
Il
presidente del Sib, Riccardo Scarselli, ha annunciato che, dopo
l’aumento dei canoni demaniali del 250% previsto a partire dal 2004, dal primo
luglio potrebbe scattare la serrata nei diecimila stabilimenti balneari
aderenti al Sindacato italiano balneari. “Vogliamo lavorare con tranquillità -
ha detto Scarselli - senza subire le rivendicazioni da parte di chi ha gestito,
male, per anni, il demanio marittimo. Non vogliamo essere imprenditori di serie
B, non vogliamo ulteriori balzelli. Un tempo eravamo un sindacato di bagnini,
oggi lo siamo di imprenditori. Non siamo i vassalli di un sistema”. “Quest’anno
poi - ha proseguito Scarselli - siamo già penalizzati da un inizio della
stagione estiva non esaltante a causa sia del tempo incerto sia della
recessione turistica in atto, malgrado molti dei nostri associati abbiamo
ampliato e qualificato la propria offerta dei
servizi di
spiaggia”. Edi Sommariva, direttore generale della Fipe, ha spiegato che
“il governo, nell’ultima finanziaria, ha deciso che il gettito complessivo del settore deve arrivare a 140 milioni di euro ma non ha detto a quanto ammonta il gettito attuale”. “Secondo nostri calcoli - ha proseguito Sommariva - attuando le tariffe già in vigore si dovrebbe ricavare un gettito superiore. Dunque, qualcuno non paga, mentre l’aumento si riverserà su coloro che già oggi pagano”. Il Sib chiede di accertare quante siano complessivamente le concessioni in vigore in Italia: undicimila sarebbero quelle
ufficiali
mentre dodicimila sono quelle ancora da accertare. “Sappiamo anche - ha
aggiunto Sommariva - che alcune licenze sono state rilasciate senza il
pagamento del
canone”. Il
sindacato chiede quindi l’immediata costituzione di un comitato tecnico per
arrivare ad una proposta che, attraverso la perequazione dei dati reali
attinenti l’effettivo gettito erariale sui canoni e la necessità di assicurare
l’incremento delle entrate previsto dalla Finanziaria 2004 in 140 milioni di
euro, riesca a definire nuovi parametri di calcolo dei canoni sopportabili per
le imprese balneari. Il Sib chiede inoltre la proroga al 31 dicembre 2004 del
termine per l’emanazione del decreto riguardante la rivalutazione dei canoni
per le concessioni demaniali. In caso di mancate risposte, gli associati
annunciano lo stato di agitazione della categoria che esprimeranno attraverso
la “disobbedienza fiscale e civile” e la conseguente serrata a tempo
indeterminato dei diecimila stabilimenti balneari. Per i clienti che hanno già
pagato gli abbonamenti, Scarselli ha assicurato che le giornate perse saranno
rimborsate.
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