

Roma,
25 marzo 2003
“Si tratta, purtroppo, di
un provvedimento che rischia di mettere in ulteriore difficoltà le imprese del
turismo, che già si trovano ad affrontare un momento estremamente difficile per
il settore”.
È questo il commento di Bernabò Bocca, Presidente della Confturismo, -la maggiore Confederazione del settore, che fa
capo a Confcommercio, alla quale aderiscono 200 mila delle 270 mila imprese
turistiche ed è composta da: Faita-FederCamping
(campeggi e villaggi turistici), Federalberghi
(alberghi e ostelli gioventù), Federnautica
(porti turistici e charter nautico), Fiavet
(agenzie di viaggi e tour operators), Fipe
(bar, ristoranti, stabilimenti balneari, locali da ballo), Fittel (trasporti turistici e di linea), Rescasa (residence)- con
riferimento al disegno di legge
numero 1956, approvato dalla Commissione VIII del Senato in materia di turismo nautico.
“Tale provvedimento,
infatti, -prosegue Bocca- reca all’articolo 13 una norma che modifica l’attuale durata del regime delle concessioni demaniali marittime, portandole a sei anni, contro i sei più sei
previsti dall’attuale normativa, che resterebbe in vigore per i soli
stabilimenti balneari.
”Di fronte alle tante
incertezze che pone il sistema delle concessioni demaniali alle imprese che operano in questo settore e che intendono
fare investimenti nella propria azienda, appare inopportuna l’introduzione
di ulteriori elementi di confusione e di disparita’.
“Il nostro augurio, pertanto, -conclude Bocca- è
che tale provvedimento possa essere modificato già al Senato,
rispondendo così alla richiesta delle imprese che Confturismo rappresenta”.
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