
Gli italiani vanno più all’estero (+5%), ma fanno vacanze
più brevi; cala la presenza di tedeschi in Italia (-3%); scendono i fatturati
dei ristoranti (-13,2%); tengono i campeggi (-1%); bene la nautica (+2%); boom
del turista online (+15%); impennata delle crociere (+12%): è il flash del
consuntivo 2005 delle federazioni di Confturismo – Federalberghi, Fiavet, Fipe,
Faita e Rescasa e Federnautica - che rappresentano uno spaccato di oltre 250
mila imprese del comparto con un milione e 100 mila addetti. Scorrendo i dati
si vede che calano le presenze negli alberghi (-0,3%), soprattutto nelle
località termali (-3%) e montane (-1,2%); più stranieri (+0,8%) che italiani
(-1,0%); aumentano i turisti dal Belgio (+17,4%) e diminuiscono gli inglesi e i
francesi; i tedeschi non detengono più il 30% ed oltre della domanda straniera,
ma nel 2005 scendono al 27,3%; è marzo il mese preferito per il turista
straniero che fa dell’albergo la sua casa italiana (+10%); le agenzie di
viaggio vedono un discreto movimento turistico in uscita (+5%), ma meno in
entrata (+2%); gli italiani viaggiano più frequentemente, ma stanno fuori casa
per periodi più brevi; il mar Rosso vede nero con il crollo del 50% del turismo
sulle proprie coste; anche la vacanza in agriturismo non è più “sempreverde”
con un – 10% di ospiti, mentre vanno a gonfie vele le crociere (+12%).
Scommettono sul nuovo anno gli imprenditori della ristorazione che registrano
in cassa un calo di fatturato (-13,2%) a discapito anche dell’occupazione che
conta una perdita del 10% di addetti. Recupera, anche se sempre con segno
negativo, la domanda anche per campeggi e villaggi turistici (–1%,) che soffre
ancora del calo di turisti tedeschi (-5%); il campeggio invece attira un 3% in
più di visitatori dalla Polonia,
Repubblica Ceca e Ungheria che si orientano soprattutto verso
le località marine. Continua ad attirare la nautica che tra charter e
portualità turistica registra un incremento di presenze del 2%, grazie anche
all’attenzione del settore verso sempre una maggiore qualità dei servizi. Segno
meno per il comparto dei residence che
vede un calo del 2,5% delle presenze nelle località di mare e del 2% in
montagna, nettamente meglio le città d'arte con il loro +2,5%, mentre le
seconde case vedono calare le presenze di un 3%.
Ma vediamo in dettaglio i singoli comparti del turismo
Il settore ha registrato una minima flessione nell’anno
appena trascorso, ma analizzando l’andamento dal 1995 al 2005 registra un incremento
della domanda italiana del 9,5% con un aumento medio annuo di poco inferiore
all’1%; la domanda straniera invece è cresciuta, nello stesso periodo, del
15,8% con un incremento medio annuo pari all’1,6%; portando ad una domanda
complessiva dell’11,1% con un incremento medio annuo dell’1,2%.In particolare
gli alberghi situati nelle località termali e montane hanno registrato le
maggiori perdite di domanda complessiva (-3,1% i primi e –1,2% i secondi)
seguiti da quelli delle località marine (-0,1%) e di quelle definite “altre”
(-0,2%). Gli incrementi di domanda complessiva sono stati dell’1,1% negli
alberghi delle località lacuali e di più modeste entità negli alberghi delle
città d’affari (+0,8%) e negli alberghi delle città e località d’arte (+0,2%).
Come al solito, gli alberghi situati al mare hanno ricevuto un’ampia parte
della domanda collettiva (30,5%) e di quella italiana (35,9%) ed una parte
minore di quella straniera (23,0%), mentre le città d’arte hanno visto
prevalere la domanda straniera (34,2%) su quella italiana (15,6%) e su quella
collettiva (23,4%). Negli alberghi montani sono risultate omogenee le
percentuali di domanda italiana (14,9%), straniera (14,4%) e, quindi, anche
quella complessiva (14,7%).
|
Prosp. 3 - Presenze dei
clienti italiani e stranieri negli alberghi |
||||||
|
italiani nel periodo
gennaio-dicembre per tipo di località |
||||||
|
(valori assoluti in migliaia) |
||||||
|
|
|
|
|
|
|
|
|
Località |
2005 |
% 2005/2004 |
||||
|
|
Italiani |
Stranieri |
Totale |
Italiani |
Stranieri |
Totale |
|
|
|
|
|
|
|
|
|
Arte |
21.083 |
33.478 |
54.561 |
-8,1 |
6,3 |
0,2 |
|
Monti |
20.162 |
14.134 |
34.296 |
-2,3 |
0,3 |
-1,2 |
|
Laghi |
3.265 |
7.872 |
11.137 |
3,9 |
0,1 |
1,1 |
|
Mare |
48.533 |
22.568 |
71.101 |
1,8 |
-3,6 |
-0,1 |
|
Terme |
7.790 |
4.559 |
12.349 |
2,0 |
-8,0 |
-3,1 |
|
Affari |
4.964 |
1.949 |
6.913 |
0,9 |
0,3 |
0,8 |
|
Altre |
29.455 |
13.378 |
42.833 |
-0,2 |
-0,4 |
-0,2 |
|
Totale |
135.252 |
97.938 |
233.190 |
-1,0 |
0,8 |
-0,3 |
Fonte: Federalberghi/Confturismo
Per quanto riguarda gli stranieri attratti dalle bellezze
del nostro Paese sono i belgi quelli che rispetto al 2004 le hanno maggiormente
visitate +17,4%, seguiti da un aumento di svizzeri +7,4% e dall’incremento
degli americani +0,8%, dei giapponesi con +0,6% e dei canadesi con +0,5%. La
diminuzione maggiore di domanda risulta a carico degli inglesi che, nel
periodo, è stata del 4,9%, seguita da quella dei francesi con l’1,0% e da
quella dei tedeschi con lo 0,2%. Per i clienti tedeschi si deve rilevare che
non detengono più il 30% ed oltre della domanda straniera, com’è risultato per
tanti anni nel passato, ma, nel periodo in esame, sono scesi al 27,3%.
Complessivamente il 2005 è stato soddisfacente,
soprattutto in considerazione di alcuni eventi che hanno finito per
condizionare pesantemente una crescita che, in qualche modo, andava
evidenziandosi. Sul bilancio dell’anno appena trascorso hanno pesato, infatti,
l’immane tragedia dello “tsunami” che, almeno per i primi sei-otto mesi, ha di
fatto azzerato il turismo verso le zone interessate, il pericolo “aviaria” che
ha limitato il turismo verso l’estremo oriente, e gli attentati di Londra e
Sharm el Sheik. Soprattutto quest’ultimo ha fortemente ridimensionato (-50%) il
turismo verso il Mar Rosso, destinazione che annualmente accoglie non meno di
un milione di turisti italiani.
Rispetto all’anno precedente è stato registrato un
discreto incremento nel movimento turistico in uscita (+5%), mentre più lieve è
stata la percentuale di aumento in quello in entrata (+2%). Situazione, questa,
confermata anche dalla bilancia dei pagamenti che ha visto assottigliarsi
sensibilmente, pur rimanendo positivo, l’attivo valutario passato dai 11.987
milioni di euro del 2004 ai 10.482 milioni di euro del 2005, relativamente al
periodo gennaio/novembre.
Sia i ponti primaverili che quelli autunnali hanno fatto
registrare un buon andamento sia per quanto riguarda il turismo outgoing che
per quello incoming, a dimostrazione della tendenza degli italiani a
privilegiare le vacanze brevi ma frequenti. Anche durante l’estate il periodo
di vacanza non va mai oltre i 7-10 giorni.
Tra i segmenti turistici è stato registrato un sensibile
calo del turismo balneare (-5%) e delle vacanze in agriturismo la cui
flessione, dopo un trend positivo durato parecchi anni, è stata dell’8-10%.
Hanno tenuto il turismo culturale (città d’arte) e la montagna, benissimo il
segmento crocieristico (+12%), divenuto l’alternativa al turismo balneare vero
e proprio.Nel corso delle vacanze invernali (Natale e Capodanno) si è avuta la
conferma di una tendenza già manifestatasi durante il periodo estivo:
l’acquisto di pacchetti di viaggio sempre più impegnativi e di maggior costo.
Un settore questo, ancora di esclusiva pertinenza delle agenzie di viaggio,
almeno per una duplice motivazione: perché fuori dal mercato on line e perché
bisognoso di maggiori garanzie che, al momento, soltanto l’agenzia di viaggio
può assicurare. Sull’andamento del lavoro, non sono mancati segnali di
preoccupazione, primo fra tutti il prepotente avanzare del turismo on-line.
Dopo anni di stasi, nel corso dei quali la percentuale dei servizi turisti
acquistati via web si era attestata intorno al 10-12%, quest’anno abbiamo
assistito ad un vero e proprio boom, con un incremento, in alcuni casi, anche
del 50%, raggiungendo una percentuale del 15-16%. I motivi che hanno favorito
questa crescita risiedono principalmente nel prezzo e nella praticità
d’acquisto. C’è motivo di ritenere, tuttavia, che abbia potuto influire anche
la cosiddetta “fee” o “diritto d’agenzia”, la cui introduzione si è resa necessaria
per colmare, almeno in parte, il mancato incasso delle commissioni,
praticamente azzerate dalle compagnie aeree e sensibilmente ridimensionate da
Trenitalia, cui si è aggiunta una crescente fiducia del cliente nei sistemi di
prenotazione on line. Un fenomeno, tuttavia, che tiene ancora poco conto
dell’aspetto “tutela”, anche questo evidenziatosi in maniera decisa nelle
richieste dei clienti. Tutela e garanzia che, come detto, nell’attuale sistema
di vendita, solo le Agenzie di Viaggio, che operano stabilmente sul territorio,
sono in grado di garantire.
Ristoranti
Il 2005
non si chiude positivamente per le imprese di ristorazione.
Nel confronto con il 2004 il 38,2% delle imprese registra
una flessione nel fatturato, per il 36,8% la situazione del comparto rimane sui
livelli dell’anno scorso, mentre un quarto delle aziende ha visto migliorate le
proprie performance.
Per l’83%
degli imprenditori intervistati i
prezzi delle materie prime sono aumentati rispetto al 2004, a fronte di una
sostanziale stabilità (77,6%) nei prezzi dei listini. Sul fronte
dell’occupazione ben sette imprese su dieci hanno mantenuto inalterato il
numero dei propri dipendenti, il 20% dichiara di averlo ridimensionato e appena
il 9% lo ha aumentato. Il saldo occupazionale risulta, dunque, in rosso.
Il trend della ristorazione nel 2005
Periodo di riferimento |
Voci |
Saldo (*) |
|
2005/2004 |
Fatturato |
-13,2 |
|
Addetti |
-10,5 |
|
|
Prezzi delle materie prime |
+81,6 |
|
|
Prezzi di vendita |
+17,1 |
(*) I valori sono costruiti come saldo tra la percentuale
di coloro che hanno fornito valutazioni positive e la percentuale di chi ha,
invece, espresso giudizi negativi.
Prospettive
per i primi tre mesi del 2006: a livello di intero comparto le valutazioni
delle imprese si mostrano stabili per il I trimestre 2006. Si esprime così il
49,3% delle aziende intervistate e un terzo ritiene che il settore non potrà
migliorare le proprie performance nel breve termine. Il 20%, invece, esprime
aspettative positive.
Situazione
analoga per le aziende riguardo alla propria specifica prospettiva.
I
pessimisti sono il 29,7%, il 20,3% la quota di chi pensa di poter migliorare i
propri risultati mentre la metà ritiene che la situazione si manterrà
sostanzialmente stabile.
Riguardo
i prezzi di vendita, la maggioranza delle aziende non praticherà aumenti di
prezzo sui propri listini (79,7%) e il 5,4% li ritoccherà all’ingiù.
Anche l’occupazione rimarrà stabile per il 73% delle
imprese.
Uno
sguardo di sintesi mostra la prevalenza del segno negativo sui risultati a consuntivo
e su quelli attesi.
Il clima
di fiducia delle imprese mostra un miglioramento anche se continua a rimanere
nell’area negativa dell’indice (inferiore a 100).
Campeggi
I dati raccolti hanno fatto registrare una lieve flessione
della domanda nel settore del turismo open air (-1% nel numero di ospiti) in
sostanza compensata dalle presenze totali. Nel complesso, dunque, nel 2005 si è
registrata una sostanziale stabilità del mercato, con una parziale ripresa
rispetto all’andamento della stagione precedente.
La vacanza open air ha riscosso successo soprattutto tra i
turisti italiani e dell’Est europeo. Il contatto con la natura, la possibilità
di godere di servizi e confort, la bellezza e l’amenità dei luoghi che ospitano
i campeggi ed i villaggi turistici italiani hanno fanno sì che circa 7,7
milioni di turisti scegliessero questa modalità (poco meno della metà dei quali
stranieri), facendo registrare 65 milioni di presenze totali (pernottamenti).
Dopo l’albergo il campeggio rimane pertanto la modalità
preferita in Italia.
L’offerta open air italiana, infatti, è costituita da 1,3 milioni di posti letto per giorno:
si tratta di 2370 aziende turistico
ricettive all’aria aperta italiane che registrano un fatturato pari a circa 2,7
miliardi di euro, impegnando complessivamente circa 43.000 addetti.
Per quel che riguarda le previsioni si conferma il dato negativo dell’incoming proveniente dal Nord
Europa ed in particolare dalla Germania che rappresenta il 40%
circa del mercato di ospiti stranieri del turismo all’aria aperta, quest’anno
ha fatto registrare un’ulteriore flessione intorno al 5%. Questo
decremento è stato contrastato da una crescita
di circa il 3% della domanda di ospiti provenienti da nuovi bacini d’utenza
quali: Polonia, Repubblica Ceca e Ungheria. Sempre sul fronte dell’incoming va
registrata a fronte della drastica riduzione della domanda tedesca, l’aumento
della domanda di ospiti provenienti dalla Gran Bretagna dovuto al successo dei
voli low cost capaci di coinvolgere sempre più turisti. Da questi ospiti è
venuta anche una maggiore richiesta di sistemazione in strutture fisse quali
case mobili e bungalow che ha ormai raggiunto circa un 35% del totale della
domanda .
Gli stranieri hanno mostrato di
preferire i periodi di bassa stagione, gli italiani invece hanno continuato a
viaggiare a luglio ed agosto. I primi hanno scelto di soggiornare per almeno
8/10 giorni mentre tra i secondi è risultata più diffusa una permanenza di 4/6
giorni.
Un ruolo determinante nell’andamento del settore è stato
giocato dai fattori meteorologici, ma va segnalato che sono circa il 50% del
totale le strutture che si sono dotate di servizi di ospitalità in grado di far
fronte a condizioni meteorologiche avverse.
Circa le destinazioni, la stragrande maggioranza dei
turisti all’aria aperta ha scelto i campeggi in località marittime (70% del
totale), della parte restante circa il 20% ha soggiornato nei campeggi di
montagna. E’ stata, altresì, netta la crescita di ospiti che amano soggiornare
in bungalows e case mobili, mentre è continuato il calo la domanda di tende e
roulottes (richieste solo dai più giovani). La clientela tipica è stata
rappresentata da nuclei familiari di 4 persone con una permanenza media di 5
giorni per gli ospiti italiani e di 11 giorni per gli stranieri. La spesa media
pro capite si è attestata a circa 40 euro al giorno in considerazione del fatto
che i prezzi sono rimasti sostanzialmente invariati rispetto all’anno scorso.
Oltre 10,4 milioni di posti letto, una spesa turistica di
31,1 miliardi di euro (più del 41% della spesa complessiva) pernottamenti
che attivano 25,7 miliardi di euro di valore aggiunto per consumi, il 2,19%
dell’intera ricchezza prodotta annualmente in Italia; 867mila addetti (il 36,5%
dell’occupazione turistica nazionale) una spesa media giornaliera stimata in
42,7 euro.
Sono i numeri delle seimila imprese turistico ricettive ad
appartamento operanti con licenza di Residenza Turistico Alberghiera e Case ed
Appartamenti per Vacanze.
Il 2005 è stato caratterizzato
da una fase di crisi concentrata nel periodo estivo e con particolare
riferimento alle località balneari. Negli ultimi mesi dell'anno si
è registrata una certa ripresa che ha parzialmente compensato le
performance estive. La variazione complessiva rispetto al 2004 è pari al
-2%: negativo l'andamento per il turismo balneare (-2,5%) e montano (-2%);
variazione positiva dell'1,5% nelle città d'arte; contrazione
dei flussi nelle seconde case intorno al 3%.
|
© CONFCOMMERCIO - Confederazione Generale del Commercio del Turismo dei Servizi delle Professioni e delle PMI |
|