
L’aumento del 300% dei canoni demaniali per le concessioni balneari è stato sospeso dal
Governo. Lo ha reso noto l'assessore all’Ambiente della Regione Liguria, Franco Orsi, che guida per questa materia il coordinamento delle regioni italiane, impegnato da settimane in un confronto con l’Esecutivo. “Un risultato che premia l’impegno della Regione Liguria e che fa ben sperare in un buon esito della trattative che proseguono su nuove basi”, ha detto Orsi. La triplicazione dei canoni demaniali - hanno rilevato le regioni - si sarebbe riflessa sui costi di gestione degli stabilimenti balneari con conseguente aumento dei prezzi di cabine, sdraio ed ombrelloni. Successivamente, l’assessore al Turismo dell’Emilia-Romagna, Guido Pasi, ha precisato che l’applicazione del decreto slitta al 31 ottobre e che il Governo ha deciso di formare un gruppo di lavoro comprendente i rappresentanti delle Regioni per studiare il problema.
“Ci fa molto piacere apprendere questa decisione, significa che si cominciano ad avviare quegli incontri che auspicavamo da tempo, speriamo, ora, in un rilancio dell’attività turistica sulla fascia costiera”. Così Riccardo Scarselli, presidente del Sindacato italiano balneari (Sib) ha accolto la decisione del Governo.In questo modo, dicono al Sib, si vuole dare il giusto riconoscimento ad una attività primaria per il turismo italiano. La notizia ha tranquillizzato anche i clienti che, da più parti, avevano già dato segno di una forte preoccupazione legata a possibili aumenti delle tariffe.
“E’ arrivato il momento - ha
continuato Scarselli - di pensare alla stagione estiva. Anche se la situazione
atmosferica non ci ha aiutato in questi ultimi giorni, le imprese balneari sono
pronte ad accogliere gli oltre 17 milioni di italiani che già lo scorso anno
avevano scelto di trascorrere le proprie vacanze ospiti delle nostre strutture.
Nel 2004 troveranno in spiaggia una sempre maggiore attenzione e
professionalità da parte del personale e molti nuovi servizi come, postazioni
Internet, Prestilibro, Prestigioco, Nostromo di spiaggia, Concierge e ampi
spazi riservati ai bambini e allo sport”.
“Sono certo
che il rinvio al 31 ottobre, annunciato per l’applicazione del decreto
sull’aumento dei canoni demaniali marittimi, rappresenti una buona notizia per
le 2.300 imprese del settore open air”. Lo ha dichiarato Maurizio Vianello,
presidente di Faita FederCamping, la federazione più rappresentativa del
settore del turismo all’aria aperta in Italia aderente a Confturismo. Tuttavia,
ha aggiunto Vianello, “il rinvio non è la soluzione del problema. L’annunciata
costituzione del tavolo interistituzionale per la razionalizzazione della
materia non basta, di per sé, a rassicurare gli imprenditori
che il
problema verrà effettivamente risolto”.
Il Governo,
decidendo l’aumento dei canoni, “pone una seria ipoteca sull’attività dei
campeggi
italiani, la metà dei quali operano in regime di concessione demaniale
marittima e su grandi superfici, costringendo le imprese ad assorbire gli aumenti
nei bilanci ed aggravando così ulteriormente una congiuntura negativa che ha
visto l’intero settore turistico in forte crisi nel 2003”.
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