LA
QUESTIONE DEI CONSUMI IN ITALIA
DAL 1970
AD OGGI
- Ufficio Studi Confcommercio -
DAL 1970 AD OGGI, AUMENTATA DEL
52% LA QUOTA DI SPESA PER AFFITTI E SPESE OBBLIGATE SUL TOTALE DEI CONSUMI DI
UNA FAMIGLIA
SI COMPRANO MENO BENI E, TRA I
SERVIZI, PREVALGONO QUELLI OBBLIGATI
IN CRESCITA LA QUOTA DI SPESA
PER L’AGGREGATO TEMPO LIBERO-VACANZE-MOBILITA’
IN DIMINUZIONE QUELLA PER CURA
DEL SE’-ABITAZIONE-PASTI IN CASA/FUORI CASA
I modelli di consumo nel nostro
paese sono cambiati radicalmente nel corso degli ultimi 30 anni. Sono oggi più
complessi, e anche confusi. Con ciò si intende che non è più possibile operare
una classificazione delle strutture di consumo per gruppi o classi di
consumatori sulla base delle sole variabili socio-economico-demografiche. Fino
agli anni settanta, più o meno, si poteva individuare una struttura prevalente
dei consumi che procedeva in una certa direzione con lo sviluppo della fascia
di reddito.
Si consolidava una piramide dei
consumi che aveva alla base le spese fondamentali e in cima i cosiddetti
consumi di lusso (dove per consumi di lusso si potevano identificare intere
categorie e non già prodotti o singole marche). Ma lo sviluppo del reddito
negli anni settanta e ottanta, il successivo processo di accumulazione di ricchezza
liquida o immobiliare, la diffusione del credito al consumo e, soprattutto, per
gli anni che vanno dal 1990 a oggi, la stagnazione della crescita e
l’espansione delle spese obbligate - affitti, mutui, luce, acqua, gas,
carburanti, spese bancarie e assicurative – hanno rimescolato profondamente gli
scenari microeconomici. Con il risultato che, se negli anni ‘70 una famiglia
aveva una quota di spesa per affitti e spese obbligatorie pari al 24,7% del
totale dei suoi consumi, nel triennio 2007-09 questa quota arriva a quasi il
40%.
Il riflesso per il commercio è
immeditato: una compressione dei consumi commercializzabili cui non fa da
controparte una terziarizzazione apprezzabile della spesa delle famiglie.
Coerentemente con le elasticità
al reddito, che rivelano i potenziali movimenti dei consumatori nell’ipotesi
che essi siano liberi di spendere risorse disponibili aggiuntive, le aree di
spesa complementari alla fruizione di tempo libero, domestico o outdoor, sono
cresciute un po’ di più della media dei consumi.
Tende a ridursi nel tempo, in
termini reali, la somma delle tre macrofunzioni più importanti - cioè cura del
sé, abitazione e pasti in casa e fuori casa - che dal 75% circa degli anni ‘90
si riduce a poco più del 70% nel triennio 2007-2009. Per converso, cresce la
quota delle rimanenti macrofunzioni - vale a dire tempo libero, vacanze e
mobilità - portandosi dal 25% circa degli anni ‘90 a quasi il 30% nel triennio.
Per la voce “vacanze” in particolare, va però fatta una precisazione e cioè che
la quota di spesa, in crescita dal 1970 ad oggi, significa che non attraiamo
stranieri ad alta capacità di spesa nel nostro paese e andiamo più all’estero
per le vacanze.
È evidente quindi che tra queste
due principali aggregazioni di consumi esiste una sensibile differenza di
velocità nella crescita, che conduce ad un effetto-sostituzione all’interno dei
gruppi e tra i gruppi.

|
Anni |
Commercializzabiliin senso stretto* |
Altri consumi commercializzabili* |
Servizi non obbligati* |
Consumi obbligati* |
Fitti imputati |
Totale |
|
|
|
|
|
|
|
|
|
1970 |
55,8 |
3,4 |
16,1 |
19,3 |
5,4 |
100,0 |
|
1980 |
53,0 |
4,7 |
14,9 |
22,3 |
5,1 |
100,0 |
|
1990 |
46,0 |
5,6 |
18,3 |
22,6 |
7,5 |
100,0 |
|
2000 |
39,4 |
5,9 |
20,6 |
23,9 |
10,3 |
100,0 |
|
2007 |
36,5 |
5,4 |
21,0 |
25,0 |
12,2 |
100,0 |
|
2008 |
36,3 |
5,2 |
21,0 |
25,1 |
12,4 |
100,0 |
|
2009 |
36,2 |
5,2 |
21,0 |
25,0 |
12,6 |
100,0 |
·
Tra i commercializzabili in senso stretto:
abbigliamento, alimentare, elettrodomestici, articoli per la casa, ecc.
·
Tra gli altri commercializzabili: auto,
farmaci, ecc.
·
Tra i servizi non obbligati: vacanze, pasti
fuori casa, ecc.
·
Tra i consumi obbligati: bollette,
assicurazioni, mutui, ecc.