
Nessun risultato è
stato raggiunto negli ultimi 12 mesi, dalla legge finanziaria ad oggi, per
quanto riguarda i canoni demaniali marittimi e il previsto aumento del 300%. Lo
ha rilevato Riccardo Scarselli, presidente del Sindacato italiano balneari
(Sib) aderente a
Fipe-Confcommercio, che ha ribadito - in occasione di un convegno a Rimini nell’ambito
del salone specializzato 'Sun' – “l’assoluta necessità di costituire un tavolo
tecnico di
confronto tra gli
organi istituzionali e la categoria”.
“Il problema dei
canoni - ha aggiunto Scarselli - deve essere risolto in quanto parametro di
marginale importanza all’interno di un progetto volto a riconoscere, sostenere
e
sviluppare il
discorso degli stabilimenti balneari come sistema di impresa. Esistono, quindi,
dei doveri, ma anche l’acquisizione di tutti i diritti dei soggetti privati che
investono sul
demanio marittimo per assicurare il soddisfacimento dei pubblici interessi nel
contesto di una offerta sempre migliore e variegata dei servizi di spiaggia”.
Scarselli ha
apprezzato le parole di Gianfranco Conte, componente della Commissione Finanze,
che intervenendo al convegno ha giudicato positivamente il pacchetto di
proposte sui canoni demaniali marittimi elaborata dal sindacato e all’esame,
con altre, della Presidenza del Consiglio. Giampaolo Bettamio (Commissione
Industria, commercio e turismo del Senato) ha ribadito da parte sua che il
comparto balneare è un segmento imprenditoriale di grande valenza all’interno
del turismo italiano.
|
© CONFCOMMERCIO - Confederazione Generale del Commercio del Turismo dei Servizi delle Professioni e delle PMI |
|