
Canoni demaniali, Sib: fiducia
nel Governo
Nonostante manchi ancora un provvedimento legislativo che riformi quella parte della legge finanziaria 2004 che prevedeva l’aumento del 300% dei canoni demaniali marittimi, nel sindacato balneari si respira un clima di fiducia. “Nella consapevolezza
- sottolinea il Sib in una nota - che un aumento del 300% vorrebbe dire la fine del turismo balneare, siamo in attesa di essere convocati entro pochi giorni per conoscere i contenuti del provvedimento governativo di riforma della Finanziaria 2004”.
“Seppure fortemente preoccupati per la mancanza, fino ad oggi, di un indirizzo legislativo di riforma dei criteri di calcolo dei canoni - dichiara Pietro Gentili, segretario generale del sindacato italiano balneari aderente a Confcommercio - prendiamo atto della volontà del Governo e del Parlamento di non dare alcun seguito all’applicazione di un aumento indiscriminato dei canoni e restiamo fiduciosi in un incontro urgente e decisivo con i competenti organi ministeriali per concertare un provvedimento organico in grado di garantire il gettito erariale di 140 milioni di euro attraverso nuovi valori di calcolo sopportabili per le singole imprese balneari”.
“E’ sul patrimonio costituito dalle oltre 20mila concessioni balneari che caratterizzano le coste italiane che va costruito un coerente provvedimento di revisione dei canoni -continua Gentili - senza trascurare, poi, l'assoluta necessità di costituire al più presto, presso l'Agenzia del Demanio, un ufficio di controllo sul metodo di gestione dei beni demaniali da parte delle Regioni e dei Comuni”.
“Confermiamo che l’attuale, assurda norma legislativa comporterebbe la chiusura di gran parte delle imprese turistico-balneari italiane. Ma allo stesso tempo - conclude il
segretario del Sib - auspichiamo un confronto serio e costruttivo tra lo Stato e gli imprenditori balneari per arrivare a garantire chiarezza ed equità alla regolamentazione dei canoni demaniali marittimi che ricoprono un ruolo importante nella gestione delle
singole imprese”.
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