

Roma,
15 marzo 2003
Il rischio guerra non paralizza il turismo italiano
in affanno quello estero
“PASQUA UNA OCCASIONE DA NON PERDERE”
“Per
gli italiani, nonostante il rischio guerra, un week end sulla neve o in una
città d’arte in queste settimane ed una vacanza a Pasqua costituiscono una
occasione di svago da non perdere”.
È
il commento di Bernabò Bocca,
Presidente della Confturismo
-la maggiore Confederazione del settore, che fa capo a Confcommercio, alla
quale aderiscono 200 mila delle 270 mila imprese turistiche ed è composta da: Faita-FederCamping (campeggi e villaggi
turistici), Federalberghi (alberghi
e ostelli gioventù), Federnautica (porti
turistici e charter nautico), Fiavet
(agenzie di viaggi e tour operators), Fipe
(bar, ristoranti, stabilimenti balneari, locali da ballo), Fittel (trasporti turistici e di linea), Rescasa (residence)- alla lettura di una indagine congiunturale
svolta dalla Confederazione del Turismo con il supporto tecnico dell’Istituto
CIRM Ricerche.
L’indagine
è stata realizzata tra il 13 ed il 14 marzo, intervistando con un sistema
telematico 869 individui rappresentativi dell’intera popolazione maggiorenne
italiana.
“Alla
domanda se a livello psicologico e pratico la guerra li condiziona
dal fare una vacanza -prosegue Bocca- la risposta è stata per il 69,2%
poco-per nulla, contro un 22,6% molto-abbastanza. Una risposta che
fortifica il sistema turistico nazionale, capace a nostro giudizio di mantenere
intatto un suo appeal anche in una fase storica così delicata come
l’attuale”.
Passando
alle previsioni turistiche per Pasqua, la tendenza rimane molto
positiva.
Il 35,6% degli italiani dichiara
che certamente sì-probabilmente sì effettuerà una vacanza a Pasqua, per
un numero di persone che si avvicina ai 10 milioni rispetto ai 7
milioni della Pasqua 2002.
Di
questo nutrito nucleo di vacanzieri il 40,5% è composto da uomini
maggiorenni, soprattutto nella fascia di età 18/34 anni e con una istruzione
superiore nel 41% dei casi.
Mare e montagna si contenderanno i
turisti della Pasqua.
Le località marine saranno
scelte dal 29% circa di chi si muoverà in quei giorni, quelle montane
dal 27%.
Il mare sarà scelto da chi ha tra i
35 e i 54 anni (33%), dai residenti al centro Italia (35%), da chi abita nei
piccoli centri (31%)
La montagna sarà meta delle donne
(29%), dai residenti al nord (22%) e nei medi centri urbani (27%).
Le città d’arte seguono al
terzo posto con il 20% della domanda complessiva e saranno visitate
soprattutto da donne (26%), da chi rientra nella fascia d’età 35-54 anni (26%),
dai residenti al nord (22%) e nei medi centri urbani (27%).
Per quanto riguarda la sistemazione,
l’albergo risulta scelto dal 25% di chi trascorrerà almeno una
notte fuori casa, soprattutto se si recherà in città d’arte (51%).
La casa di proprietà segue con
il 18% delle indicazioni e viene preferita da chi ha oltre 55 anni
(33%), e da chi si recherà al mare o in montagna. Quindi, la seconda casa
assume ancora un peso notevole nelle scelte delle vacanze brevi.
Infine, la quasi totalità dei vacanzieri rimarrà in Italia,
ben l’83%.
Andranno all’estero, invece,
solo il 9% del totale e principalmente i giovani fino ai 34 anni (12%),
i residenti al nord (13%) e chi andrà in città d’arte, quindi, presumibilmente,
nelle capitali europee.
“Questi dati -afferma il
Presidente Bocca- sono una autentica sorpresa per il mercato interno, mentre
abbiamo segnali ancora di un deciso rallentamento dai mercati esteri.
“Ciò non toglie che una simile
previsione ci faccia ben sperare per il prosieguo dell’anno e giunge dopo un
anno difficilissimo per il turismo quale è stato il 2002.
“L’anno scorso, infatti, pur
mantenendo un numero di arrivi e pernottamenti in linea con il 2001, da un
punto di vista di fatturato il turismo ha perso quasi 3 miliardi di
Euro di entrate valutarie estere per turismo che hanno fatto calare
il giro d’affari annuo del settore a 72 miliardi di Euro rispetto ai 75
miliardi di Euro del 2002.
“Se solo il Governo riuscisse a
varare per il settore alcuni aggiustamenti sull’Iva, -conclude il
Presidente della Confturismo- saremmo sicuramente in grado di superare i 75
miliardi di Euro di fatturato (pari al 7% del Pil) e di offrire nuova
occupazione per 50/70 mila lavoratori”.

Fonte: Confturismo-Cirm


fonte: Confturismo-Cirm

Fonte: Confturismo-Cirm

|
© CONFCOMMERCIO - Confederazione Generale del Commercio del Turismo dei Servizi delle Professioni e delle PMI |
|