
Il turismo parla sempre più
cinese
Oggi l’Unione europea darà il via
libera ai suoi governi per il rilascio dei visti d’ingresso per i turisti
cinesi. Secondo la World Tourism Organization nel 2003 i cinesi in giro per il
mondo hanno superato i venti milioni. Se si considera l’ultimo decennio, il
numero dei turisti sale addirittura a 100 milioni con una progressione del 14%
l’anno per toccare il 20% solo nel 2003. E cento milioni saranno anche i cinesi
che entro i prossimi quindici anni sceglieranno l’estero come meta per le
vacanze. Nel commentare i dati sulla crisi italiana del turismo, il direttore
generale di Fipe-Confcommercio, Edi Sommariva,
ricordava qualche settimana fa che
“bisogna avere un occhio attento a quei mercati emergenti e ricchi della Cina e
dell’Oriente che devono essere agganciati subito prima che si radichi la moda
di destinazioni turistiche diverse da quelle italiane. E’ necessario tuttavia
l'intervento dello Stato e dei Governi regionali nello sviluppo di
infrastrutture che sono ormai vitale importanza per il turismo moderno”. Si
calcola che in Cina, la nuova economia trainante in fase di crescita da dodici
anni e con un Pil per il 2004 stimato ancora in aumento del 9%, ci siano circa
ottanta milioni di nuovi ricchi, mentre il ceto medio che dispone comunque di
una buona propensione alle spese sarebbe formato da centocinquanta milioni di
persone. “E’ questo il momento in cui anche lo Stato deve intervenire e fare la
sua parte – ha osservato ancora Edi Sommariva - soprattutto quando l’intervento
è a costo zero come nel caso dello snellimento delle procedure per i visti
turistici di ingresso in Italia. Ma chiediamo anche che il Paese diventi
facilmente raggiungibile, che vengano organizzati voli diretti dalla, che si
agevoli la mobilità sul territorio in tutte le sue forme (strade, treni, mezzi
pubblici, eccetera). Lo sforzo tuttavia deve essere congiunto, è necessario
fare lavoro di squadra; per questo chiediamo anche l’intervento del sistema
bancario in uno sforzo di promozione per le forme di pagamento tramite carte di
credito. E anche noi dobbiamo adeguarci: studiare pacchetti a prezzi
convenienti, diversificare l’offerta, familiarizzare con la lingua le mode dei
cinesi e le richieste dei cinesi. L’Italia deve diventare il polo di attrazione
dei nuovi ricchi, affinché anche il turismo possa contribuire a risollevare la
nostra economia in piena crisi”.
|
© CONFCOMMERCIO - Confederazione Generale del Commercio del Turismo dei Servizi delle Professioni e delle PMI |
|