
“Non sarà certo un Natale brillante quello che sta per arrivare a
conferma della crisi in cui versa il turismo nazionale ormai da troppo tempo”.
E’ il commento del presidente della Fiavet, Antonio Tozzi, alla luce delle
indicazioni che giungono dalle agenzie di viaggio aderenti alla Federazione e
relative alle prossime festività di fine anno che confermano un movimento
complessivo stabile rispetto allo scorso anno, quando furono 8 milioni gli
italiani che trascorsero un periodo di vacanza lontani dall’abituale residenza.
Tra questi, è invece in aumento il numero degli italiani che trascorreranno le
vacanze di fine anno all’estero. Si calcola che saranno almeno un milione e
mezzo, in aumento del 5%, rispetto allo scorso anno, coloro i quali varcheranno i confini nazionali, con
destinazione, soprattutto, le capitali
europee, per quanti limiteranno la loro permanenza entro i quattro
giorni; le stazioni sciistiche
delle vicine Austria, Francia e Svizzera, per periodi da 6 a 10 giorni; le mete esotiche dell’Oceano Indiano e
dell’Area Caraibica per quanti potranno permettersi vacanze più lunghe. Qualche
problema si registra per la destinazione Stati Uniti a seguito dell’entrata in
vigore della nuova normativa per l’ingresso nel Paese. L’andamento delle
prenotazioni nelle agenzie di viaggi, conferma, peraltro, una certa tendenza
all’acquisto di pacchetti di viaggio sempre più impegnativi, di maggior costo
(lungo raggio), rispetto a quelli di valore medio-basso, il cui andamento, pur
senza manifestare picchi elevati, si mantiene su buoni standard. In aumento
anche le crociere che,
confermando un trend di crescita già evidenziatosi negli ultimi anni, sono
entrate ormai stabilmente nell’hit parade delle preferenze anche per questo
periodo.
Per quanti decideranno di trascorre le vacanze entro i confini
nazionali, sarà sempre la montagna
a fare la parte del leone, con circa il 50% delle preferenze, seguita dalle città d’arte (30%). Tra i segmenti minori si
segnalano le località termali, soprattutto se dotate di centri
benessere.
“Non posso credere - ha concluso Tozzi - che il nostro Paese abbia
perduto quell’appeal che l’ha reso celebre nel mondo e che per decenni ha
rappresentato la destinazione principe del turismo internazionale. Se non è più
appetibile come prima è perché abbiamo perso di competitività nei confronti di
vecchi e nuovi Paesi turistici. Dobbiamo lavorare tutti per riconquistare le
posizioni che abbiamo perso”.
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