
Con l’arrivo della primavera prende avvio la grande stagione dei viaggi
d’istruzione, un segmento che in Italia coinvolge ogni anno 4 milioni di
studenti per un giro d’affari molto
vicino al miliardo di euro. Quest’anno, però, questo grande serbatoio rischia
di svuotarsi senza alcun profitto per i molti agenti di viaggio che annualmente
riservano al settore gran parte della loro programmazione. La colpa è di un
comma dell’articolo 1 della Legge Finanziaria 2006 che prevede la soppressione
dell’indennità di trasferta ed altre simili erogazioni per tutti i dipendenti
della Pubblica Amministrazione, compresi quindi i docenti e i collaboratori
amministrativi che ogni anno si sobbarcano il gravoso onere di accompagnare gli
alunni nelle gite e nei viaggi d’istruzione.
Il comma famigerato è il 213 che abroga per i dipendenti pubblici, in
un sol colpo, l’indennità di “trasferta”, l’indennità “supplementare” e
l’indennità cosiddetta “continuativa”, previste nel tempo da varie leggi e
regolamenti. Senza dire della soppressione di analoghe disposizioni contenute
nei contratti collettivi nazionali e nei provvedimenti di recepimento degli
accordi nazionali, riguardanti sempre la stessa materia.
“Sono certo - dichiara il presidente della Fiavet, Giuseppe Cassarà - che il Governo nell’imporre queste limitazioni non voleva colpire in modo diretto il settore del turismo, già di per sé gravato da molteplici problemi. E’ indubbio però che la soppressione delle indennità di trasferta porrà un problema in più all’organizzazione dei viaggi d’istruzione. Non so quanti, fra personale docente e non, vorranno sobbarcarsi un surplus di lavoro senza un’adeguata ricompensa. Non vorrei che, ancora una volta, un provvedimento emanato per altri fini finisca per ostacolare l’attività degli agenti di viaggio la cui unica colpa è quella di stare sul mercato a garanzia del normale svolgimento di quanti vogliono fare turismo”.
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