
“Adesso basta essere presi
in giro! Siamo pronti a scendere in piazza per difendere la categoria anche se
questo causerà gravi ripercussioni al turismo italiano”. Queste le affermazioni
di Riccardo Borgo, presidente del S.I.B. Sindacato Italiano Balneari aderente
alla Fipe che associa circa diecimila stabilimenti balneari. “Vogliamo e
pretendiamo una soluzione equa circa l’aumento dei canoni demaniali marittimi:
ampie rassicurazioni ci erano state fornite durante l’incontro voluto da Forza
Italia, i giorni scorsi, con Elio Vito, capogruppo alla Camera dei Deputati,
presenti anche Gianfranco Conte, sottosegretario ai Rapporti con il Parlamento,
Antonio Leone, vicepresidente del Gruppo, Cesare Campa, Capogruppo Commissione
Lavoro e Guido Crosetto relatore al Disegno di legge sulla Competitività. “Ci
eravamo fidati – ha continuato Borgo - perché avevamo avuto garanzie circa la
ripresa dei lavori del Comitato tecnico Stato-Regioni, con la partecipazione
delle categorie interessate, per l’individuazione dei criteri di calcolo dei
canoni demaniali marittimi correlati alla tipologia ed alla realtà strutturale
delle imprese balneari, pur garantendo il gettito erariale in misura pari o
maggiore ai 140 milioni di euro previsti, in sostituzione dell’aumento
generalizzato del 300% disposto dalla Legge Finanziaria 2004”. “L’impegno
assunto dai parlamentari – ha sottolineato Borgo- era quello che, essendo
cambiati i referenti delle Regioni, la soluzione del problema avrebbe richiesto
più tempo e pertanto a breve si rendeva necessaria un’ulteriore proroga dei
termini per l’emanazione del decreto Interministeriale fissandone la scadenza al
31 dicembre 2005. Ma ad oggi nulla è stato fatto in tal senso e siamo
arrivati al 1° luglio, nel pieno della stagione turistico-balneare. Non è più
accettabile che, dopo quasi un anno e mezzo, da una parte il maggior partito
di Governo ci dia assicurazioni e
dall’altra, proprio dallo stesso Governo, non arrivino segnali di
disponibilità. Tutto ciò è inaccettabile per qualsiasi categoria
imprenditoriale, ed anzi, abbiamo dimostrato grande professionalità e coraggio
continuando ad investire per aumentare e qualificare i servizi offerti senza
penalizzare i clienti con un aumento generalizzato delle tariffe”.
“L’incremento del 300% - ha proseguito il presidente del Sib - usato in maniera
indiscriminata, è inutile negarlo, fa paura perché metterebbe in ginocchio una
buona parte dell’economia balneare italiana e costringerebbe molti stabilimenti
a chiudere con inevitabili conseguenze anche per l’occupazione. A questo punto
si ingenera l’amara sensazione che da parte del Governo ci sia una posizione
preconcetta: non si giustifica altrimenti l’indisponibilità, fissata dalla
Finanziaria la portata economica, di discutere con le Regioni e gli
imprenditori il metodo per raggiungere
l’obiettivo”. “La prossima settimana – ha concluso Borgo - ho convocato un
Consiglio Direttivo presso la sede della Confcommercio per concordare le
strategie che coinvolgeranno il 90% degli stabilimenti balneari italiani, oggi
in piena attività: non escludo iniziative clamorose”.
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