
Bocca: “le imprese vogliono il Ministero delle politiche
turistiche”
Se, paradossalmente, si potesse promuovere un referendum
per la creazione di un Ministero delle politiche turistiche si otterrebbero
percentuali bulgare, con un’adesione plebiscitaria delle imprese, la piena
solidarietà dei lavoratori e dei consumatori, la partecipazione delle
amministrazioni locali più consapevoli e la condivisione di molti politici. Ad
esserne convinto è il presidente di Confturismo, Bernabò Bocca, che ne ha
parlato alla Conferenza del turismo ai Magazzini del cotone a
Genova.
“Il turismo è o non è il petrolio
dell'Italia?”, si è chiesto Bocca. “Io credo - ha aggiunto - che nessun Paese
arabo faccia a meno di una forte autorità di governo centrale per la
politica del petrolio. Senza rimettere in discussione
l’assetto delle competenze istituzionali in materia di turismo, perché
non darci allora uno strumento come quello che l’agricoltura si è data dopo il
referendum del 1993 che ha portato alla costituzione del Ministero per le
Politiche agricole e forestali? Non si tratta di far rientrare dalla finestra
quello che è uscito dalla porta, ma di garantire al Paese, alle Regioni e alle
imprese la possibilità di avere un vero ed efficace indirizzo e coordinamento.
Siamo certi che oggi esistono le condizioni perché questo sogno diventi realtà;
in questi due giorni, da più parti, questa esigenza è stata rappresentata con
forza”.
Bocca ha poi avanzato altre richieste: eliminare o ridurre
il differenziale di aliquote Iva rispetto ai nostri competitori europei;
ripensare gli aggravi dei canoni demaniali e le tasse sui biglietti aerei;
investire su comparti ad alto potenziale come il turismo
congressuale; defiscalizzare l’innovazione tecnologica.
Quanto alla riforma dell’Enit, il presidente di
Confturismo ha sostenuto che per le imprese è necessaria la creazione di una
sola entità pubblica per la promozione della filiera turistica, con la
partecipazione prevalente delle Regioni, ma sostanziale delle imprese e con
risorse finanziarie almeno pari a quelle dei competitori. “La riforma dell’Enit
- ha concluso Bocca - non è però sufficiente a risolvere i problemi del turismo. Serve
soprattutto un soggetto autorevole di riferimento, una politica organica di
settore e una capacità nazionale di gestire il prodotto e la sua qualità. La
soluzione semplice esiste, è sotto gli occhi di tutti”.
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