OSSERVATORIO ECONOMICO
Stime, dati e tendenze del mercato economico e finanziario
IL CONTESTO INTERNAZIONALE
Nel corso del primo semestre del 2006 l’economia mondiale ha continuato a registrare una sostanziale dinamicità favorendo il permanere di tassi di sviluppo del commercio mondiale su valori prossimi al 10%.

Il dato è sintesi di un parziale riallineamento dei tassi di crescita registrati dai Paesi OCSE e dai paesi non OCSE sintomo di una tendenza alla parziale riduzione degli squilibri regionali che avevano caratterizzato gli ultimi anni.
Il quadro più recente presenta peraltro alcuni segnali di inversione rispetto alle tendenze registrate nei mesi precedenti:
Ø lieve decelerazione dell’economia americana, su cui probabilmente cominciano ad esplicarsi gli effetti della stretta monetaria;
Ø ripresa dell’economia europea al cui interno anche i Paesi come Francia e Germania che avevano vissuto negli ultimi anni periodi di accentuata difficoltà evidenziano un miglioramento;
Ø attenuarsi delle pressioni sulle materie prime petrolifere, con il prezzo del petrolio sceso a settembre a 64 dollari al barile a fronte dei 74,6 di luglio.

In particolare sul versante delle riduzione nei divari di crescita tra le economie più avanzate si segnala come nel secondo trimestre del 2006 gli USA abbiano registrato, in termini congiunturali, una variazione del PIL del +0,6% (+3,5% in termini tendenziali) a fronte di un aumento del +0,9% nell’euro area (+2,7% rispetto all’analogo periodo del 2005), evidenziando, per la prima volta dalla metà del 2001, una maggior dinamicità dell’economia del vecchio continente.
Tale andamento è sintesi dei
primi effetti sull’economia USA, in particolare sul mercato immobiliare, della
politica monetaria più restrittiva associata ad un consolidarsi della ripresa
nella UEM, soprattutto in Francia, Germania ed Italia paesi che avevano
segnalato particolari difficoltà negli ultimi anni.

Stante le
dinamiche più recenti, che lasciano intuire come il ciclo mondiale sia giunto
ad un punto di svolta, le prospettive per il breve medio periodo risultano
caratterizzate da molte incertezze. Il 2007 dovrebbe, infatti, prefigurarsi
come un anno di transizione caratterizzato da un rallentamento delle dinamiche
mondiali e da un ulteriore riallineamento nei tassi di sviluppo delle economie
più avanzate, anche se al momento è difficile ipotizzare se questa fase sia
sintomatica solo di una breve periodo di assestamento, dopo anni di crescita
elevata, o rappresenti l’inizio di una ciclo di sviluppo internazionale meno
favorevole.
Su queste
prospettive pesano le incognite relative:
Ø
alla tenuta dell’economia americana, legata agli effetti
della politica monetaria e al permanere dei deficit gemelli;
Ø
alla effettiva ripresa dell’economia della UEM ed al
consolidamento del miglioramento delle finanze pubbliche interne all’area;
Ø
alla politica monetaria della FED e della BCE che potrebbero
scontare un andamento divergente, in conseguenza di un allentamento da parte
della banca centrale americana e di un moderato ed ulteriore inasprimento di
quella europea;
Ø
ai tassi di cambio;
Ø
alla stabilizzazione del prezzo del petrolio su quotazioni
prossime ai 55-60 dollari.
L’ECONOMIA ITALIANA
La crescita
In linea con quanto si è
registrato nell’ambito della UEM anche l’economia italiana ha evidenziato nel
corso del 2006 un sostanziale consolidamento della tendenza alla ripresa
dell’attività produttiva registrando, in termini congiunturali, incrementi del
PIL del +0,7% nel primo trimestre e del +0,5% nel periodo aprile-giugno.

Tali andamenti hanno determinato una variazione del PIL italiano del +1,6% nella media del primo semestre dell’anno, valore che seppure meno negativo rispetto a quanto registrato negli ultimi anni continua ad evidenziare un sensibile gap di sviluppo del nostro paese rispetto a quanto registrato non solo dal complesso della UEM, ma anche da altre economie europee, quali Francia e Germania, che nei periodi più recenti avevano evidenziato forti difficoltà.
Al miglioramento del quadro congiunturale italiano hanno contribuito, nel corso dell’anno, tutte le componenti, anche se le dinamiche più favorevoli si sono registrate sul versante dell’export e degli investimenti. Per contro, la domanda per consumi delle famiglie continua ad evidenziare un andamento altalenante, sintomo delle difficoltà che ancora interessano questa fondamentale variabile dell’economia italiana.
CONTO ECONOMICO RISORSE E IMPIEGHI
Variazioni congiunturali (in %)
|
|
2005 |
|
|
|
2006 |
|
|
|
I Trim. |
II Trim. |
III Trim. |
IV Trim. |
I Trim. |
II Trim |
|
P.I.L |
-0,4 |
0,6 |
0,3 |
0,0 |
0,7 |
0,5 |
|
IMPORTAZIONI |
-1,9 |
2,4 |
0,1 |
0,9 |
1,4 |
1,0 |
|
CONSUMI FINALI |
-0,3 |
0,5 |
0,3 |
0,0 |
0,7 |
0,2 |
|
Spesa delle
famiglie residenti |
-0,7 |
0,7 |
0,4 |
-0,1 |
0,9 |
0,3 |
|
Spesa della
P.A. e ISP |
0,9 |
0,1 |
0,1 |
0,1 |
0,2 |
0,2 |
|
INVESTIMENTI |
-1,4 |
1,9 |
1,1 |
-1,5 |
2,1 |
1,2 |
|
ESPORTAZIONI |
-1,6 |
2,3 |
-0,2 |
1,3 |
2,3 |
1,7 |
Variazioni tendenziali (in %)
|
|
2005 |
|
|
|
2006 |
|
2005 |
2006 |
|
|
I Trim. |
II Trim. |
III Trim. |
IV Trim. |
I Trim. |
II Trim. |
I Sem. |
I Sem. |
|
P.I.L |
-0,3 |
0,0 |
0,1 |
0,5 |
1,6 |
1,5 |
-0,1 |
1,6 |
|
IMPORTAZIONI |
1,1 |
2,6 |
2,3 |
1,4 |
4,7 |
3,4 |
1,9 |
4,1 |
|
CONSUMI FINALI |
-0,4 |
0,4 |
0,9 |
0,5 |
1,6 |
1,3 |
0,0 |
1,4 |
|
Spesa delle
famiglie residenti |
-0,8 |
0,1 |
0,7 |
0,3 |
2,0 |
1,5 |
-0,4 |
1,7 |
|
Spesa della
P.A. e ISP |
1,0 |
1,2 |
1,4 |
1,1 |
0,4 |
0,6 |
1,1 |
0,5 |
|
INVESTIMENTI |
-1,7 |
-0,9 |
1,0 |
0,1 |
3,7 |
2,9 |
-1,3 |
3,3 |
|
ESPORTAZIONI |
0,7 |
0,3 |
-0,1 |
1,8 |
5,9 |
5,2 |
0,5 |
5,5 |
FONTE: elaborazioni Centro Studi CONFCOMMERCIO su dati
ISTAT
Sono proprio le incertezze che si registrano ancora sul versante dei
comportamenti delle famiglie e l’assenza di indicazioni certe relativamente ad
una ripresa strutturale del nostro export, legata ad un effettivo miglioramento
della competitività dei nostri prodotti più che a fattori congiunturali, a
determinare un quadro di sostanziale incertezza sulla tenuta della ripresa
italiana.
Nel complesso la situazione
congiunturale del nostro Paese continua ad essere contrassegnata da una
evoluzione dell’inflazione sostanzialmente sotto controllo, e che ancora
risente degli effetti delle turbolenze che si sono registrate negli anni più
recenti dal lato delle materie prime petrolifere, e dal permanere di un quadro
non favorevole sul versante della finanza pubblica, nonostante alcuni segnali
di miglioramento registrati nei mesi più recenti
Valori
concatenati - variazioni percentuali sull'anno precedente
|
|
2003 |
|
2004 |
|
2005 |
|
2006 |
|
2007 |
|
|
PIL |
0,0 |
|
1,1 |
|
0,0 |
|
1,6 |
|
1,2 |
|
|
Importazioni
di beni e servizi |
0,8 |
|
2,5 |
|
1,4 |
|
4,0 |
|
3,3 |
|
|
Consumi
finali interni |
1,2 |
|
0,6 |
|
0,3 |
|
1,0 |
|
0,8 |
|
|
- Spesa
delle famiglie residenti |
1,0 |
|
0,5 |
|
0,1 |
|
1,1 |
|
0,8 |
|
|
- Spesa
delle AP e delle ISP |
2,1 |
|
0,6 |
|
1,2 |
|
0,9 |
|
0,8 |
|
|
Investimenti
fissi lordi |
-1,7 |
|
2,2 |
|
-0,6 |
|
2,5 |
|
2,1 |
|
|
Esportazioni
di beni e servizi |
-2,4 |
|
3,0 |
|
0,3 |
|
4,3 |
|
3,1 |
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
OCCUPATI
(FFLL Migliaia - Var. Assolute) |
328 |
|
164 |
|
158 |
|
277 |
|
220 |
|
|
INFLAZIONE |
2,7 |
|
2,2 |
|
1,9 |
|
2,2 |
|
1,9 |
|
FONTE: elaborazioni Centro Studi CONFCOMMERCIO su dati ISTAT
Stante questa situazione ed il quadro
internazionale di riferimento, caratterizzato da incognite sulle effettive
dimensioni del ridimensionamento del ciclo economico mondiale e sugli andamenti
delle quotazioni petrolifere, è presumibile che già a partire dalla fine
dell’anno in corso si attenui la tendenza al miglioramento del quadro economico
italiano, ipotesi che porta a stimare una crescita del PIL del +1,6% nella
media del 2006 e del +1,2% nel 2007.
Queste prospettive che tengono
conto di un ridimensionamento delle dinamiche esportative, conseguenza di una
minor crescita del commercio mondiale, scontano solo in parte gli effetti delle
misure attuate per il risanamento dei conti pubblici, il cui impatto potrebbe
risultare, dopo l’iter parlamentare, più consistente sulle possibilità di acquisto
delle famiglie e sui comportamenti di investimento delle imprese, riducendo di
circa 2 decimi di punto le prospettive di sviluppo.
A queste si aggiungono le
incognite sui possibili andamenti della politica monetaria, in quanto la BCE
potrebbe decidere, in presenza di una ripresa produttiva più consistente
nell’area, di mantenere una politica restrittiva al fine di limitare eventuali
tensioni inflazionistiche.
La domanda estera
A sostenere la ripresa italiana
nel primo semestre del 2006 è stata soprattutto la componente estera che ha
segnalato nella media del periodo una crescita rispetto a quanto registrato nei
primi due trimestri del 2005 del +5,5%.
Tale andamento è sintesi di una evoluzione sostanzialmente positiva
sia nel periodo gennaio-marzo (+2,3% congiunturale), che nel secondo trimestre
dell’anno (+1,7% nei confronti del periodo precedente) ed è conseguenza del
permanere di elevati tassi di sviluppo del commercio mondiale e della ripresa
produttiva in Europa, che rimane il nostro principale partner commerciale, a
cui si è associata una sostanziale stabilità nel tasso di cambio.
La tendenza al recupero dei
livelli produttivi ha comportato anche un miglioramento della domanda verso
l’estero con una crescita, nel primo semestre, delle importazioni in quantità
del +4,1% rispetto all’analogo periodo del 2005. Anche in questo caso si è
registrata una evoluzione positiva in entrambi i trimestri (+1,4% congiunturale
nel primo e del +1,0% nel secondo).
La tendenza alla ripresa dei
flussi esportativi dovrebbe registrare nei prossimi mesi una contenuta
attenuazione, in considerazione del fatto che non sembrano esservi elementi per
considerare strutturale l’inversione di tendenza registrata degli ultimi mesi
dato il permanere di elementi di scarsa competitività innovativa di molti
nostri prodotti, che continuano ancora ad essere concentrati in settori maturi
dove la competizione dei Paesi emergenti è particolarmente accentuata.
Elementi di debolezza accentuati
dalla forte dipendenza delle nostre performance esportative dagli andamenti di
Francia e Germania.
Stante questa situazione è
presumibile che nella media del 2006 la domanda proveniente dall’estero
registri una crescita del +4,3%, con un ridimensionamento dei tassi di sviluppo
nel 2007 al 3,1%.
L’attenuarsi delle dinamiche
produttive interne dovrebbe peraltro determinare un moderato ridimensionamento
anche dal lato delle importazioni stimate aumentare del 4,0% nel 2006 e del
3,3% nel 2007.
La domanda interna
Anche sul versante della domanda
interna si è registrata, nel corso della prima parte del 2006 una tendenza al
miglioramento, evoluzione che ha interessato in misura più significativa gli
investimenti, la cui domanda era stata fortemente compressa nei periodi
precedenti.
I consumi
La tendenza al recupero dell’attività economica sembra aver interessato
in misura meno significativa rispetto a quanto registrato da altre variabili i
consumi delle famiglie che, dopo aver registrato un aumento nel primo trimestre
del +0,9% in termini congiunturali, hanno segnalato nel periodo aprile-giugno
2006 una variazione del +0,3% rispetto al periodo precedente.
Tale andamento continua a
riflettere una fase di forte incertezza nei comportamenti delle famiglie,
situazione che determina ormai da alcuni anni l’alternarsi di brevi periodi di
moderata espansione con fasi di stagnazione che in alcuni momenti hanno anche
assunto toni recessivi.
Va anche considerato che
soprattutto nei primi mesi dell’anno un ruolo non secondario sull’andamento dei
consumi delle famiglie è stato svolto dal forte recupero della domanda per
autoveicoli.
Nella media dei primi sei mesi dell’anno la spesa delle famiglie
residenti ha registrato un incremento del +1,7% rispetto all’analogo periodo
del 2005, dato che deve essere letto con estrema cautela in quanto fortemente
condizionato da quanto accaduto nel periodo gennaio-marzo dei rispettivi anni,
in considerazione del fatto che la crescita del +0,9% registrata nel primo
trimestre 2006 si confrontava con una riduzione del –0,7% del 2005.
In moderato miglioramento è
risultata, nel primo semestre dell’anno, anche la dinamica relativa ai consumi
effettuati sul territorio (+1,9% nella media del periodo), che segnalano, in
linea con la spesa delle famiglie residenti, una evoluzione caratterizzata da fasi
molto ravvicinate di stop and go.
SPESA SUL TERRITORIO ECONOMICO
Variazioni
congiunturali (in %)
|
|
2005 |
|
|
|
2006 |
|
|
|
I Trim. |
II Trim. |
III Trim. |
IV Trim. |
I Trim. |
II Trim. |
|
CONSUMI INTERNI |
-0,6 |
0,5 |
0,5 |
0,0 |
0,9 |
0,4 |
|
BENI |
-0,8 |
1,0 |
0,5 |
-0,5 |
0,7 |
0,1 |
|
Durevoli |
-1,7 |
2,2 |
2,8 |
-0,8 |
0,5 |
0,8 |
|
Non durevoli |
0,2 |
1,0 |
-0,5 |
-0,9 |
0,3 |
-0,7 |
|
Semidurevoli |
-2,6 |
-0,1 |
0,9 |
0,7 |
2,1 |
1,3 |
|
SERVIZI |
-0,4 |
0,0 |
0,6 |
0,7 |
1,0 |
0,7 |
Variazioni
tendenziali (in %)
|
|
2005 |
|
|
|
2006 |
|
2005 |
2006 |
|
|
I Trim. |
II Trim. |
III Trim. |
IV Trim. |
I Trim. |
II Trim. |
I Sem. |
I Sem. |
|
CONSUMI INTERNI |
-0,9 |
-0,4 |
0,6 |
0,5 |
2,0 |
1,8 |
-0,6 |
1,9 |
|
BENI |
-1,4 |
-0,4 |
0,9 |
0,1 |
1,6 |
0,7 |
-0,9 |
1,2 |
|
Durevoli |
-1,0 |
-0,8 |
2,7 |
2,5 |
4,8 |
3,4 |
-0,9 |
4,1 |
|
Non durevoli |
-0,1 |
1,8 |
1,6 |
-0,3 |
-0,2 |
-1,8 |
0,8 |
-1,0 |
|
Semidurevoli |
-5,3 |
-5,8 |
-2,9 |
-1,2 |
3,6 |
5,0 |
-5,5 |
4,3 |
|
SERVIZI |
-0,3 |
-0,4 |
0,3 |
0,9 |
2,4 |
3,1 |
-0,4 |
2,7 |
FONTE: elaborazioni Centro Studi CONFCOMMERCIO su dati
ISTAT
Il realizzarsi di un dato
lievemente più positivo rispetto a quanto registrato dai consumi delle famiglie
residenti è derivato da una ripresa, soprattutto nel secondo trimestre, della
spesa degli stranieri in Italia a cui si è associata una minor dinamicità della
spesa sostenuta dagli italiani all’estero.
Analizzando l’andamento delle singole componenti della spesa sul territorio nazionale si riscontra come la componente più dinamica in entrambi i trimestri sia risultata quella relativa alla domanda per beni semidurevoli, che ha registrato in termini congiunturali una variazione del +2,1% nel primo trimestre e del +1,3% nel secondo.
Tale andamento ha determinato, per questa componente della spesa delle famiglie, una variazione nel primo semestre dell’anno del +4,3% nei confronti dell’analogo periodo del 2005. Evoluzione che ha permesso di recuperare quanto perso rispetto ai livelli di inizio 2004, ma segnala il permanere di un differenziale ancora sensibile rispetto ai valori registrati alla fine del 2000.
Meno favorevole è risultata la
dinamica relativa ai beni durevoli che hanno segnalato nei primi due trimestri
una crescita in termini congiunturali pari al +0,5% ed al +0,8%. Evoluzione che
ha comportato, comunque, nella media del semestre un incremento per questo
segmento di spesa del +4,1% rispetto all’analogo periodo dello scorso anno. In
ridimensionamento è risultata la domanda relativa ai beni non durevoli, che
segnala una crescita molto moderata nel primo trimestre ed una flessione del
–0,7% in termini congiunturali nel secondo. Dati che hanno portato ad una
riduzione del –1,0% per questa tipologia di consumi nel primo semestre del 2006
rispetto al periodo gennaio-giugno 2005.
All’interno di questo comparto
si segnala, peraltro, il permanere di elementi di difficoltà per il segmento
relativo agli alimentari ed alle bevande i cui livelli di consumo risultano
ormai stagnanti da anni.
Nel corso del primo semestre del
2006 è proseguita la fase di moderata espansione della domanda per consumi di
servizi effettuati sul territorio da parte delle famiglie, con variazioni
congiunturali pari al +1,0% ed al +0,7%.
Questa evoluzione ha comportato
nella media del periodo gennaio-giugno 2006 una variazione del +2,7% rispetto a
quanto segnalato nell’analogo periodo dello scorso anno.
La situazione di generalizzata
incertezza che caratterizza ormai da tempo le dinamiche relative alla spesa per
consumi da parte delle famiglie non sembra destinata a subire nei prossimi mesi
sensibili variazioni, è presumibile pertanto che si continuino ad alternare
periodi lievemente più favorevoli a fasi di marcato contenimento della domanda.
Stante questa situazione nel
complesso del 2006 i consumi delle famiglie sono stimati aumentare dell’1,1% e
del +0,8% nel 2007.
A mantenere contenuta la domanda
di consumo da parte delle famiglie dovrebbero contribuire i numerosi elementi
quali:
Ø
incertezza sulle prospettive di sviluppo del Paese;
Ø
scarsa efficacia sul reddito disponibile degli interventi
di rimodulazione delle aliquote più che controbilanciati da una pressione
fiscale in generalizzato aumento;
Ø
il possibile contenuto aumento del costo del denaro che
attraverso un maggior onere sui mutui contratti e su parte degli acquisti
rateizzati potrebbe comprimere ulteriormente la quota a disposizione delle
famiglie per i consumi non «necessari»;
Ø
l’evoluzione del costo dei servizi di pubblica utilità,
soprattutto quelli locali;
Ø
il permanere su livelli elevati delle tariffe energetiche.
Gli investimenti
Nel corso della prima parte del
2006 la dinamica degli investimenti ha segnalato una positiva inversione di
tendenza evidenziando un recupero dei livelli di domanda da parte delle imprese.
Dinamica che sembra, peraltro, aver assunto toni più accentuati nei primi tre
mesi dell’anno ed appare correlata al recupero in atto nel settore dei mezzi di
trasporto.
INVESTIMENTI PER TIPOLOGIA
Variazioni
congiunturali (in %)
|
|
2005 |
|
|
|
2006 |
|
|
|
I Trim. |
II Trim. |
III Trim. |
IV Trim. |
I Trim. |
II Trim |
|
INVESTIMENTI |
-1,4 |
1,9 |
1,1 |
-1,5 |
2,1 |
1,2 |
|
-
Macch. attr. e prod. Vari |
-2,1 |
2,5 |
1,6 |
-2,9 |
2,1 |
0,7 |
|
-
Mezzi di trasporto |
0,3 |
-2,0 |
2,3 |
-1,8 |
5,3 |
9,2 |
|
-
Costruzioni |
-1,2 |
2,1 |
0,4 |
0,0 |
1,4 |
0,1 |
Variazioni
tendenziali (in %)
|
|
2005 |
|
|
|
2006 |
|
2005 |
2006 |
|
|
I Trim. |
II Trim. |
III Trim. |
IV Trim. |
I Trim. |
II Trim. |
I Sem. |
I Sem. |
|
INVESTIMENTI |
-1,7 |
-0,9 |
1,0 |
0,1 |
3,7 |
2,9 |
-1,3 |
3,3 |
|
-
Macch. attr. e prod. vari |
-1,8 |
-1,6 |
1,4 |
-0,9 |
3,3 |
1,5 |
-1,7 |
2,4 |
|
-
Mezzi di trasporto |
-6,1 |
-8,9 |
-0,9 |
-1,3 |
3,7 |
15,5 |
-7,5 |
9,6 |
|
-
Costruzioni |
-0,7 |
1,5 |
0,9 |
1,4 |
4,0 |
1,9 |
0,4 |
3,0 |
FONTE: elaborazioni Centro Studi Confcommercio
su dati Istat
Per questa componente si è
riscontrata in termini congiunturali una variazione particolarmente sostenuta
sia nei primi tre mesi (+5,3%) che nel periodo aprile-giugno (+9,2%),
evoluzione che ha comportato nel primo semestre dell’anno una crescita,
rispetto all’analogo periodo del 2005, del +9,6%.
Più contenuta è risultata la
tendenza al recupero nel settore degli investimenti in macchine ed
attrezzature, riflettendo le incertezze che ancora dominano tra gli operatori
economici circa le prospettive di sviluppo del Paese. Le dinamiche registrate
nei primi due trimestri e che segnalano una crescita in termini congiunturali
pari rispettivamente al +2,1% ed al +0,7% hanno, infatti, determinato una
variazione nel primo semestre dell’anno, del +2,4%.
Meno sostenuta, rispetto a
quanto registrato dalle altre voci di investimento, è risultata la dinamica
degli investimenti in costruzioni che, nel periodo aprile-giugno 2006, hanno
registrato una variazione del +0,1% in termini congiunturali ed un deciso
ridimensionamento della crescita su base annua (dal +4,0% del primo trimestre
al +1,9% del secondo.
Tale evoluzione riflette
essenzialmente l’indebolimento della domanda per abitazioni, conseguenza di
prospettive di contenuto ridimensionamento, nel medio periodo, del mercato
immobiliare data anche la presenza di condizioni meno favorevoli sul versante
dei mutui.
Relativamente alle prospettive nel
breve medio periodo si evidenzia come la tendenza al recupero dei livelli della
domanda di investimento nel complesso, potrebbe mostrare nei prossimi mesi una
lieve decelerazione, con una crescita stimata nella media del 2006 nell’ordine
del +2,5% e nel 2007 del +2,1%
Tali andamenti dovrebbero
riflettere il permanere di incertezze sul versante delle prospettive di
sviluppo del paese, gli effetti di una politica monetaria più restrittiva e le
possibili conseguenze sulla attività di investimento delle imprese di alcune
misure contenute nella Legge Finanziaria, quali il trasferimento del 50% del
TFR.
I prezzi
Nonostante le forti pressioni
registrate negli ultimi mesi sul versante delle materie prime energetiche
l’inflazione italiana ha continuato a registrare nei primi nove mesi del 2006
una sostanziale stabilità, attestandosi nel periodo su valori prossimi al 2,2%.
Il recente attenuarsi delle
tensioni sui prezzi del petrolio ha peraltro prodotto nel mese di settembre del
2006, per la prima volta dal luglio del ’96, un decremento dell’inflazione su
base mensile portando la variazione dell’indice generale su base annua al
+2,1%.
Va, comunque, sottolineato come la componente energetica continui a
svolgere, nel nostro Paese ,un ruolo inflazionistico in considerazione di un
sistema di determinazione del prezzo dei beni amministrati che tende a
registrare con un certo ritardo le dinamiche a monte.

In linea generale le tendenze più recenti registrate sul versante dei
prezzi al consumo segnalano un quadro caratterizzato da una relativa
tranquillità.
La tendenziale ripresa dei prezzi dei prodotti alimentari risulta,
infatti, determinata oltre che da condizioni settoriali peculiari, come nel
caso degli olii e delle patate, dagli effetti del confronto con un periodo in
cui si erano registrate diminuzioni. Situazione che porta ad ipotizzare come
l’evoluzione degli ultimi mesi sia da ricondursi essenzialmente ad un contenuto
riposizionamento dei prezzi a tutte le fasi di commercializzazione.
INDICE DEI PREZZI AL CONSUMO
PER L'INTERA COLLETTIVITA' PER TIPOLOGIA
Variazioni percentuali sul
periodo corrispondente
|
|
2006 |
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
Gen. |
Feb |
Mar |
Apr |
Mag |
Giu |
Lug |
Ago |
Set |
Gen- Set |
|
Indice generale |
2,2 |
2,1 |
2,1 |
2,2 |
2,2 |
2,3 |
2,2 |
2,2 |
2,1 |
2,2 |
|
Beni alimentari |
1,1 |
0,9 |
1,1 |
0,9 |
1,1 |
1,3 |
1,8 |
2,2 |
2,3 |
1,4 |
|
Alimentari lavorati |
1,1 |
1,3 |
1,5 |
1,8 |
1,9 |
2,0 |
2,2 |
2,3 |
2,3 |
1,8 |
|
Alimentari non lavorati |
0,9 |
0,5 |
0,1 |
-0,2 |
-0,1 |
0,5 |
1,3 |
2,0 |
2,6 |
0,8 |
|
Beni energetici |
10,8 |
10,8 |
9,7 |
9,4 |
10,7 |
10,6 |
10,5 |
10,5 |
5,9 |
9,9 |
|
Energetici regolam. |
9,1 |
9,5 |
10,0 |
11,4 |
10,5 |
10,4 |
12,5 |
12,8 |
12,7 |
11,0 |
|
Altri energetici |
12,2 |
11,8 |
9,3 |
8,1 |
10,6 |
10,7 |
8,9 |
8,7 |
1,3 |
9,0 |
|
Tabacchi |
3,7 |
6,4 |
6,7 |
6,6 |
6,6 |
6,6 |
6,5 |
6,4 |
6,4 |
6,2 |
|
Altri beni |
1,1 |
1,2 |
1,1 |
1,1 |
0,8 |
1,0 |
0,8 |
0,8 |
0,8 |
1,0 |
|
Beni durevoli |
0,8 |
1,0 |
0,9 |
1,1 |
1,2 |
1,2 |
1,1 |
0,9 |
1,1 |
1,0 |
|
Beni non durevoli |
0,9 |
1,0 |
0,8 |
0,5 |
0,3 |
0,2 |
-0,3 |
-0,5 |
0,0 |
0,3 |
|
Beni semidurevoli |
1,3 |
1,2 |
1,3 |
1,2 |
1,0 |
1,1 |
1,1 |
1,3 |
1,3 |
1,2 |
|
Beni |
2,1 |
2,2 |
2,1 |
2,0 |
2,2 |
2,3 |
2,1 |
2,3 |
2,1 |
2,2 |
|
Beni di largo consumo |
0,9 |
0,9 |
0,9 |
1,0 |
1,1 |
1,3 |
1,7 |
2,1 |
2,3 |
1,4 |
|
Beni non di largo consumo |
2,7 |
3,0 |
2,6 |
2,5 |
2,8 |
2,7 |
2,6 |
2,5 |
2,0 |
2,6 |
|
Servizi |
2,3 |
2,2 |
2,1 |
2,4 |
2,3 |
2,1 |
2,0 |
2,0 |
2,2 |
2,2 |
|
Servizi non regolam. |
2,2 |
2,3 |
2,2 |
2,5 |
2,3 |
2,2 |
2,1 |
2,1 |
2,2 |
2,2 |
|
Servizi regolam. |
1,3 |
1,4 |
1,4 |
1,4 |
1,3 |
1,2 |
1,3 |
1,3 |
1,6 |
1,4 |
|
Servizi a regolam. locale |
4,0 |
4,2 |
4,1 |
4,1 |
3,4 |
2,8 |
2,8 |
2,7 |
2,8 |
3,4 |
|
Servizi a regolam. nazionale |
0,1 |
0,2 |
0,1 |
0,1 |
0,4 |
0,4 |
0,5 |
0,6 |
0,9 |
0,4 |
|
Inflazione netto energetici |
1,6 |
1,7 |
1,7 |
1,7 |
1,7 |
1,7 |
1,6 |
1,6 |
1,8 |
1,7 |
FONTE: elaborazioni Centro Studi Confcommercio
su dati Istat
Queste tendenze hanno peraltro determinato una ripresa delle dinamiche inflazioniste per l’intero complesso dei beni di largo consumo tornati a registrare dopo un biennio tassi di crescita superiori al 2%.
Per quanto concerne gli altri beni e servizi si segnala il permanere su livelli abbastanza contenuti delle dinamiche dei prezzi nel segmento dell’abbigliamento (+1,3% tendenziale a settembre), dei mobili ed articoli per la casa (+1,5%) ed il permanere di una tendenza riflessiva nel settore delle comunicazioni (-3,4%).
Il quadro di insieme lascia
presupporre come l’inflazione italiana dovrebbe continuare a risultare
attestata anche nei prossimi mesi su valori prossimi al 2%, per scendere al di
sotto di questa soglia nei primi mesi del prossimo anno.
Su questi andamenti pesano peraltro
le incognite relative ai reali andamenti dei prezzi delle materie prime
petrolifere sui mercati internazionali, che potrebbero, nonostante le minori
pressioni sulla domanda conseguenti al ridimensionamento atteso nelle dinamiche
produttive di alcuni Paesi, evidenziare ancora una certa volatilità al rialzo e
gli andamenti dei tassi di cambio.
La finanza pubblica
La tendenza al miglioramento del quadro macroeconomico registrata nel primo semestre del 2006 ha interessato anche la finanza pubblica come segnala il netto ridimensionamento del fabbisogno del settore statale nei primi nove mesi dell’anno rispetto a quanto registrato nell’analogo periodo del 2005 (44,4 miliardi di euro a fronte dei 69 registrati lo scorso anno). Su questo versante permangono comunque molti elementi di preoccupazione legati essenzialmente al carattere strutturale o meno di alcune dinamiche recenti ed agli effetti sul sistema delle misure contenute nella legge finanziaria recentemente presentata dal Governo.

In particolare, come è già emerso nel corso del 2006, il riequilibrio dei conti pubblici italiani continua a passare prevalentemente per incrementi delle entrate più che per contenimenti delle spese, soprattutto quelle di parte corrente.
Nel complesso dei primi otto mesi dell’anno il fabbisogno del settore statale ha, infatti, registrato un incremento di oltre 32,4 miliardi di euro sul versante delle entrate (+12,8%) a fronte di una crescita delle spese pari ad oltre 14,4 miliardi (+4,7%) al cui interno si registra peraltro un aumento delle spese per interessi.
Questi andamenti sono confermati
anche dalle dinamiche registrate dal complesso dei conti economici delle
Amministrazioni Pubbliche nel primo semestre del 2006.
Il generalizzato miglioramento della situazione finanziaria
sintetizzato dalla decisa riduzione, rispetto a quanto registrato nel primo
semestre del 2005, del rapporto indebitamento/PIL (2,5% in luogo del 5,1%) e
dal ritorno su valori positivi dell’avanzo primario, +1,7% a fronte del –0,2%
del primo semestre dello scorso anno, è stato determinato essenzialmente dal
positivo andamento delle entrate. Nel complesso del primo semestre queste
ultime sono cresciute del +8,4% e sono arrivate a rappresentare il 43,2% del
PIL. A tale andamento si è contrapposta una evoluzione della spesa che, seppure
nel complesso non risulta particolarmente dinamica (+2,9% rispetto al primo
semestre del 2005), evidenzia al suo interno forti elementi di criticità.
In particolare si segnala il
sensibile aumento registrato dalle spese per redditi da lavoro dipendente
(+7,9% nel complesso del periodo gennaio-giugno 2006) ed il permanere su
livelli elevati della crescita delle spese per prestazioni sociali in denaro
(+4,4%).
Evoluzione che ha determinato il permanere del rapporto tra uscite e PIL su livelli superiori al 46%, a segnalare le difficoltà strutturali di controllo delle amministrazioni pubbliche sul versante delle spese.
ENTRATE ED USCITE DELLE AMMINISTRAZIONI PUBBLICHE
Variazioni
sul periodo corrispondente in percentuale
|
|
2005 |
|
|
|
2006 |
|
2005 |
2006 |
|
|
I Trim. |
II Trim. |
III Trim. |
IV Trim. |
I Trim. |
II Trim |
I Sem. |
I Sem. |
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
Uscite
correnti |
3,9 |
1,5 |
1,6 |
4,3 |
1,8 |
4,9 |
2,7 |
3,3 |
|
Interessi |
4,4 |
5,4 |
-6,1 |
-3,9 |
-6,1 |
-1,2 |
4,9 |
-3,5 |
|
Uscite in conto capitale |
-1,0 |
-0,2 |
11,8 |
7,4 |
-6,9 |
1,1 |
-0,6 |
-2,4 |
|
USCITE TOTALI |
3,5 |
1,4 |
2,4 |
4,5 |
1,1 |
4,6 |
2,4 |
2,9 |
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
Entrate correnti |
3,1 |
0,8 |
3,7 |
2,2 |
6,4 |
10,1 |
1,9 |
8,4 |
|
Entrate in conto capitale |
52,3 |
-86,4 |
240,8 |
-54,5 |
21,2 |
-25,9 |
-70,5 |
1,9 |
|
ENTRATE TOTALI |
3,4 |
-2,6 |
4,7 |
0,9 |
6,5 |
9,9 |
0,1 |
8,3 |
FONTE: elaborazioni Centro Studi CONFCOMMERCIO su dati
ISTAT
INDICATORI DI FINANZA PUBBLICA
Valori percentuali
|
|
2005 |
|
|
|
2006 |
|
2005 |
2006 |
|
|
I Trim. |
II Trim. |
III Trim. |
IV Trim. |
I Trim. |
II Trim |
I Sem. |
I Sem. |
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
USCITE TOTALI/PIL |
46,9 |
45,9 |
44,5 |
55,1 |
45,8 |
46,3 |
46,4 |
46,1 |
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
ENTRATE TOTALI/PIL |
39,2 |
43,4 |
41,7 |
51,0 |
40,3 |
46,0 |
41,3 |
43,2 |
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
INDEBITAMENTO/PIL |
-7,7 |
-2,5 |
-2,8 |
-4,2 |
-5,5 |
-0,3 |
-5,1 |
-2,9 |
|
SALDO PRIMARIO/PIL |
-3,0 |
2,4 |
1,7 |
0,5 |
-1,2 |
4,4 |
-0,2 |
1,7 |
FONTE: elaborazioni Centro Studi CONFCOMMERCIO
su dati ISTAT
A questi dati che, seppure meno
negativi rispetto a quanto registrato nei periodi più recenti, continuano ad
evidenziare una situazione fortemente critica, si associa una evoluzione del
debito pubblico in continua e costante crescita con un valore a luglio di poco
superiore ai 1.591 miliardi di euro.
Il quadro che emerge presenta peraltro alcune incertezze correlate al carattere strutturale di alcune dinamiche emerse nei mesi più recenti che hanno favorito il miglioramento dei conti pubblici, soprattutto sul versante delle entrate.
D’altra parte è proprio sul versante della finanza pubblica e sugli effetti delle misure contenute all’interno della Legge Finanziaria che si concentrano le maggiori perplessità sulle dinamiche attese nel 2007.
Al di là della reale efficacia sulle grandezze finanziarie delle misure predisposte, una cui valutazione più puntuale potrà essere data solo dopo l’iter parlamentare, vi sono molte preoccupazioni sui possibili effetti sulla crescita.
Il forte sbilanciamento sul versante delle entrate, con un ulteriore aumento della pressione fiscale, rischia, infatti, di produrre effetti negativi soprattutto sul versante della domanda interna per consumi da parte delle famiglie non adeguatamente controbilanciati da un miglioramento della domanda di investimenti da parte delle imprese con un inevitabile impatto negativo sulla finanza pubblica.
A questo si uniscono le preoccupazioni circa le possibili decisioni sul versante della politica monetaria della BCE che potrebbe, con un atteggiamento ulteriormente restrittivo, aggravare la già complessa situazione italiana.
Il recente disegno di legge
Finanziaria, presentato dal Governo da qualche settimana e sottoposto all’esame
del Parlamento, si articola su una corposa manovra di politica fiscale, diretta
per una parte alla correzione dell’indebitamento netto delle Amministrazioni
pubbliche, e per la rimanente parte sotto forma di misure di sostegno alla
crescita e allo sviluppo.
Sul piano quantitativo, l’entità
della manovra è considerevole, si tratta di quasi 35 miliardi di euro, seconda
per dimensione solo a quella del 1992.
Con molta enfasi, il Governo ha
sottolineato che questi provvedimenti consentono di realizzare simultaneamente
tre ambiziosi obiettivi: rigore, equità e sviluppo, senza imporre nuove tasse,
reperendo le risorse attraverso un sensibile recupero di efficienza
nell’attività di riscossione dei tributi e destinando buona parte di queste
risorse allo sviluppo.
La realtà, tuttavia, è molto
diversa, al di là degli esercizi di semantica contabile mediante i quali il
Governo ha cercato di far passare come “misure di redistribuzione” del reddito,
“vincolo sui saldi”, “compartecipazione dinamica dell’IRPEF”, “miglioramento
dell’efficienza della macchina tributaria”, “trasferimento del TFR inoptato”,
“adeguamento aliquote contributive”, “ridisegno di aliquote e scaglioni IRPEF”,
“rimodulazione di imposte ipotecarie e catastali”, quelli che sono puri e
semplici incrementi del gettito tributario e contributivo.
Le Maggiori Entrate Della Manovra Nella Finanziaria
2007
(miliardi di euro correnti salvo diversa
indicazione)
|
|
Governo |
Banca d’Italia |
Isae |
Conf-commercio |
|
Revisione IRPEF, successioni,
redditi da capitale, etc. |
3,9 |
3,4 |
3,2 |
3,9 |
|
Aumento efficienza entrate
(evasione/elusione, studi di settore, etc.) (1) |
- |
7,7 |
7,8 |
5,3 |
|
EE.LL. (vincolo sui saldi,
compartecipazione IRPEF, imposta di scopo, etc.) (2) |
- |
- |
- |
2,2 |
|
Sanità (compartecipazioni,
aumenti IRAP/IRPEF, etc.) |
1,8 |
0,1 |
0,1 |
1,8 |
|
|