
Il Presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, riceverà 10mila telegrammi dagli imprenditori aderenti al Sindacato Italiano Balneari aderente a Fipe/Confcommercio per protestare contro l’aumento dei canoni demaniali marittimi. Mancano solo 4 giorni al 30 ottobre, la scadenza del termine per l’emanazione di un decreto interministeriale in grado di annullare, attraverso la rimodulazione dei criteri di calcolo dei canoni, l’aumento del 300% previsto dalla Finanziaria 2004.
“Rischiamo di assistere impotenti ad un’ulteriore condanna del turismo italiano - dichiara Riccardo Scarselli, presidente del Sib - mentre proprio il presidente del Consiglio pochi giorni fa a Genova, in occasione della Conferenza nazionale sul turismo, aveva affermato la volontà del Governo di aiutare lo sviluppo turistico del nostro Paese. Ma gli imprenditori si chiedono oggi in che modo i buoni propositi potranno avere seguito se l’elemento cardine del turismo italiano - gli stabilimenti balneari - vengono penalizzati così duramente. Un aumento del 300% dei canoni demaniali, poi, significherebbe, inevitabilmente, un aumento delle tariffe per l’estate 2005 e quindi relegare fin d’ora il turismo balneare fuori mercato rispetto agli altri Paesi del Mediterraneo.
Il rischio, perciò, è quello che
italiani e turisti il prossimo anno preferiranno le spiagge della Croazia,
della Turchia, dell’Egitto o della Tunisia dove i costi di gestione sono
notevolmente inferiori”.
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