6 |
2,7 |
2,7 |
2,7 |
2,7 |
2,7 |
2,8 |
2,7 |
|
Alimentazione
e bevande analcoliche |
2,5 |
2,3 |
2,4 |
2,2 |
2,3 |
2,9 |
3,3 |
3,6 |
2,7 |
|
Frutta |
5,8 |
5,6 |
5,1 |
4,7 |
3,7 |
3,7 |
5,0 |
5,8 |
|
Ortaggi e patate
|
1,1 |
-2,0 |
-0,8 |
-2,8 |
-1,3 |
5,1 |
7,9 |
|
|
|
Bevande
alcoliche e tabacchi |
3,6 |
3,5 |
3,6 |
9,1 |
9,2 |
8,1 |
8,0 |
7,3 |
6,5 |
|
Abbigliamento
e calzature |
3,0 |
3,1 |
3,1 |
3,3 |
3,2 |
3,2 |
3,2 |
3,1 |
3,1 |
|
Abitazione,
acqua, elettricità e comb. |
2,7 |
3,0 |
3,7 |
4,2 |
3,8 |
3,8 |
3,3 |
3,3 |
3,5 |
|
Acqua potabile |
2,3 |
2,7 |
2,2 |
2,5 |
2,8 |
3,0 |
3,9 |
4,4 |
|
|
Raccolta rifiuti |
5,7 |
6,2 |
4,8 |
5,2 |
4,6 |
4,0 |
3,8 |
3,8 |
|
|
Elettricità e combustibili |
2,2 |
3,2 |
4,9 |
5,9 |
5,3 |
5,1 |
3,7 |
|
|
|
Mobili,
articoli e servizi per la casa |
2,1 |
2,1 |
2,1 |
2,2 |
2,1 |
2,0 |
2,1 |
2,1 |
2,1 |
|
Servizi
sanitari e spese per la salute |
1,1 |
-0,5 |
-0,7 |
-0,6 |
0,7 |
0,7 |
0,7 |
0,7 |
0,3 |
|
Trasporti |
3,9 |
3,5 |
3,7 |
2,7 |
2,0 |
1,7 |
2,1 |
2,3 |
2,7 |
|
Carburanti |
8,0 |
8,6 |
8,5 |
2,0 |
-1,6 |
-2,6 |
-1,1 |
0,9 |
|
|
Comunicazioni |
-0,8 |
-0,5 |
-0,4 |
-0,6 |
-0,6 |
-1,2 |
-1,2 |
-1,4 |
-0,9 |
|
Ricreazione,
spettacoli, cultura |
1,8 |
1,8 |
1,5 |
1,4 |
1,6 |
1,5 |
1,1 |
1,0 |
1,5 |
|
Istruzione |
3,0 |
3,1 |
3,0 |
3,1 |
3,1 |
3,1 |
3,3 |
3,3 |
3,1 |
|
Alberghi,
ristoranti e pubblici esercizi |
4,1 |
3,8 |
4,0 |
3,9 |
4,0 |
4,1 |
4,2 |
4,6 |
4,1 |
|
Altri
beni e servizi |
4,4 |
4,1 |
4,1 |
3,8 |
3,7 |
3,6 |
3,4 |
3,3 |
3,8 |
|
Assicurazioni |
7,3 |
7,8 |
8,0 |
6,4 |
5,8 |
5,8 |
4,1 |
4,2 |
|
FONTE elaborazioni Centro Studi CONFCOMMERCIO su dati
ISTAT
In molti casi si è arrivati
a parlare di operazioni speculative da parte della distribuzione senza tener
conto che negli ultimi tempi si sono accumulate sul settore alimentare una
serie di pressioni provenienti della produzione, sia agricola che industriale.
Il corretto confronto statistico tra indici dei
prezzi alla produzione industriale e indice dei prezzi al consumo, smentisce in
modo inequivocabile le tesi precostituite, diffuse periodicamente dai media,
circa il comportamento speculativo delle imprese della distribuzione
commerciale.
I dati ufficiali
dell’ISTAT, infatti, evidenziano come non sussista, tra prezzi all’origine e
prezzi finali, un differenziale tale da autorizzare a parlare di una forbice
divergente, cioè tendente ad allargarsi, determinata da una crescita fuori
controllo dei prezzi al consumo.
VARIAZIONE % DEI PREZZI
GEN.- LUG. 2003
RISPETTO A GEN. – LUG. 2002 |
|||||||
|
|
Prezzi alla produzione (a) |
|
Prezzi al consumo (b) |
differenza (b) – (a) |
|||
|
Beni di consumo |
1,8 |
|
|
2,3 |
|
0,5 |
|
|
- Alimentari e bevande |
2,3 |
|
|
2,7 |
|
0,4 |
|
FONTE
elaborazioni Centro Studi CONFCOMMERCIO su dati ISTAT
Nei primi sette mesi di
quest’anno, relativamente ai beni di consumo - gli unici, è bene ribadirlo, che
transitano per il sistema commerciale - la dinamica dei prezzi al consumo è
risultata, rispetto all’analogo periodo del 2002, sostanzialmente in linea con
la produzione.
La scostamento di cinque
decimi di punto è imputabile in larga misura alla dinamica dei beni alimentari
e bevande che segnalano una differenza tra produzione e consumo di quattro
decimi.
Tale andamento è spiegabile
con la presenza tra i prodotti al consumo di frutta e ortaggi freschi, che non
rientrano ovviamente nelle lavorazioni dell’industria alimentare e che
risentono in misura elevata degli andamenti all’origine dei prezzi agricoli,
influenzati da shock sull’offerta connessi con i fenomeni climatici stagionali
più o meno avversi.
Stando ai dati elaborati dall’ISMEA proprio nei mesi estivi per alcuni prodotti di stagione, in
seguito alle avverse condizioni metereologiche verificatesi in primavera ed in
estate e che hanno portato a sensibili cali produttivi, si sono riscontrati
all’origine aumenti prossimi al 30/40%,
con punte del 100%.
Anche per i prodotti
trasformati di origine industriale negli ultimi mesi si sono riscontrati una
serie di aumenti.
L’indice dei prezzi alla produzione nazionale dei prodotti alimentari elaborato
dall’ISTAT segnala a luglio dinamiche tendenziali prossime al 2,5%, con punte
più elevate per le carni, la frutta e gli ortaggi e le bevande.

FONTE elaborazioni Centro Studi
CONFCOMMERCIO su dati ISTAT
Se si considerano i prodotti alimentari freschi si ha l’andamento sotto
riportato:
PREZZI
AGRICOLI ALLA PRODUZIONE
Prezzi €/kg e variazioni %
|
PRODOTTI |
Giugno
|
Luglio
|
Agosto
|
||||||
|
|
2002 |
2003 |
Var% |
2002 |
2003 |
Var% |
2002 |
2003 |
Var% |
|
ALBICOCCHE |
0,67 |
1,30 |
95,1 |
0,82 |
1,15 |
40,8 |
|
|
|
|
PESCHE |
0,54 |
0,89 |
64,2 |
0,49 |
0,92 |
89,5 |
0,46 |
0,79 |
71,9 |
|
PERE |
0,61 |
0,66 |
8,2 |
0,59 |
0,77 |
31,6 |
0,43 |
0,61 |
43,8 |
|
MELE |
0,55 |
0,54 |
-1,8 |
|
|
|
0,36 |
0,40 |
11,1 |
|
MELONI |
0,62 |
0,46 |
-25,6 |
0,30 |
0,37 |
25,7 |
0,24 |
0,42 |
79,0 |
|
COCOMERI |
|
|
|
0,15 |
0,16 |
9,3 |
0,08 |
0,21 |
172,4 |
|
POMODORI |
0,60 |
0,63 |
5,9 |
0,44 |
0,46 |
3,6 |
0,44 |
0,57 |
28,9 |
|
RADICCHIO |
0,51 |
0,62 |
21,8 |
0,45 |
0,73 |
64,0 |
0,71 |
0,85 |
19,0 |
|
PATATE |
|
|
|
|
|
|
0,18 |
0,22 |
23,6 |
|
Novelle |
0,08 |
0,20 |
145,5 |
0,07 |
0,13 |
84,8 |
|
|
|
FONTE elaborazioni Centro Studi CONFCOMMERCIO su dati
ISMEA
FONTE elaborazioni Centro Studi CONFCOMMERCIO su dati ISMEA
Al di là dei dati ufficiali, infatti, ulteriori
conferme di un andamento dei prezzi all’origine molto più “effervescente” di
quanto sostenuto dalle organizzazioni industriali e dalle associazioni dei
consumatori, derivano dall’analisi dei listini dei fornitori relativi al
settore del largo consumo confezionato e dei prodotti freschi.
Sulla
base di un monitoraggio effettuato presso le principali aziende alimentari
aderenti alla FAID Federdistribuzione, l’aumento medio ponderato dei listini
industriali nel settore del largo consumo è stato, nel periodo gennaio-luglio
2003, pari a circa il 3%, come sintesi di una variazione del 2,6% nei prodotti
confezionati e del 3,6% nei prodotti freschi.
Punte significative di incrementi dei listini si
toccano nei “salati” (pasta, pelati, olio, etc.) con +4,5%, nelle bevande
(+3,5%), nei latticini (+3,8%), nella profumeria (+4,0%).
Andamenti non dissimili, e in alcuni casi più
accentuati, vengono evidenziati anche dalla distribuzione indipendente,
relativamente agli aumenti dei listini industriali presentati dalle grandi
marche nel primo semestre di quest’anno.
Nella media, gli incrementi
si collocano intorno al 4,5%, con punte superiori, intorno al 6%, per gli olii
e picchi di circa l’8% per carne e tonno in scatola e oscillanti tra il 10% ed
il 20% per i vini.
|
AUMENTI
DEI LISTINI INDUSTRIALI PER ALCUNI
PRODOTTI DI MARCA Variazioni percentuali primo semestre 2003 su
primo semestre 2002 PASTA 3,0 - 6,0% RISO 3,0 - 5,0% PRODOTTI DA FORNO - SNACK 3,0 - 10,0% CIOCCOLATA E CARAMELLE 4,0 - 9,0% LATTE E FORMAGGI 2,0 - 5,5% OLII 4,0 - 10,0% SURGELATI 3,0 - 5,0% CARNE IN SCATOLA 4,0 - 8,0% TONNO IN SCATOLA 4,0 - 10,0% CONSERVE, SOTTOLIO E SOTTACETI 4,0 - 5,0% SUCCHI E BEVANDE a base di frutta 3,5 - 6,0% analcoliche 3,0 - 7,0% THE E CAMOMILLA (ANCHE BEVANDE) 3,0 - 5,0% VINI E ALCOLICI 3,0 - 20,0% PRODOTTI PER L'INFANZIA Pannolini 4,0 - 7,0% Alimentari 3,5 - 5,0% CURA DELLA PERSONA 3,0 - 10,0% PRODOTTI PER ANIMALI DOMESTICI 3,0 - 5,0% |
|
AUMENTI
DEI LISTINI INDUSTRIALI PER ALCUNI
PRODOTTI DI MARCA Variazioni percentuali (sui precedenti listini)
con decorrenza settembre-ottobre 2003 BIRRE 3,0% SUCCHI DI FRUTTA 5,5% CONFETTURA DI FRUTTA 7,0% PRODOTTI DIETETICI, DESSERT E DRINK 3,8% LATTE 3,3% FORMAGGI FRESCHI E FUSI 2,0% FORMAGGI STAGIONATI 6,0% SALUMI E INSACCATI 6,0% PULIZIA CASA E TESSUTI 2,5% CURA DELLA PERSONA 2,5% |
FONTE: CONFCOMMERCIO
I dati sono stati elaborati sulla base di listini
pervenuti alle imprese e le "forchette" fanno riferimento ai prezzi
praticati alle diverse tipologie di vendita o aziende.
A questi aumenti dal lato
dei prezzi dei prodotti si sono sommati gli incrementi:
·
del costo del trasporto,
il cui onere viene in molti casi sostenuto dalla distribuzione;
·
dei costi per la
conservazione dei prodotti, derivanti da un più elevato utilizzo dell’energia,
il cui prezzo risulta peraltro in sensibile aumento, viste le particolari
condizioni atmosferiche;
·
del costo dei servizi
bancari, postali ed assicurativi;
·
dei prezzi di alcuni
servizi di pubblica utilità quali acqua e smaltimento rifiuti che rappresentano
una parte rilevante dei costi di gestione delle imprese commerciali.
Va sottolineato, inoltre,
come i problemi di percezione del prezzo e degli aumenti legati alla conversione
della lira in euro non sono stati ancora completamente superati, inducendo in
alcuni casi ad una sovrastima delle variazioni.
Alla luce di questi
elementi appare quanto mai pretestuoso attribuire il mancato rientro
dell’inflazione a comportamenti speculativi della distribuzione che ha solo
rappresentato l’ultimo anello di una catena e la parte più visibile di un
sistema che ha al suo interno, in modo abbastanza diffuso, elementi che tendono
ad innalzare i costi di produzione e di conseguenza i prezzi di vendita.
La diversità di tipologie merceologiche e
distributive rende particolarmente complessa l’individuazione di una struttura
di costi omogenea per il complesso del settore distributivo.
E’ peraltro difficile, in molti casi, scomporre le
diverse voci di costo (es. l’affitto può comprendere oltre che lo spazio di
vendita anche il magazzino ed alcuni oneri accessori, come nel costo del lavoro
può rientrare il mensile che il titolare si assegna come compenso dell’attività
«non imprenditoriale» svolta all’interno dell’azienda, nel trasporto possono
essere compresi anche i costi di assicurazione della merce, ecc.) per cui si è
proceduto ad aggregazioni sintetiche.
In linea generale è comunque possibile individuare
una struttura media di riferimento dell’incidenza delle diverse voci di costo
rappresentativa del settore.
|
COSTO PER LO SMALTIMENTO DEI RIFIUTI UTENZE NON DOMESTICHE |
|||||||||
|
(EVOLUZIONE
TEMPORALE 2002-2003) (*) |
|||||||||
|
TIPOLOGIA
DI UTENZA |
TARSU
2002 (€/MQ) |
TARI
2003 (€/MQ) |
VAR%2002-2003 |
||||||
|
Firenze |
Palermo |
Brescia |
Firenze |
Palermo |
Brescia |
Firenze |
Palermo |
Brescia |
|
|
Musei, biblioteche,
scuole |
1,54 |
2,81 |
0,62 |
1,71 |
3,65 |
2,04 |
11,04 |
30,06 |
229,03 |
|
Cinema, teatri |
2,02 |
2,81 |
1,93 |
2,25 |
3,51 |
1,86 |
11,39 |
25,07 |
-3,63 |
|
Autorimesse, magazzini |
1,67 |
2,81 |
1,24 |
1,86 |
3,51 |
2,34 |
11,38 |
25,07 |
88,71 |
|
Campeggi, distributori,
impianti sportivi |
1,67 |
3,37 |
3,40 |
1,86 |
4,21 |
2,58 |
11,38 |
25,01 |
-24,12 |
|
Autosaloni |
2,45 |
2,81 |
1,38 |
2,73 |
3,51 |
1,28 |
11,43 |
25,07 |
-7,25 |
|
Alberghi |
5,87 |
6,45 |
1,73 |
6,55 |
8,07 |
1,89 |
11,58 |
25,06 |
9,25 |
|
Case di cura, di riposo
e ospedali |
1,67 |
6,45 |
3,87 |
1,86 |
8,07 |
2,49 |
11,38 |
25,06 |
-35,66 |
|
Uffici e studi
professionali |
6,35 |
5,05 |
3,31 |
7,08 |
6,31 |
3,28 |
11,50 |
24,91 |
-0,91 |
|
Banche e istituti di
credito |
5,91 |
8,42 |
4,14 |
6,59 |
11,79 |
3,97 |
11,51 |
40,04 |
-4,11 |
|
Abbigliamento,
calzature, librerie e cartolerie |
5,34 |
5,05 |
3,45 |
5,96 |
6,31 |
3,59 |
11,61 |
24,91 |
4,06 |
|
Edicole, farmacie,
tabaccherie |
5,91 |
5,05 |
3,45 |
6,59 |
6,31 |
3,59 |
11,51 |
24,91 |
4,06 |
|
Parrucchieri |
4,90 |
3,37 |
2,76 |
5,47 |
4,21 |
2,70 |
11,63 |
25,01 |
-2,17 |
|
Falegnami, idraulici |
4,21 |
3,37 |
2,76 |
4,69 |
4,21 |
2,70 |
11,40 |
25,01 |
-2,17 |
|
Carrozzerie, autofficine |
4,51 |
2,81 |
2,76 |
5,03 |
3,51 |
2,70 |
11,53 |
25,07 |
-2,17 |
|
Attività idustriali con
capannoni |
4,21 |
5,05 |
3,31 |
4,69 |
6,31 |
3,12 |
11,40 |
24,91 |
-5,74 |
|
Ristoranti, trattorie,
pizzerie |
8,19 |
6,45 |
4,49 |
9,13 |
9,03 |
11,15 |
11,48 |
39,93 |
148,33 |
|
Mense, birrerie |
8,19 |
7,86 |
4,23 |
9,13 |
10,21 |
9,71 |
11,48 |
29,93 |
129,55 |
|
Bar, caffè, pasticcerie |
8,14 |
6,45 |
4,23 |
9,08 |
8,07 |
7,91 |
11,55 |
25,06 |
87,00 |
|
Supermercati |
6,13 |
7,86 |
3,62 |
6,84 |
10,21 |
4,03 |
11,58 |
29,93 |
11,33 |
|
Plurilicenze alimentari |
6,13 |
5,33 |
3,62 |
6,84 |
6,66 |
5,22 |
11,58 |
24,94 |
44,20 |
|
Ortofrutta, pescherie,
fioristi |
8,14 |
8,98 |
4,83 |
9,08 |
11,23 |
14,35 |
11,55 |
25,05 |
197,10 |
|
Ipermercati di generi
misti |
6,18 |
7,86 |
4,49 |
6,89 |
10,21 |
4,30 |
11,49 |
29,93 |
-4,23 |
|
Discoteche |
8,01 |
5,05 |
3,11 |
8,94 |
7,07 |
2,97 |
11,61 |
39,96 |
-4,50 |
|
Ingrosso beni diversi |
5,91 |
5,05 |
4,49 |
6,59 |
6,31 |
4,03 |
11,51 |
24,91 |
-10,24 |
(*)= Gli importi sono da intendersi al netto della
sovraimposta provinciale e dell'IVA pari al 10%
Fonte= Comuni
di riferimento
Legenda= TARI:
tariffa rifiuti TARSU: tassa sui rifiuti solidi urbani
|
|
Incidenza
media |
Variazione
in % dei
costi GEN. -
LUG. 2003 su GEN. - LUG. 2002 |
|
COSTO
DEL LAVORO |
22% |
2,5 |
|
AFFITTI
(magazzino compreso) |
18% |
2,9 |
|
TRASPORTI |
6% |
3,3 |
|
TASSE
LOCALI (compreso smaltimento rifiuti) |
6% |
10,0 |
|
SERVIZI
DI PUBBLICA UTILITA’ (Acqua energia, banche, poste, assicurazioni,
comunicazioni) |
8% |
4,9 |
|
MERCE |
40% |
1,9 |
|
TOTALE |
100% |
3,0 |
Gli aumenti registrati nella media dei primi sette
mesi del 2003 rispetto all’analogo periodo dello scorso anno dalle singole voci
e applicati a questa struttura di costi portano ad individuare una crescita
media del 3,0% dal lato dell’input.
In considerazione del fatto che l’inflazione al
consumo per la componente relativa ai beni nel periodo gennaio - luglio 2003
rispetto a gennaio - luglio 2002 è stata del 2,3% è evidente che le imprese
commerciali hanno operato una riduzione dei margini.
La presenza di una domanda
per beni di consumo sostanzialmente negativa da quasi un biennio e la
contemporanea tendenza all’aumento dei costi di gestione delle imprese hanno
condizionato, in modo determinante, la stabilità delle imprese sul mercato.
In sostanza si sono
accentuati i processi di ristrutturazione in tutte le componenti della filiera,
dall'ingrosso fino alla distribuzione finale, spingendo alla chiusura numerose
aziende, ormai fuori mercato o interessate da processi di concentrazione.
Per il settore del commercio il bilancio del 2002 è
stato negativo in quanto ha
evidenziato il persistere di uno stock
di cancellazioni molto elevato che ha poi determinato saldi negativi sia
nel comparto del commercio all’ingrosso e degli intermediari, sia nel comparto
delle manutenzioni e riparazioni di autoveicoli, mentre nel settore del
dettaglio il saldo è stato lievemente positivo, ma solo per poche unità essendo
comunque rilevante il numero delle cancellazioni (54.191).
NATI/MORTALITA' DELLE IMPRESE IN ITALIA- 2002