
Scarselli (Sib): “preoccupati per
il nostro futuro”
Gli
imprenditori balneari, alla luce della rottura delle trattative sulla questione
dei canoni demaniali marittimi, registrano l’assoluta indisponibilità da parte
del Ministero delle Infrastrutture e Trasporti alle proposte univoche da parte
delle Regioni che proponevano una proroga al 2005 e la costituzione di un
tavolo tecnico per definire i nuovi parametri di calcolo dei canoni demaniali
marittimi in grado di soddisfare sia il gettito erariale previsto dalla legge
Finanziaria che la sopportabilità da parte delle imprese.
“Siamo seriamente preoccupati per
il nostro futuro - afferma Riccardo Scarselli, presidente del Sindacato
Italiano Balneari aderente a Fipe/Confcommercio - si tratta di un provvedimento
iniquo ed ingiusto che avrà gravissime ripercussioni sul pubblico, in un
mercato turistico già in crisi, e perché l’applicazione del decreto
interministeriale che prevede l’incremento dei canoni del 250% nel 2005
significa che gli operatori turistici interessati si troveranno a dover versare
un importo per il 2004 e per il 2005 con un aumento del 500%. Questo decreterà
l’inevitabile chiusura di molti complessi turistici, l’aumento della
disoccupazione, un danno ambientale incalcolabile e, soprattutto, la fine del
turismo balneare in Italia”.
Il Sib insiste affinché sia
costituito al più presto un tavolo tecnico di confronto tra tutti gli organi
istituzionali della Pubblica Amministrazione e le categorie interessate per
arrivare ad una proposta che, facendo salvo il gettito previsto dalla legge
Finanziaria, (140 milioni di euro), definisca dei valori sopportabili per le
imprese balneari.
“Siamo pronti ad entrare in
agitazione - conclude Scarselli - e ad organizzare manifestazioni di protesta
in tutte le spiagge d’Italia per convincere i ministri Lunardi e Tremonti a
dare un seguito alle nostre richieste. La stagione balneare è iniziata da pochi
giorni ma potrebbe concludersi molto presto, c’è tempo, infatti, fino al 30
giugno per l’approvazione del decreto sui canoni”.
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