
Estate 2005: segnali negativi in
tutte le regioni
Decisa tendenza al ribasso, rispetto
al 2004, per le presenze dei turisti sulle nostre spiagge. Spiccano la Calabria
e l'Abruzzo, ma il segno meno ha caratterizzato, questa estate, tutte le 15
regioni bagnate dal mare. Questi i dati raccolti da una indagine condotta dal
Sindacato Italiano Balneari su un campione di 450 stabilimenti in tutta
Italia e resa nota nel corso del 23° Salone Internazionale dell’Arredamento e
Attrezzature per Esterni di Rimini.
Malgrado oltre il 70% di coloro che questa estate sono andati in vacanza abbia
scelto il mare come destinazione, sono stati tanti i turisti che nel 2005 hanno
disertato i nostri litorali. Il dato negativo è da imputare, senza dubbio, alle
avverse condizioni climatiche e alla crisi economica che sta condizionando
tutto il settore turistico. Il cosiddetto turismo ‘mordi e fuggi’ è diventato,
oggi, una realtà ed il tutto esaurito negli stabilimenti balneari si registra
solo in pochi week-end, quasi esclusivamente nelle vicinanze delle grandi
città. “Come ogni settore che vive un momento di difficoltà dovuto ad una
recessione che si fa sentire sempre più- afferma Riccardo Borgo, presidente del
Sib - oggi abbiamo bisogno di certezze e di stimoli che sono elementi indispensabili
per invogliare gli investimenti e motivare gli imprenditori ad alzare la
qualità e la quantità dei servizi offerti. I momenti
difficili - e questo certamente lo è - si superano anche e soprattutto con la
voglia di migliorarsi alzando in positivo il livello della competitività. E’
proprio per queste ragioni che riteniamo indispensabile mettere mano con
assoluta urgenza alla rideterminazione dei
canoni demaniali marittimi, (l’aumento generalizzato del 300% previsto dalla
Finanziaria 2004 è inapplicabile, come è stato più volte dimostrato), per non
lasciare l’intero settore nell’incertezza, se non nel panico, che è l’esatto
opposto di cui oggi il mondo balneare ha bisogno”.
“Il termine ultimo assegnato ai
Ministeri competenti per l’emanazione di un
decreto specifico, dopo aver raggiunto
l’intesa con le Regioni tramite l’attivazione di tavoli tecnici ai quali devono
partecipare anche le organizzazioni imprenditoriali scade il 31 ottobre
prossimo. Il sistema – ricorda Borgo - non sopporterebbe il caos cui si
andrebbe incontro se non fosse rispettato questo termine. A suo tempo tutte le
organizzazioni imprenditoriali di categoria hanno presentato una proposta
univoca. Oggi ne riaffermiamo la validità anche se siamo assolutamente
disponibili, e lo chiediamo da tempo, ad un confronto su di essa. Non sono né
ottimista, né pessimista sulla possibilità di arrivare ad una soluzione, ma
ribadisco: la categoria ha assoluto bisogno di uscire da una incertezza
che non è più sopportabile, ma che, anzi, è nociva a tutto il sistema
turistico”.
Presenze sulle spiagge secondo un
sondaggio condotto su un campione di 450
imprese balneari italiane aderenti al Sindacato Italiano Balneari:
Abruzzo -15%
Basilicata -5%
Calabria -35%
Campania -10%
Emilia Romagna -10%
Friuli V. G. -5%
Lazio -10%
Liguria -10%
Marche -10%
Molise -10%
Puglia -10%
Sardegna -5%
Sicilia -10%
Toscana -10%
Veneto - 10%
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