
“Non possiamo che essere soddisfatti”. E’ il commento a caldo del
vicepresidente vicario della Fiavet, Paolo Mazzola, dopo la riunione APJC
tenutasi a Roma nella sede della IATA. Tra i temi all’ordine del giorno,
sicuramente il più caldo era quello relativo al riconoscimento delle qualifiche
professionali, e quindi del possesso dei relativi punteggi, reso di attualità
dalla richiesta della Iata rivolta alla fine di marzo a tutte le 3.500 agenzie
italiane abilitate (per 5.500 punti vendita). “Anche se era la prima riunione
APJC per me e per molti di noi, abbiamo trovato da parte dei vettori e della
Iata un clima di ragionevolezza ed un atteggiamento costruttivo, che ci ha
permesso di fugare le preoccupazioni della vigilia”, ha aggiunto Mazzola.
Dopo una discussione anche accesa che ha occupato tutta la mattinata, la
Commissione ha approvato una mozione che da un lato chiede alle associazioni di
categoria di voler favorire l’afflusso dei dati sui punteggi alla Iata,
dall’altro impegna la Iata stessa ad un utilizzo conoscitivo, e non
“repressivo”, delle informazioni ricevute. Sarà poi un gruppo di lavoro
ristretto a valutare i dati delle agenzie, ma con un occhio alle soluzioni
piuttosto che non alle eventuali mancanze, secondo una filosofia precisa: se la
regola dei punteggi risulterà inapplicata, vorrà dire che era sbagliata o
inapplicabile e che si dovranno trovare delle alternative.
“Abbiamo sempre dato la nostra disponibilità ad affrontare i problemi, come quello della qualificazione degli agenti di viaggi, ma non possiamo accettare ultimatum”, ha detto ancora Mazzola. “Intanto bisogna riconoscere pienamente l’esperienza maturata, e poi dare soluzioni poco costose se ci sono esigenze di formazione. Che i biglietti vengano emessi secondo le regole è interesse di tutti, così come tutelare le imprese serie, insegnare davvero il mestiere ai giovani che cominciano, e colpire l’abusivismo e le pratiche scorrette”.
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