…PER LE FAMIGLIE ITALIANE NEL COMPLESSO
Nell’attuale fase, tutti gli indicatori
congiunturali evidenziano una situazione di sostanziale debolezza
dell’economia, che sembra aver assunto caratteristiche strutturali di modesta
crescita, consumi stagnanti e aspettative delle famiglie ispirate a
comportamenti di spesa decisamente prudenziali.
Nonostante ciò, gli acquisti nel prossimo periodo
natalizio risentiranno solo parzialmente di questi andamenti. Se, infatti, le
famiglie da una parte risultano gravate da un livello troppo elevato delle
spese «incomprimibili» (affitti, mutui immobiliari, credito al consumo, utenze
domestiche, spese per servizi di trasporto e carburanti, per citare i più
significativi), dall’altra le retribuzioni da lavoro dipendente e i trattamenti
pensionistici sono cresciuti più dell’inflazione. Ma soprattutto, si deve
aggiungere la disponibilità, per oltre 18 milioni di famiglie che vive di
reddito da lavoro dipendente e di pensione, di un reddito aggiuntivo, rappresentato
dalla “tredicesima”, che determina una sorta di picco stagionale nella spesa e
quindi nei consumi, proprio perché una parte degli acquisti vengono rinviati
alla fine dell’anno e realizzati attraverso questo maggior reddito disponibile,
utilizzato anche per rispettare la tradizione natalizia dei doni.
(grandezze monetarie a
prezzi correnti)
|
|
2001 |
2002 |
2003 |
2004 |
2005 |
2006(*) |
|
Totale
famiglie con capofamiglia dip./pens. (N.) |
17.043.448 |
16.747.164 |
17.340.085 |
17.622.817 |
18.007.082 |
18.217.019 |
|
Famiglie
con capofamiglia lav.aut./lib.prof. (N.) |
5.148.541 |
5.523.001 |
5.536.017 |
5.687.787 |
5.593.288 |
5.596.078 |
|
Totale
famiglie italiane (N.) |
22.191.989 |
22.270.165 |
22.876.102 |
23.310.604 |
23.600.370 |
23.813.097 |
|
Totale
13^ da lavoro e pensioni (mld. €) |
38,8 |
40,9 |
42,7 |
44,0 |
45,7 |
47,4 |
|
Spesa
totale nei negozi in un qualunque mese (mln. €) |
29,2 |
29,8 |
30,3 |
30,4 |
30,3 |
30,7 |
|
Maggiore
spesa per l’«effetto Natale» (mld. €) |
12,9 |
13,2 |
13,8 |
14,2 |
14,6 |
15,2 |
|
SPESA
TOTALE NEI NEGOZI IN DICEMBRE (mld. €) |
42,1 |
43,0 |
44,1 |
44,5 |
44,9 |
45,9 |
(1) Trattamenti di pensione
di invalidità, vecchiaia e superstiti.
(*) Stime Centro Studi
CONFCOMMERCIO.
Fonte: elaborazioni Centro
Studi CONFCOMMERCIO.
Per il prossimo Natale oltre tre quarti delle
famiglie italiane disporrà, grazie alla “tredicesima”, di circa 47,4 miliardi
di euro (il 3,9% in più del 2005). Di questi, tuttavia, solo una piccola parte,
e cioè circa 11,6 miliardi di euro, verrà destinata agli acquisti presso la
rete della distribuzione commerciale, approssimativamente 500 milioni di euro
in più rispetto al 2005. E a questa somma si devono aggiungere altri 3,6
miliardi circa di maggiori spese dovute all’«effetto Natale» da parte delle
famiglie di lavoratori autonomi e professionisti, per un totale complessivo,
quindi, di oltre 15 miliardi. Un dato, questo, che fotografa un Natale 2006 più
vivace rispetto al grigiore del biennio 2004-05.
La stima delle spese natalizie presso negozi, grandi
superfici distributive e centri commerciali, è basata sull’indagine Istat delle
vendite del commercio al dettaglio in sede fissa, e indica appunto in oltre 15
miliardi di euro i maggiori consumi di beni, alimentari e non, che le famiglie
effettueranno nel mese di dicembre, rispetto alla media degli altri mesi
dell’anno.
COME
È CAMBIATO NEGLI ANNI L’«EFFETTO NATALE» PER UNA FAMIGLIA MEDIA
(euro a prezzi correnti)
|
|
Spesa media mensile negli
esercizi della rete distributiva |
«Effetto Natale» negli
esercizi della rete distributiva |
Spesa totale in dicembre
negli esercizi della rete distributiva |
|
|
(a) |
(b) |
(c)=(a)+(b) |
|
2000 |
1.304 |
581 |
1.886 |
|
2001 |
1.317 |
580 |
1.897 |
|
2002 |
1.337 |
593 |
1.930 |
|
2003 |
1.325 |
604 |
1.929 |
|
2004 |
1.303 |
608 |
1.911 |
|
2005 |
1.285 |
618 |
1.902 |
|
2006 |
1.288 |
638 |
1.926 |
FONTE: elaborazioni Centro Studi CONFCOMMERCIO su
dati ISTAT.
Rapportando questo ammontare al numero di famiglie,
si ottiene che ogni famiglia italiana (ovviamente si tratta di dati medi, con
tutte le cautele che ciò comporta) a dicembre di quest’anno avrà una maggiore
disponibilità di quasi 640 euro, rispetto alla sua spesa media in qualunque
altro mese dell’anno, cifra che, sommata a quella media mensile che può
considerarsi «normale», porta a poco più di 1.900 euro la spesa totale nel solo
mese di dicembre per l’acquisto di soli beni presso la rete distributiva.
…DAL PUNTO DI VISTA DEI CONSUMI
L’alimentare
In linea con quanto riscontrato nel corso dell’anno
anche in occasione del Natale la spesa per prodotti alimentari sarà
caratterizzata da una evoluzione non particolarmente brillante ed attenta ai
bilanci familiari, un andamento più favorevole è atteso in concomitanza con il
Capodanno nel quale si stima un incremento della domanda prossimo al 2%.
Anche in occasione delle festività di fine anno il
consumatore potrà contare su una offerta particolarmente ampia di beni, con una
preferenza verso i prodotti italiani rispetto a quelli di importazione, per i
quali gli aumenti di prezzo rispetto a quanto registrato lo scorso anno saranno
contenuti, anche in considerazione delle numerose offerte. Gli incrementi di vendita
più significativi dovrebbero riguardare, come di consueto i prodotti freschi,
in considerazione della forte concentrazione in un periodo di tempo limitato
della domanda.
Il non alimentare
In generale, la previsione è di una evoluzione
abbastanza contenuta della domanda di prodotti non alimentari da parte delle
famiglie, condizionate ancora da un clima di prudenza relativamente agli
andamenti futuri del proprio reddito e più in generale sulle prospettive del
Paese.
Il dato complessivo riflette peraltro intenzioni di
spesa molto articolate per i singoli gruppi di prodotti. In linea con i
comportamenti gia registrati dai consumatori nel corso dell’anno la preferenza
dovrebbe rivolgersi ai beni con più elevato contenuto tecnologico per i quali
tra l’altro si riscontrano da tempo politiche di prezzo molto aggressive.
Informatica, Hardware Telefonico E Elettrodomestici:
mercato vivace e boom delle asciugatrici
Le festività natalizie rappresentano ormai da alcuni
anni per l’informatica, l’hardware telefonico e gli elettrodomestici
l’occasione più idonea per acquisti finalizzati al regalo per se, per familiari
e amici essendo un settore dove è possibile trovare una varietà di prodotti di
ultima generazione a prezzi sempre più convenienti.
L’attenzione da parte delle famiglie verso questo
comparto determinerà sicuramente un incremento delle vendite anche se il
fatturato atteso dalle aziende sarà di poco superiore a quello realizzato lo
scorso anno.
Due fattori contraddistinguono l’andamento delle
vendite in questo periodo.
Occorre tener conto che il consumatore ha maturato e
consolidato in questo campo un suo approccio all’acquisto che lo porta non
tanto a concentrare in un solo periodo dell’anno, come può essere quello
natalizio, i suoi acquisti, ma a programmarli nel corso dei mesi avendo la
possibilità di usufruire di continue iniziative promozionali e di offerta.
Altra tendenza ormai consolidata da parte del
consumatore in occasione delle prossime festività è quella di indirizzarsi
verso prodotti di valore medio/basso, mentre sposterà in altri periodi
l’acquisto di prodotti con un valore più elevato (ad es. frigorifero, tv) il
cui impegno di spesa incide in maniera significativa sul bilancio familiare e
richiede una scelta maggiormente ponderata.
Giocattoli +2%
Tra le forme di regalo più gradite, l’acquisto di
giocattoli continuerà ad avere da parte delle famiglie un’attenzione
particolare ed a rappresentare, com’è da tradizione, il modo più semplice ed
piacevole di festeggiare con i bambini una ricorrenza importante.
Pur tenendo conto della crescente attrattività
esercitata da altre forme di divertimento e dell’atteggiamento generalmente
prudente da parte delle famiglie negli acquisti, le imprese del settore si
attendono dalle vendite durante il periodo natalizio risultati non deludenti,
con incrementi di circa il 2%.
Abbigliamento
Si consolida il modello di consumo che vede, nel
periodo natalizio, un maggior ricorso all’acquisto di accessori (sciarpe,
cravatte, cinte, portafogli) e capi di abbigliamento di costo medio-basso,
mentre si registra una sostanziale stabilità per i capi di abbigliamento più
importanti per i quali le famiglie preferiscono attendere il periodo dei saldi.
Gioielleria: aumenta il credito al consumo, modelli
e prezzi più vicini alle esigenze dei giovani
Il consumatore potrà contare su una vasta scelta di
prodotti e trovare accanto alle note griffe di gioielli, linee disegnate dagli
stilisti di moda, che incontrano il favore anche dei più giovani.
Sono sempre di tendenza per la linea femminile i
gioielli in oro bianco, con incastonati diamanti da sempre simbolo d’amore o
orecchini, bracciali con ciondoli quasi a far tintinnare i polsi realizzati in
oro giallo, che sta tornando di gran moda.
Per la linea maschile l’attenzione sarà rivolta a
ferma polsi in smalto, girocolli in platino e soprattutto orologi, cronografi
grandi, in acciaio o classici con cinturino in pelle.
Nella fascia più alta vi è un ritorno alla
gioielleria intesa come pezzo unico magari realizzato su disegno o idea del
cliente.
Le offerte di prodotti nei negozi tendono a venire
incontro alle diverse esigenze di spesa: volendo spendere fino a 150 euro è
possibile trovare oggetti trendy in acciaio, sia per lei che per lui, di gran
moda; se non si vuole superare i 200-300 euro ci sono gli orologi di tendenza,
quelli super pubblicizzati dai media; dai 500 euro, invece, l’oro bianco la fa
da padrone, soprattutto accompagnato dai brillanti, ma anche le perle, in varie
gradazioni di colore, dallo champagne al nero ematite.
Un dato importante e per certi versi innovativo per
il settore è la possibilità di effettuare presso molti punti vendita pagamenti
dilazionati favorendo gli acquisti di oggetti unici e dall’alto valore
intrinseco.
Viaggi
Se per gli alberghi si prevede la conferma di un
Natale in linea con la stagione, e quindi in leggera ripresa rispetto al 2005,
per le agenzie di viaggi e i tour operator non si prospetta certo un Natale
altrettanto brillante.
Infatti la presenza di alcuni fattori, secondo
quanto indicato dalle agenzie di viaggio, hanno ingenerato sul mercato
aspettative negative (l'impatto della Finanziaria sui bilanci familiari, costo
del carburante per i viaggi a medio-lungo raggio, ritardo dell'arrivo della
stagione invernale), che potrebbero scoraggiare gli italiani ad intraprendere
viaggi all'estero.
Fare una vacanza nelle feste di fine anno rimane
comunque l'obiettivo di molte famiglie, soprattutto verso mete montane
dell’arco alpino o all’estero.
Per le vacanze all'estero si conferma l’attrattiva
esercitata dalle capitali europee, ma per short-breaks di 3-4 giorni.
Si registrano buoni risultati nelle prenotazioni per
le stazioni sciistiche delle vicine Slovenia, Austria, Francia e Svizzera, in
dipendenza della neve, che potrebbe essere più copiosa sui versanti
settentrionali delle Alpi, e di una ricchezza di proposte che vanno bel al di
là del solo sci.
Rimangono penalizzate a causa del caro-carburante le
mete esotiche dell’Oceano Indiano e dell’area caraibica, mentre in netta
ripresa appaiono, nel medio raggio, l’Egitto ed il Mar Rosso.
L’andamento delle prenotazioni nelle agenzie di
viaggi conferma, peraltro, una certa tendenza all’acquisto di pacchetti di
viaggio impegnativi.
In ulteriore, costante aumento anche le crociere
che, confermando un trend di crescita già evidenziatosi negli ultimi anni, sono
entrate ormai stabilmente nell’hit-parade delle preferenze anche per questo
periodo.


