
Secondo le rilevazioni mensili effettuate dalla Federalberghi, nell’ambito dell’Osservatorio turistico alberghiero, nel 2004, nei 33.480 alberghi italiani sono state registrate 225,9 milioni di presenze complessive. Pertanto, rispetto al 2003 risulta una perdita di 2,8 milioni di presenze pari all’1,2%. Ciò è quanto risulta dalle su un campione di 1.121 alberghi appartenenti a tutte le categorie ed ubicati su tutto il territorio nazionale.
Nel 2004, i clienti italiani hanno fatto registrare 131,8 milioni di presenze con una diminuzione del 2,4% rispetto al 2003, mentre i clienti stranieri, con 94,1 milioni di presenze, hanno fatto registrare un aumento di mezzo punto percentuale. Nei mesi da giugno a dicembre 2004 si sono registrati sempre segni negativi sia per la domanda complessiva, sia per quella italiana; la prima ha perso, nei confronti del 2003, il 2,2% e la seconda il 3,3%. Nello stesso periodo, la domanda straniera ha perso lo 0,5% e nei mesi da agosto a dicembre (quelli con segno negativo) l’1,6%. Nel quadrimestre estivo (da giugno a settembre) la domanda complessiva ha perso il 2,0%, quella italiana il 3,2%, mentre la domanda straniera è aumentata dello 0,9%.Il turismo alberghiero del 2004 si colloca al quinto posto della graduatoria 1993-2004. La domanda italiana, dal 1993 ad oggi, è aumentata del 7,8% con un aumento medio annuo pari allo 0,7%; la domanda straniera è aumentata del 45,7% con un incremento medio annuo pari al 4,2% e la domanda complessiva è aumentata del 20,9% con un incremento medio annuo pari all’1,9%. Gli alberghi situati nelle località montane, in quelle marine, nelle città d’affari e nelle “altre” hanno registrato perdite di domanda complessiva (in particolare quelle marine il - 4,0% e le città d’affari il - 3,6%). Gli alberghi delle città d’arte, delle località lacuali e di quelle termali, di contro, hanno registrato incrementi di domanda che vanno dal 5,5% delle località termali, al 2,7% delle località lacuali, all’1,2% delle città d’arte.
Flessioni rimarchevoli della domanda straniera si sono avute negli alberghi delle città d’affari (- 8,1%) ed in quelli delle località marine (- 6,1%), mentre i maggiori incrementi sono stati registrati in quelli delle località montane (+ 5,5%) ed in quelli delle città d’arte (+ 4,7%). I clienti italiani hanno fatto registrare il maggior incremento di domanda negli alberghi delle località termali (+ 9,8%) e la perdita più elevata negli alberghi delle località montane (- 5,2%).Come al solito, gli alberghi situati nelle località marine hanno accolto la maggiore quantità della domanda complessiva (30,3% del totale) e di quella italiana (31,0%) contro il 23,5% di quella straniera. La domanda straniera è prevalsa negli alberghi delle città d’arte (31,0%) dove, con il 15,3% della domanda italiana, è affluito il 21,9% della domanda complessiva. Al terzo posto di questa graduatoria si collocano gli alberghi delle “altre” località con il 17,8% della domanda complessiva, il 20,4% della domanda italiana ed il 14,2% di quella straniera. Quantità minori di domanda hanno ricevuto gli alberghi delle località montane che hanno registrato il 13,4% della domanda complessiva, il 13,5% di quella italiana ed il 13,1% di quella straniera.
Da giugno a dicembre gli alberghi italiani hanno registrato il 65% della domanda straniera di tutto l’anno 2004; i 61,2 milioni di presenze straniere, registrate in questo periodo, mostrano una flessione di 305 mila unità rispetto allo stesso periodo del 2003 il che equivale ad una perdita di 0,5%. Al termine di questo periodo, più di un terzo della domanda straniera mostra segni negativi. I tedeschi hanno fatto registrare una diminuzione del 15,6% nei confronti dello stesso periodo 2003 ed hanno fatto scendere al 25,4% la loro partecipazione alla domanda totale. Perdite inferiori sono state registrate a carico dei francesi (- 3,5%) e dei belgi (- 5,2%). La partecipazione alla domanda totale dei francesi è stata del 6,8% e quella dei belgi del 2,6%. Aumenti di domanda li hanno fatti registrare, nell’ordine, i canadesi (+ 10,3%) che hanno determinato lo 0,9% della domanda straniera del periodo, seguiti dagli svizzeri (+ 6,2% e 5,9% della domanda), dagli statunitensi (+ 4,7% e 8,6% della domanda), dai giapponesi (+ 1,6% e 3,4% della domanda). Aumenti minori sono a carico degli austriaci (+ 0,6% e 5,9% della domanda) e degli Inglesi (+ 0,5% e 9,5% della domanda). I clienti provenienti dai paesi definiti “altri” hanno fatto registrare un aumento del 13,4% e la loro partecipazione alla domanda del periodo è stata del 30,9%. Nel periodo giugno-dicembre degli ultimi cinque anni, gli alberghi italiani hanno perso il 5,9% delle presenze di tutti i clienti stranieri, il 26,6% delle presenze di tedeschi, il 9,2% delle presenze di statunitensi, mentre hanno guadagnato il 20,3% delle presenze di giapponesi. I tedeschi nel 2004 sono arrivati a perdere il 3,6% d’importanza rispetto al 2000, anno nel quale avevano determinato il 32,5% della domanda straniera del periodo. L’importanza della domanda degli Statunitensi perde lo 0,3% passando dall’8,9% del 2000 all’8,6% nel 2004, mentre quella dei Giapponesi guadagna lo 0,7% salendo dal 2,7% del 2000 al 3,4% nel 2004. E’ da notare che quello della domanda dei giapponesi, tra il 2004 ed 2000, è un guadagno apparente perché nel 2000 i giapponesi fecero registrare una perdita del 19,3% nei confronti del 1999. La bilancia dei pagamenti turistica, secondo l’Ufficio Italiano dei Cambi, nel periodo gennaio-novembre ha registrato crediti (entrate) per 27,0 miliardi di euro, cioè il 2,9% in più rispetto allo stesso periodo del 2003 e debiti (uscite) per 15,4 miliardi di euro, cioè il 10,2% in meno che nello stesso periodo del 2003. Il saldo tra crediti e debiti è stato di 11,6 miliardi di euro ed è aumentato del 27,4%.
|
© CONFCOMMERCIO - Confederazione Generale del Commercio del Turismo dei Servizi delle Professioni e delle PMI |
|