Natale 2004:
come
andranno i consumi
NATALE 2004: COME ANDRANNO I
CONSUMI
Gli acquisti nel prossimo periodo natalizio si manterranno
in linea con il profilo di domanda, piuttosto contenuta, che sta
caratterizzando la dinamica dei consumi dei primi anni duemila. È
un’indicazione che si può desumere sia dall’andamento delle retribuzioni
pro-capite, appena superiori all’inflazione, sia dal ridimensionamento della
componente dei redditi da capitale a causa delle fluttuazioni negative dei
mercati finanziari.
|
|
2000 |
2001 |
2002 |
2003 |
2004 (a) |
|
Retribuzioni lorde per dipendente (var. %) |
2,2 |
2,6 |
2,3 |
2,1 |
2,7 |
|
Inflazione (var. %) |
2,5 |
2,7 |
2,5 |
2,7 |
2,2 |
|
Quote di fondi comuni presso
banche |
303.625 |
338.723 |
260.770 |
236.234 |
235.399 |
BOT in custodia presso banche |
66.182 |
76.450 |
84.070 |
83.716 |
100.690 |
|
Rendimento medio lordo sui BOT
(tasso %) |
4,5 |
4,1 |
3,3 |
2,2 |
2,1 |
|
Tassi di interesse bancari sui
depositi in c/c |
1,7 |
1,9 |
1,4 |
0,7 |
0,6 |
|
Per Memoria: |
|
||||
|
Consumi delle famiglie (var. % in quantità) |
3,1 |
0,7 |
0,1 |
1,0 |
1,7 |
|
- Beni |
2,5 |
-0,1 |
-0,4 |
0,8 |
2,0 |
|
- Servizi |
4,0 |
1,6 |
0,6 |
1,3 |
1,3 |
|
(a) Primo semestre per consumi, retribuzioni; agosto per quote di
fondi comuni e BOT; settembre per rendimenti lordi e tassi bancari,
gennaio-novembre per inflazione. Fonte: Elaborazioni Centro Studi
Confcommercio su dati ISTAT e Banca d’Italia. |
Anche la componente del reddito
delle famiglie derivante dalla ricchezza finanziaria ha subito un arretramento,
come dimostra il disinvestimento crescente nelle quote dei fondi comuni
d’investimento ed il loro deprezzamento per le forti oscillazioni negative dei
mercati azionari e obbligazionari, nonché la progressiva riduzione dei
rendimenti lordi sui titoli di Stato e dei tassi di interesse bancari sui
depositi, scesi questi ultimi, in media, ben al di sotto dell’1%.
Altri elementi concorrono ad
evidenziare l’atteggiamento prudenziale delle famiglie. Il clima di fiducia,
che non sembra riprendersi dalla caduta del 2002 e che converge a ritroso verso
il livello minimo dell’anno-base. Il giudizio sulla convenienza all’acquisto
immediato di beni durevoli, favorevole solo per il 7% delle famiglie
intervistate – metà circa di quelle del 2000 – e sfavorevole per il 57% delle
famiglie, il livello più elevato dal 2000. La propensione all’acquisto di beni
durevoli nei 12 mesi successivi all’indagine, favorevole solo per il 34% delle
famiglie intervistate, mentre il 65% non procederà ad alcun acquisto, anche in
questo caso la percentuale peggiore dal 2000.
|
|
2000 |
2001 |
2002 |
2003 |
2004 |
|
Clima di fiducia (1980=100) |
119,4 |
122,7 |
115,8 |
106,2 |
101,3 |
|
|
Convenienza all'acquisto di beni durevoli |
||||
|
Momento favorevole (b) |
13% |
13% |
7% |
6% |
7% |
|
Momento sfavorevole (b) |
39% |
41% |
49% |
55% |
57% |
|
|
Beni durevoli: intenzioni di spesa nei successivi 12 mesi |
||||
|
Acquisterà (b) |
36% |
47% |
41% |
34% |
34% |
|
Non acquisterà (b) |
61% |
52% |
58% |
63% |
65% |
|
|
Prestiti alle famiglie
residenti da parte di banche per: |
||||
|
Credito al consumo fino a 1 anno (c) |
5.281 |
5.715 |
1.325 |
931 |
1.145 |
|
Credito al consumo oltre 1 anno (c) |
14.719 |
18.146 |
27.118 |
31.981 |
35.716 |
|
Acquisto di abitazioni (oltre 5 anni) (c) |
94.194 |
99.702 |
121.634 |
149.406 |
170.872 |
|
|
Tassi di interesse bancari sui
prestiti per: |
||||
|
Credito al consumo fino a 1 anno |
n.d. |
n.d. |
n.d. |
8,4% |
8,2% |
|
Credito al consumo oltre 1 anno |
n.d. |
n.d. |
n.d. |
8,0% |
7,7% |
|
Acquisto di abitazioni (oltre 5 anni) |
n.d. |
n.d. |
n.d. |
5,0% |
4,5% |
|
(a) Periodo relativo
all’ultimo dato di: ottobre per clima di fiducia e intenzioni di acquisto
indagine ISAE; settembre per ammontare dei prestiti e tassi di interesse sui
prestiti alle famiglie. (b) Percentuale di famiglie
che partecipano all’inchiesta congiunturale (c) Milioni di euro a prezzi
correnti Fonte: Elaborazioni Centro
Studi Confcommercio su dati ISAE e Banca d’Italia. |
Preoccupante è anche il
crescente livello di indebitamento delle famiglie. Nell’anno in corso, il
credito al consumo da 1 a 5 anni e oltre i 5 anni, sta crescendo ad un tasso
che sfiora il 12%, così come i prestiti per l’acquisto di un immobile, in
aumento di oltre il 14% rispetto al 2003. Nel settore delle abitazioni si
tratta di investimenti sostitutivi di quelli sui mercati finanziari, perché
ritenuti più affidabili nel garantire una rendita futura.
Il mese di dicembre presenta sempre, sotto il profilo degli
acquisti, una stagionalità positiva molto elevata, determinata dalla maggiore
disponibilità di reddito, per un gran numero di famiglie, connessa alle
tredicesime.
Sono poco più di 17 milioni, su un totale di oltre 22
milioni e 600 mila, le famiglie italiane con un capofamiglia lavoratore
dipendente o ritirato dal lavoro – cioè pensionato - che, quest’anno,
incasseranno sotto forma di tredicesima per redditi di lavoro dipendente e di
pensione circa 44,6 miliardi di euro. Non tutti i quasi 45 miliardi aggiuntivi
verranno destinati al consumo di beni o servizi, in quanto è fisiologico che
una parte venga risparmiata e solo una parte di essi si tradurrà in acquisti di
beni veri e propri. Una stima delle spese natalizie presso negozi, grandi
superfici di vendita e centri commerciali, basata sull’indagine Istat delle
vendite del commercio al dettaglio, indica in circa 13,7 miliardi di euro i
maggiori consumi di beni, alimentari e non, che le famiglie effettueranno nel
mese di dicembre, rispetto alla media degli altri mesi dell’anno.
|
|
Spesa media |
«Effetto Natale»
|
Spesa totale in |
|
|
mensile (a) |
(b) |
dicembre
(c)=(a)+(b) |
|
1990 |
653 |
365 |
1.018 |
|
1991 |
771 |
363 |
1.134 |
|
1992 |
882 |
351 |
1.233 |
|
1993 |
966 |
450 |
1.416 |
|
1994 |
1.077 |
511 |
1.588 |
|
1995 |
1.119 |
422 |
1.541 |
|
1996 |
1.166 |
530 |
1.696 |
|
1997 |
1.195 |
546 |
1.741 |
|
1998 |
1.245 |
569 |
1.814 |
|
1999 |
1.355 |
652 |
2.007 |
|
2000 |
1.362 |
805 |
2.168 |
|
2001 |
1.317 |
580 |
1.897 |
|
2002 |
1.327 |
593 |
1.921 |
|
2003 |
1.351 |
616 |
1.968 |
|
2004 |
1.344 |
605 |
1.949 |
|
(*)
L’importo incorpora il maggior reddito disponibile derivante oltre che dalle
«tredicesime» anche dalla restituzione fiscale. FONTE:
Elaborazioni Centro Studi CONFCOMMERCIO su dati ISTAT. |
L’importo del 2004 è imputabile per circa 10,3 miliardi di
euro alle famiglie di lavoratori dipendenti e pensionati e per i rimanenti 3,4
miliardi di euro alle famiglie di lavoratori autonomi e liberi professionisti
che, pur non beneficiando di tredicesima mensilità, contribuiscono con una
maggiore propensione al consumo legata alla tradizione delle festività
natalizie.
I 13,7 miliardi di euro dell’«effetto Natale» 2004
risultano inferiori di circa 100 milioni di euro rispetto ai 13,8 miliardi del
2003.
La spesa natalizia dell’anno in corso registra, dunque, un
arretramento rispetto ai livelli dell’anno precedente, in quanto la lieve
flessione (-0,7%) riflette il trend decrescente che sta caratterizzando
le vendite al dettaglio del 2004, in linea con un atteggiamento maggiormente
prudenziale delle famiglie nelle decisioni di acquisto. Rapportando tutto al
numero di famiglie, ogni famiglia italiana (ovviamente si tratta di dati medi,
con tutte le cautele che ciò comporta) spenderà nel mese di dicembre 2004 quasi
1.950 euro per l’acquisto di soli beni presso la rete distributiva, con una maggiore disponibilità di oltre 600 euro
rispetto alla sua spesa media in qualunque altro mese dell’anno.
Nell’attuale fase, tutti gli indicatori congiunturali
evidenziano una situazione di sostanziale debolezza dell’economia, che sembra
aver assunto caratteristiche strutturali di modesta crescita, consumi stagnanti
e aspettative delle famiglie ispirate a comportamenti di spesa decisamente
prudenziali. Non bisogna dimenticare le incognite legate al rinnovo di molti
contratti, alle situazioni di crisi di alcune aziende e di disagio economico
per alcune fasce di cittadini (pensionati, disoccupati, immigrati). Un
ulteriore elemento di freno, nelle decisioni di acquisto, potrebbe derivare
dall’incertezza sull’effetto netto della riforma fiscale, che nelle ultime
settimane ha visto un susseguirsi di annunci e smentite riguardo sia all’entità
dei tagli alle entrate, sia alla struttura delle aliquote, sia al numero dei
beneficiari ed alla ripartizione tra di essi del “dividendo”. Probabilmente,
quindi, sulle intenzioni di spesa peseranno in modo determinante le politiche
di prezzo delle imprese commerciali, che dovranno in qualche modo stimolare e
rivitalizzare una domanda in torpore. Da non trascurare, infine, che una quota
crescente delle tredicesime potrebbe essere destinata al pagamento degli
onerosi tassi bancari, riportati nella seconda tabella, sui prestiti per
credito al consumo superiori ad 1 anno e sui prestiti a medio/lungo termine per
l’acquisto di abitazioni.
La «stagionalità natalizia» incide in modo diverso sui
differenti gruppi di prodotti, a seconda di come si concentri, in misura
maggiore o minore, la spesa di dicembre rispetto alla media mensile. Di fatto,
si ha un’indicazione indiretta di quali siano le preferenze dei consumatori
nell’acquisto dei beni che meglio rispondono alle esigenze connesse con la
tradizione del dono natalizio, sebbene in termini di incidenza sulla spesa
complessiva una quota prossima al 40% sia destinata all’acquisto di prodotti
alimentari ed il rimanente 60% ai prodotti non alimentari.
«Tecnologia» e «cultura» sembrano gli atout
vincenti per il natale 2004.
Ai primi tre posti si riconfermano, infatti, gli
audiovisivi e l’elettronica di consumo (informatica, TV, videoregistratori, CD
e DVD player, console per videogiochi), nonché i piccoli elettrodomestici
(robot da cucina, condizionatori, etc.), tutti comparti che migliorano rispetto
al 2003 il proprio “picco” di fatturato collegato al Natale. Il settore dei
libri e giornali si colloca al quinto posto, e dovrebbe registrare una maggiore
concentrazione del fatturato in dicembre rispetto al 2003 di quasi il 2%. I
giocattoli occupano una posizione mediana, seppur in arretramento rispetto al
2003.
Concentrazione Del Fatturato In Dicembre Rispetto Alla Media
Mensile
|
|
GRUPPO DI PRODOTTI |
2004 |
Var.
sul 2003 |
|
1 |
compact disc, supporti magnetici audio-video, strumenti musicali |
71,5% |
1,6% |
|
2 |
radio, televisori, registratori e dotazioni per la informatica |
67,0% |
0,3% |
|
3 |
Elettrodomestici |
64,2% |
0,3% |
|
4 |
prodotti di profumeria e cura della persona |
60,7% |
-5,4% |
|
5 |
cartoleria, libri, giornali e riviste |
58,7% |
1,8% |
|
6 |
abbigliamento, pellicce e pelli per pellicceria |
57,0% |
-6,5% |
|
7 |
giochi, giocattoli, articoli per lo sport ed il campeggio |
53,3% |
-2,2% |
|
8 |
mobili, articoli tessili, arredamento per la casa |
52,8% |
-0,8% |
|
9 |
calzature, articoli in pelle e da viaggio |
47,5% |
-7,1% |
|
10 |
Alimentari |
44,5% |
-6,6% |
|
11 |
generi casalinghi durevoli e non durevoli |
44,0% |
0,2% |
|
12 |
altri prodotti |
42,0% |
-0,1% |
|
13 |
prodotti farmaceutici e terapeutici |
39,7% |
-2,0% |
|
14 |
Utensileria per la casa e ferramenta |
31,3% |
0,9% |
|
15 |
foto-ottica e pellicole |
28,9% |
0,2% |
|
Fonte:
Elaborazioni Centro Studi Confcommercio su dati ISTAT. |
I consumatori sembrerebbero, invece, assai meno
interessati ai cosiddetti beni primari (alimentari, abbigliamento e calzature),
che registrano un preoccupante peggioramento dei rispettivi picchi di fatturato
del periodo natalizio.
La spesa alimentare, infatti, che per ovvi motivi ha una
distribuzione più regolare nell’arco dell’intero anno, figura solo al decimo
posto, pur presentando un picco ragguardevole in dicembre, minore comunque di
oltre il 6% rispetto al 2003.
La spiegazione di questo fenomeno potrebbe essere duplice:
§
da un lato, maggiori acquisti di prodotti freschi presso
strutture di vendite come mercati rionali e ambulanti, che non rientrano
nell’indagine sulle vendite al dettaglio in sede fissa, cioè negozi
tradizionali e grande distribuzione;
§
dall’altro, acquisti di prodotti cosiddetti di “primo
prezzo”, cioè di livello qualitativo inferiore, o di “marca commerciale” presso
le grandi superfici di vendite o formule come gli hard discount, che pur
non riducendo le quantità, rendono più basso il valore del fatturato in quanto
risulta inferiore il livello del prezzo unitario per quei prodotti.
Abbigliamento e calzature, sembrano, a loro volta,
evidenziare un minore appeal nelle preferenze dei consumatori riguardo
alle spese natalizie, con un probabile ridimensionamento dei maggiori acquisti
rispetto alla media mensile, traducibile in una flessione del picco di
fatturato oscillante tra il 6,5 ed il 7% nei confronti del 2003. Anche in
questo caso sembra confermarsi una tendenza in atto negli ultimi anni a
spostare quasi esclusivamente nel periodo dei saldi gli acquisti di questi tipi
di beni, o ad accrescere la quota di spesa in abbigliamento e calzature presso
le strutture ambulanti.
L’Alimentare
Rispetto alle festività del 2003 il consumo di prodotti
alimentari da ricorrenza rimarrà nel complesso invariato anche se all’interno
della categoria si registreranno per i vari tipi di prodotti andamenti differenziati.
Per garantire al consumatore un buon rapporto
prezzo-qualità saranno molteplici le iniziative nei diversi punti vendita
finalizzate ad una politica di contenimento dei prezzi mettendo a disposizione
dei clienti un ampio assortimento di prodotti in promozione compresi i prodotti
tipici natalizi.
Riguardo ai dolci si prevede un calo (-3%) per i torroni
mentre tendono ad acquisire sempre più importanza gli acquisti di cioccolato
(+12%); stabile il consumo di panettone ma sarà privilegiato il prodotto
artigianale e meno quello dei più noti marchi industriali.
Anche per quest’anno è atteso un deciso ridimensionamento
del consumo di caviale e salmone da parte delle famiglie a cui si accompagnerà
anche un contenimento delle vendite dello zampone del cotechino, alimenti
quest’ultimi che incontrano un minore gradimento da parte dei giovani.
Per le bevande alcoliche rimarranno stabili le vendite di
spumante grazie ai prezzi interessanti a fronte di un calo dello champagne; in
crescita la vendita di vini rossi di buona qualità che si potranno trovare ad
un prezzo compreso tra i 5 e i 10 euro a bottiglia.
Giocattoli: nonostante il giocattolo rappresenti
tradizionalmente una forma di regalo diffusa, i negozianti si attendono un calo
delle vendite significativo (-10%). La pubblicità, specie quella televisiva,
non costituisce più una spinta all’acquisto come succedeva nel passato avendo
davanti bambini ormai assuefatti e
interessati ad altre forme di intrattenimento. Il fenomeno è di dimensione
europea.
Dal punto di vista dei prezzi dei prodotti, prosegue da
cinque anni un allineamento verso il basso.
Elettrodomestici, Hi-Fi, TV: è previsto un
incremento delle vendite ma con volumi molto contenuti. L’attenzione dei
consumatori sarà rivolta, grazie anche ai prezzi competitivi, soprattutto alla
telefonia di ultima generazione, macchine fotografiche digitali, schermi al
plasma, Lcd nella fascia dei 26 pollici, dvd. Si prevede un interessamento
maggiore verso i pc portatili e come novità di quest’anno un’attenzione ai
navigatori satellitari. Per quanto riguarda i grandi elettrodomestici si
prevede una riduzione delle vendite tra il 5 e il 10%. Il periodo delle
festività natalizie, infatti, non rappresenta più come una volta per le
famiglie italiane il momento privilegiato per fare acquisti importanti grazie
alla tredicesima, potendo attualmente usufruire di forme di finanziamento nel
corso di tutto l’anno. L’acquisto come regalo è diretto più verso piccoli
elettrodomestici dal valore unitario non molto elevato.
Gioielli: per le prossime festività l’acquisto di
gioielli e altri oggetti preziosi sarà sempre un dono a cui ricorrere, ma le
vendita non dovrebbe registrare un decremento attestandosi sui livelli dello
scorso anno. Da parte del consumatore, che potrà contare più che in passato
sulla possibilità di acquisti tramite il credito al consumo, si rafforza la
tendenza all’acquisto del gioiello personalizzato mentre da parte delle
aziende vi è stato un sforzo in termini
di comunicazione tale da attendersi una risposta comunque positiva in termini
di vendite.
Viaggi: sono diversi i fattori che condizioneranno
i viaggi degli italiani nel periodo delle festività natalizie che nel complesso
potranno registrare un rallentamento rispetto allo scorso anno.
L’esigenza di contenere i bilanci familiari e la paura, pur
minore rispetto al passato, di attentati terroristici costituiranno un freno ai
viaggi all’estero, anche se l’euro forte potrà rappresentare per molti
un’occasione per un viaggio verso i paesi dell’area dollaro.
Le richieste per chi andrà all’estero riguardano
soprattutto alcune mete come Oceano Indiano, Caraibi e Sud Est Asiatico potendo
usufruire di numerosissime offerte, dagli sconti su prenotazioni con largo
anticipo, al last-minute, al last-second con risparmi molto consistenti.
Offerte vantaggiose non mancano anche per i pacchetti di
Capodanno nelle capitali europee, che tradizionalmente costituiscono una meta
richiesta soprattutto dai giovani.
Molte delle famiglie italiane che decideranno di partire
preferiranno mete interne (montagna e città d’arte), ma si tratterà di viaggi
con soggiorni non molto prolungati.