
“Il vero problema è che, con la liberalizzazione degli ultimi anni, si sono create condizioni non di democrazia e concorrenza, ma di grande confusione. Con agenzie che nascono dappertutto come funghi, visto che chiunque può farlo con soli 20 euro anche se non sa le lingue o ha intenti truffaldini, e alla fine paga Pantalone: cioè la nostra categoria da una parte e il cittadino-utente dall’altro”. Così Giuseppe Cassarà , presidente della Fiavet, interviene sul tema dei 'viaggi fantasma', pur distinguendo tra il discorso generale e il caso specifico dell’agenzia milanese che ha lasciato a terra i suoi clienti.
“Di quell’agenzia posso solo dire che non è fra i nostri associati - precisa Cassarà - e che, mi risulta, aveva da tempo un direttore tecnico dimissionario mai sostituito”. Ma il problema è più generale e riguarda appunto l’inadeguatezza di molti operatori, associata alla insufficienza dei controlli. “La vigilanza dovrebbe essere garantita da Regioni e Province, che danno le autorizzazioni - osserva Cassarà - ma non è svolta con cura”. E organizzazioni come la Fiavet non hanno più gli strumenti di un tempo per verificare preventivamente le caratteristiche di chi vuole entrare nel settore.
“Da parte nostra però - conclude - abbiamo deciso di aprire un tavolo per giungere al più presto ad un marchio di qualità , da definire in accordo con le organizzazione dei consumatori. E in attesa del marchio, abbiamo dato istruzione alle nostre organizzazioni regionali di stare molto attente nell’ammissione di nuovi associati”.
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