
Gli alberghi italiani sono primi in Europa e terzi nel mondo per numero
di camere, e mantengono il primato europeo anche per il numero annuo di
pernottamenti. Il fatturato annuo è di circa 29 miliardi di euro, tra diretto
ed indotto. Sono i principali dati contenuti nel ‘Rapporto sul Sistema
Alberghiero in Italia’ presentato a Venezia a conclusione della 55^ Assemblea
Generale Ordinaria della Federalberghi e realizzato con il supporto
tecnico-scientifico della società Mercury.
Ma entriamo nel dettaglio. Gli alberghi a 5 stelle in Italia dal 1990 ad
oggi sono passati da 106 a 197, quelli a 4 stelle da 1.707 a 3.222 e quelli a 3
stelle da 9.423 a 15.776. Il 75% degli oltre 33mila alberghi nazionali sono
aperti tutto l’anno. Il 42% (media nazionale) dispone di un sito Internet, il
33% ha a disposizione un centro benessere, il 22% ha una piscina, il 33% ha
l’aria condizionata in camera. Inoltre, dell’intero parco alberghiero nazionale
(33.480), solo il 2% appartiene a catene alberghiere internazionali (pari a 660
strutture), il 4% fa capo a catene alberghiere famigliari (pari a 1.350
strutture) ed il restante 94% (pari a 31.400 strutture) è costituito da imprese
singole.
La Wto, l’organizzazione mondiale del turismo, valuta che nel 2004 nel
mondo ci siano stati 760 milioni di arrivi per turismo, che hanno prodotto 3,2
miliardi di pernottamenti
Nel mondo turisticamente organizzato esistono 17 milioni di camere
alberghiere e più di un quarto sono concentrate negli Usa. Per l’esattezza gli
Usa raccolgono 4,4 milioni di camere e l’Italia 1 milione. Ma se consideriamo
che gli Stati Uniti (293 milioni di abitanti) hanno un rapporto di 1 camera
d’albergo ogni 66 abitanti, il nostro Paese (con 57 milioni di abitanti)
registra la migliore performance con 1 camera ogni 57 abitanti. Siamo i primi
al mondo, insomma.
In Europa l’Italia è leader per l’offerta alberghiera con il 18,8% di
quota in termini di camere, il 16,7% in termini di alberghi ed il 19% in
termini di posti letto. Dietro di noi troviamo la Germania (16,7% quota di
camere), la Spagna (13,9%) e la Francia col Regno Unito (11,3%). Nei
pernottamenti siamo sempre primi a livello europeo con 229 milioni di
pernottamenti rispetto ai 228 milioni della Spagna, ai 189,5 della Germania, ai
184,8 della Francia ed ai 178,5 del Regno Unito.
Nel giro di quasi tre lustri gli alberghi in Italia sono passati da
36.166 unità a 33.480.
Nonostante questo calo in termini assoluti lo spostamento di
classificazione verso l’alto è stato un fenomeno marcato e generale. Dai 106
alberghi a 5 stelle del 1990 si è passati a 197. Dai 1.707 alberghi a 4 stelle
si è passati a 3.222. Dai 9.423 alberghi a 3 stelle si è giunti a 15.776.
Considerando poi la ricettività in termini regionali, la Regione leader per
camere è l’Emilia Romagna con il 15,3% di quota di mercato, seguita dal Veneto
con il 10,2%, poi dalla Lombardia con l’8,6%, dalla Toscana con l’8,3%, dalla
Provincia di Bolzano con il 7,3% e dal Lazio con il 7,1%. Per numero di
alberghi, invece, la prima posizione rimane dell’Emilia Romagna (14,4%),
seguita da Bolzano (13,2%), dal Veneto (9,3%), dalla Toscana (9%) e dalla
Lombardia (8,6%). Il numero complessivo di alberghi italiani per macroarea
geografica vede questa disposizione: Nord-Ovest con 6.518 strutture, Nord-Est
con 14.725 strutture, Centro con 6.422 strutture e Sud ed Isole con 5.815
strutture.
Il numero maggiore di pernottamenti alberghieri ed extralberghieri degli
stranieri in Italia lo registra il Veneto con quasi 31 milioni, seguito dalla Toscana
con 17,6 milioni, quindi da Bolzano con 16,4 milioni. Venendo alla clientela
italiana il record di pernottamenti se lo aggiudica l’Emilia Romagna con 28
milioni seguita dal Veneto con 24 milioni, quindi la Toscana con 19,2 milioni e
la Lombardia con 13,8 milioni.
Inquadrando il fenomeno a livello di macroarea geografica troviamo il
Nord-Est con 64 milioni di pernottamenti di stranieri e 76,1 milioni di
pernottamenti di italiani, a seguire il Centro con 35,2 milioni di
pernottamenti di stranieri e 45 milioni di italiani, il Nord-Ovest con 20,9
milioni di stranieri e 32,3 milioni di italiani ed il Sud e le Isole con 19,6
milioni di stranieri ma addirittura 51,3 milioni di italiani.
Limitando il discorso alla clientela alberghiera, troviamo per classificazione
i seguenti risultati relativi ai pernottamenti: alberghi a 5 e 4 stelle con
32,9 milioni di stranieri e 30,9 milioni di italiani, alberghi a 3 stelle 47,2
milioni di stranieri e 78,3 milioni di italiani, alberghi a 2 ed 1 stella 13,9
milioni di stranieri e 26 milioni di italiani.
Dei 33.480 alberghi italiani circa il 75% rimane aperto tutto l’anno
(pari a 25.000 imprese). La Regione che percentualmente registra il numero
maggiore di alberghi con apertura stagionale è l’Emilia Romagna con addirittura
il 58,4% della quota di aziende presenti sul territorio. Seguono in classifica
le Marche (37%), la Calabria (36,8%), la Sardegna (32,3%), il Veneto (31,4%) e
la Puglia (30,8%).
Il Rapporto, infine, dà conto delle prime proiezioni dell’Istat
sull’andamento del turismo nel 2004. I dati evidenziano un calo dell’1,4% del
movimento turistico in Italia tra stranieri ed italiani. Nei pernottamenti
l’area del Nord-Ovest registra un -2,7%, l’area del Nord-Est solo un -0,4%, il
Centro un -3,7%, stabili Sud ed Isole. Tra le provenienze dall’estero si
prevede un -4,4% di tedeschi, un -4,1% di inglesi, un -3,7% di francesi, un
-3,7% di austriaci, un -6,6% di turisti dai Paesi Bassi, un -4,3% di svizzeri
ed un -1% di giapponesi. Unica nota positiva sarebbero gli statunitensi con un
+12%.
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