
Per gli italiani
un’estate al mare
Italiani di nuovo in vacanza nel proprio Paese. L’amor patrio rispolverato per la vittoria dei mondiali di calcio, i timidi segnali di crescita economica (anche se messa a rischio dal caro petrolio come risulta dall’indagine di Confcommercio) e soprattutto la stanchezza per aver stretto troppo la cinghia hanno rimesso in moto i cittadini per la classica pausa estiva. Lo conferma una ricerca svolta dal centro studi di Fipe-Confcommercio fra i titolari dei pubblici esercizi per i quattro mesi della stagione turistica. L’indagine (un consuntivo relativo a giugno-luglio e una previsione per i mesi di agosto e settembre) è stata effettuata su un campione di 260 imprese fra ristoranti, bar, gelaterie, discoteche, stabilimenti balneari, rifugi alpini, parchi a tema e centri benessere nelle aree più importanti e rappresentative del Paese.
Per il
46,3% degli esercenti nei primi due mesi della stagione gli affari sono andati
meglio dello scorso anno e ancora meglio andranno ad agosto e settembre. Solo
per un 20,4% degli esercenti durante i quattro mesi estivi si guadagnerĂ meno;
lo scorso anno, invece la percentuale dei pessimisti aveva toccato quota 37,2.
Durante tutta l’estate dovrebbero arrivare 860mila turisti in più pari a 4 milioni
di presenze aggiuntive: un segmento in grado di generare da solo un giro
d’affari da 300 milioni di euro.
Complessivamente, nel quadrimestre
giugno-settembre, a prescindere dalla modalitĂ di vacanza scelta dai
turisti il loro numero moltiplicato per
i giorni di permanenza, farĂ ammontare a 500 milioni le presenze. I mesi
preferiti rimangono in ogni caso luglio e agosto.
La
spesa degli italiani per le vacanze rimane comunque ben calibrata, nonostante i
prezzi siano rimasti invariati per il 73% degli esercenti; si preferisce
risparmiare su alberghi, pensioni, bungalow, scelti dal 37,3% delle persone,
rispetto alle abitazioni private preferite dal 62,7%. Il resto della spesa
viene così destinato a divertimenti di vario genere, dai centri benessere alle
gelaterie e stabilimenti balneari, ma si consuma anche in bar, ristoranti e
pizzerie. Meno attraenti, invece, i rifugi alpini e le discoteche.
In cima
alle preferenze degli italiani ci sono il mare (soprattutto il tratto di costa
dall’alto adriatico alla romagnola) e le città d’arte; meno richiesti, invece,
i centri minori e la montagna, mentre decisamente in calo risulta essere il
soggiorno al lago. L’Italia sembra esercitare fascino più sugli stessi italiani
che sugli stranieri. In quest’ultimo caso c’è un ritorno di inglesi, austriaci,
svizzeri, spagnoli, belgi. A livello di moda, oltre al bicchier d’acqua, meglio
se minerale, vanno alla grande scelte alimentari improntate sul salutismo:
piatto unico, frutta, verdura, gelati, birra e pizza. Bene anche i succhi di
frutta e il vino bevuto con moderazione. Decisamente rifiutati, invece i pasti
completi, aperitivi e alcolici.
“L’aumento
degli italiani in vacanza – afferma il presidente di Fipe, Lino Stoppani – con
un trend positivo del settore segnala una ripresa economica in atto. Gli
operatori turistici hanno investito sulla qualità dell’offerta, adattandola
alle esigenze in continua evoluzione della clientela. Tutto ciò unito ad una
maggiore attenzione alla politica dei prezzi ha portato ad un recupero significativo
di quote di mercato, come testimonia l'incremento delle destinazioni nazionali
operata da molti italiani che in passato preferivano la convenienza di mete
esotiche. Una tendenza in linea con il programma del vicepremier, Francesco
Rutelli, che ha trasmesso ottimismo e fiducia importanti a consolidare una
ripresa nel Paese”.
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