
Marzano: “Sul turismo il governo è vigile e sta valutando gli interventi da fare”
Billè: “Finalmente fatti e non parole”
Confturismo e le Federazioni aderenti (Fiavet, Fipe, Faita, Federalberghi, Federnautica, Fittel e Rescasa ) hanno chiesto al governo provvedimenti urgenti per affrontare la grave crisi del settore che si è aperta dopo l’11 settembre. Oggi c’è stato un’incontro con il Ministro alle Attività Produttive Antonio Marzano, che ha assicurato che il governo monitorerà il settore turistico finchè durerà la situazione di crisi internazionale e che si sta valutando un pacchetto di i nterventi per far fronte alla situazione. “Stiamo esaminando - ha detto Marzano al termine dell’ incontro - una serie di proposte di vario tipo ma non è detto che si possano attuare tutte per problemi di copertura finanzaria”. Tra le pro poste presentate da Confturismo, ci sono il rinvio dei pagamenti di natura fiscale, la revisione del meccanismo del reddito presunto, la riduzione degli oneri contributivi previdenziali sul personale dipendente delle aziende turistiche, l’uso di un determinato Fondo per aiutare le agenzie di viaggio nel pagamento delle penalità e l’estensione della cassa integrazione. Su quest’ult ima proposta il Ministro ha detto che “è all’esame e stiamo valutando, assieme al Ministro Tremonti, i costi di questa misura e delle altre, nel rispetto degli obiettivi di bilancio pubblico”. Il 27 ottobre dovrebbe esserci, a questo proposito, una riunione a Bruxelles e l’Italia si sta muovendo assieme ad altri Paesi europei ugualmente penalizzati sotto il profilo turistico come Francia e Spagna. Soddisfatto per l’esito dell’incontro, il Presidente di Confturismo, Sergio Billè. “Finalmente - ha detto Billè - si è capito che il turismo è un fattore vitale per l’economia. Il Governo ci ha offerto le prime indicazioni su come intende muoversi e ci sembra che finalmente si voglia fare non dire”.
Poi parlando più in generale della situazione economica italiana, Billè ha precisato che “se il governo non vuole avere brutte sorprese sul fronte delle entrate deve giocare d’anticipo allentando la pressione fiscale e operando affinchè una serie di enti attuino il blocco delle tariffe. Non ha senso da un lato dare ossigeno alle famiglie disagiate e poi toglierlo aumentando il costo di servizi e beni essenziali, come, ad esempio il prezzo del latte''.
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