
Turismo: 2003 tra luci ed ombre, cauto ottimismo per il 2004
Per il turismo il 2003 è stato un anno con luci ed ombre. La difficile congiuntura nazionale e le tensioni internazionali, ma anche la Sars e gli eccezionali mutamenti climatici hanno sicuramente influito sulle scelte degli italiani in termini di consumi e di destinazioni, e sui flussi degli stranieri. Per l’anno in corso, invece, il clima è di cauto ottimismo. Sono queste, in estrema sintesi, le indicazioni emerse nella conferenza stampa organizzata da Confturismo - l’organismo di rappresentanza del settore costituito da sette organizzazioni di categoria aderenti a Confcommercio – tenutasi a Milano alla vigilia dell’inaugurazione della Bit 2004. Ma entriamo nel dettaglio, cominciando dal consuntivo 2003.
Negli alberghi la flessione è stata dell’1,5%
(3.400.000 presenze in meno rispetto al 2002), dovuta al crollo degli arrivi
dall’estero, diminuiti del 4,8% a fronte di una domanda da parte degli italiani
aumentata dell’1%. Sono stati soprattutto gli alberghi situati nelle città
d’arte (-4,8%), nelle località montane (-4,3%) e nelle città d’affari
(-3,4%) a subire il contraccolpo di questa situazione,
mentre al mare l’incremento è stato dell’1,7%. Tuttavia, nonostante i suoi
segni negativi, il turismo alberghiero del 2003 occupa il quarto posto nella
graduatoria degli ultimi undici anni.
Anche nel comparto dei pubblici
esercizi il 2003 si è chiuso in rosso per bar, ristoranti e
discoteche. La bassa propensione al consumo da parte delle famiglie residenti e
la flessione della spesa dei turisti stranieri ha fatto registrare un calo del
valore aggiunto stimabile nell’1%. Più consistente la flessione dei ristoranti
(-1,8%), mentre per il canale bar il 2003 è stato archiviato sui livelli
dell’anno precedente. Negativi i risultati del mondo delle discoteche (-4%). La
stagione turistico-balneare 2003, invece, cominciata sotto i migliori auspici,
si è conclusa positivamente per le imprese balneari: un buon afflusso di
turisti sulle nostre spiagge a giugno (+10%), agosto (+10%) e settembre (+5%),
con una flessione solo nel mese di luglio (-5%).
Per le
agenzie
di viaggio il 2003 ha avuto un andamento altalenante. L’anno appena
trascorso è stato caratterizzato da una modesta ripresa, che soprattutto in
alcuni segmenti e in alcuni periodi si è manifestata palesemente, facendo
sperare al meglio, e alcune pause, rispetto all'anno precedente, che hanno
fortemente deluso gli operatori. Dopo il successo della stagione invernale
(settimane bianche) e il buon avvio della stagione con i ponti primaverili, è
stata registrata una forte stasi nel periodo pre-estivo che ha avuto soltanto
in agosto un recupero, facendo registrare picchi, soprattutto per il turismo
balneare, come non succedeva da qualche anno. Maggiori le partenze degli italiani rispetto agli
arrivi degli stranieri (+2,9% le spese degli italiani all’estero contro un
–2,6% per quelle degli stranieri in Italia); tra le mete preferite le capitali
europee e le destinazioni esotiche (Messico, Mauritius, Seychelles e Mar rosso
in testa); boom delle crociere che in dieci anni hanno registrato un aumento
del 200% come tipologia di vacanza.
Sempre nella stagione 2003 sono stati circa 7 milioni gli
ospiti dei campeggi e villaggi turistici italiani, per un totale di circa
63 milioni di presenze. Tuttavia, la stagione 2003 ha fatto registrare un lieve
calo della domanda rispetto al 2002 (-3% in media nazionale con alcune punte
negative fino al –5% sulla costa adriatica). La forte congiuntura economica,
caratterizzata da una contrazione crescente della propensione al consumo, ha
influito soprattutto sul mercato interno che rappresenta il 60% circa del
totale della domanda di turismo open air. D’altro canto il flusso di incoming è
stato penalizzato da una scarsa o minore domanda degli ospiti tedeschi (circa
il 50% del totale della domanda estera proviene dalla Germania).
Rivolgendo
ora lo sguardo
al 2004, un sondaggio effettuato per Confturismo da Cirm indica che
il 75,4% degli intervistati è potenzialmente propenso ad effettuare un periodo
di vacanza nei prossimi mesi e che per il 61% il rischio attentati influirà
“poco o nulla” nella scelta della meta delle loro vacanze. Clima di cautela
quindi, ma non di vera preoccupazione: ad oggi il 52,4% del campione è certo
non solo di fare una vacanza, ma anche sulla scelta della meta: l’Italia per il
37,8%, l’estero per il 14,6%. Pure quest’anno la maggioranza degli italiani
farà le ferie al mare (43%), anche se cresce l’interesse per il viaggio
culturale all’estero (14,6%) e per le città d’arte italiane (14,4%); da parte
sua la montagna non è da meno attirando il 13,9% degli intervistati.
I vacanzieri si spostano principalmente organizzandosi da soli (37,5%) oppure affidandosi ai servizi di un tour operator (20,3%); non mancano “i pigri”, che dichiarano di delegare al partner la preparazione del viaggio (21,6%). Infine, il sondaggio fa sapere che il 51% degli intervistati dichiara che spenderà quanto lo scorso anno per le sue prossime vacanze, il 12,4% pensa di spendere meno e il 21,6% di più.
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