
“Una vera e propria provocazione”. E’ questo il commento del presidente
della Fiavet, Antonio Tozzi, alle dichiarazioni rilasciate dal
numero uno della Ryanair, Micheal O’ Leary, ultimo, in ordine di tempo, ad
intervenire sulla crisi Alitalia. “Per risolvere l’intricata situazione della
nostra Compagnia di bandiera - continua Tozzi - O’ Leary non trova di meglio
che suggerire di chiudere i contratti con le agenzie di viaggi e puntare tutto
sulle vendite dei biglietti via Internet, dimenticando che Alitalia l’unico
vero provvedimento di taglio dei propri costi lo ha effettuato proprio nei
confronti delle agenzie di viaggio che si sono viste quasi azzerare, con un
preavviso irrisorio, le commissioni sulla vendita della biglietteria portate
allo 0,9% per i biglietti nazionali e all’1% per quelli internazionali”. “Forse
il sig. O’Leary – ha proseguito Tozzi - ignora, o finge di ignorare, che la
stragrande maggioranza dei 7,5 milioni di passeggeri che a fine anno, secondo
le sue previsioni, avranno scelto di volare Ryanair lo avranno fatto scegliendo
preventivamente, come loro interlocutore, un agente di viaggio che con grande
pazienza avrà cercato tra le diverse proposte tariffarie di vettori sia
tradizionali che low cost, l’araba fenice della tariffa ad un euro, tanto
reclamizzata, ma con modalità che forse meriterebbero maggiore chiarezza per
l’utente”. “Piuttosto – ha sottolineato il presidente della Fiavet - è
legittimo chiedersi come mai modalità di trasporto diverse come un viaggio in
metropolitana e un viaggio aereo in Europa possano costare egualmente un solo
euro. Proviamo a dare alcune risposte: il vantaggio di operare con un regime
fiscale come quello irlandese nel quale l’imposta sui redditi è del 13%
rispetto a quello italiano in cui è quasi del 40%; le rotazioni degli
aeromobili estremamente ravvicinate, forse troppo, vista la percentuale di
mancata riconsegna dei bagagli all’arrivo, più alta rispetto alla media degli
altri vettori; contratti con il personale ben diversi dalla media degli altri
vettori; aiuti da parte di generosi gestori degli aeroporti sui quali atterrano
questi voli; mettere un numero di poltrone del 20% più alto rispetto a quello
di un altro concorrente, con il medesimo modello di aeromobile, con buona pace
del confort di bordo”.
“Queste – ha concluso Tozzi - sono alcune possibili
risposte, attendiamo che Mr O’ Leary, se ce ne sono altre, abbia la compiacenza
di comunicarcele”.
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