

Roma,
15.02.06
Confturismo
anticipa i dati del 2005 che verranno presentati alla Bit
ALLE
VACANZE NON SI RINUNCIA MA CAMBIANO LE ABITUDINI
Gli italiani vanno più
all’estero (+5%), ma fanno vacanze più brevi; cala la presenza di tedeschi in
Italia (-3%); scendono i fatturati dei ristoranti (-13,2%); tengono i campeggi
(-1%); bene la nautica (+2%); boom del turista online (+15%); impennata delle
crociere (+12%): è il flash del consuntivo 2005 delle federazioni di
Confturismo – Federalberghi, Fiavet, Fipe, Faita e Rescasa e Federnautica - che
rappresentano uno spaccato di oltre 250 mila imprese del comparto con un
milione e 100 mila addetti.
Scorrendo i dati si vede che
calano le presenze negli alberghi (-0,3%), soprattutto nelle località termali
(-3%) e montane (-1,2%); più stranieri (+0,8%) che italiani (-1,0%); aumentano
i turisti dal Belgio (+17,4%) e diminuiscono gli inglesi e i francesi; i
tedeschi non detengono più il 30% ed oltre della domanda straniera, ma nel 2005
scendono al 27,3%; è marzo il mese preferito per il turista straniero che fa
dell’albergo la sua casa italiana (+10%); le agenzie di viaggio vedono un
discreto movimento turistico in uscita (+5%), ma meno in entrata (+2%); gli
italiani viaggiano più frequentemente, ma stanno fuori casa per periodi più
brevi; il mar Rosso vede nero con il crollo del 50% del turismo sulle proprie
coste; anche la vacanza in agriturismo non è più “sempreverde” con un – 10% di
ospiti, mentre vanno a gonfie vele le crociere (+12%). Scommettono sul nuovo
anno gli imprenditori della ristorazione che registrano in cassa un calo di
fatturato (-13,2%) a discapito anche dell’occupazione che conta una perdita del
10% di addetti. Recupera, anche se sempre con segno negativo, la domanda anche
per campeggi e villaggi turistici (–1%,) che soffre ancora del calo di turisti
tedeschi (-5%); il campeggio invece attira un 3% in più di visitatori dalla Polonia, Repubblica Ceca e Ungheria
che si orientano soprattutto verso le località marine. Continua ad attirare la nautica
che tra charter e portualità turistica registra un incremento di presenze del
2%, grazie anche all’attenzione del settore verso sempre una maggiore qualità
dei servizi. Segno meno per il comparto
dei residence che vede un calo del 2,5%
delle presenze nelle località di mare e del 2% in montagna, nettamente meglio
le città d'arte con il loro +2,5%, mentre le seconde case vedono
calare le presenze di un 3%.
Confturismo - P.zza G.G. Belli, 2 - 00153 - ROMA
Tel.06/5866219/228/299
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Ma vediamo in dettaglio i
singoli comparti del turismo
Il settore ha registrato una minima flessione
nell’anno appena trascorso, ma analizzando l’andamento dal 1995 al 2005
registra un incremento della domanda italiana del 9,5% con un aumento medio
annuo di poco inferiore all’1%; la domanda straniera invece è cresciuta, nello
stesso periodo, del 15,8% con un incremento medio annuo pari all’1,6%; portando
ad una domanda complessiva dell’11,1% con un incremento medio annuo dell’1,2%.
In particolare
gli alberghi situati nelle località termali e montane hanno registrato le
maggiori perdite di domanda complessiva (-3,1% i primi e –1,2% i secondi)
seguiti da quelli delle località marine (-0,1%) e di quelle definite “altre”
(-0,2%). Gli incrementi di domanda complessiva sono stati dell’1,1% negli
alberghi delle località lacuali e di più modeste entità negli alberghi delle
città d’affari (+0,8%) e negli alberghi delle città e località d’arte (+0,2%).
Come al solito, gli alberghi situati al mare hanno ricevuto un’ampia parte
della domanda collettiva (30,5%) e di quella italiana (35,9%) ed una parte
minore di quella straniera (23,0%), mentre le città d’arte hanno visto
prevalere la domanda straniera (34,2%) su quella italiana (15,6%) e su quella
collettiva (23,4%). Negli alberghi montani sono risultate omogenee le
percentuali di domanda italiana (14,9%), straniera (14,4%) e, quindi, anche
quella complessiva (14,7%).
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Prosp. 3 - Presenze dei clienti italiani e
stranieri negli alberghi |
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italiani nel periodo gennaio-dicembre per tipo di
località |
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(valori assoluti in migliaia) |
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Località |
2005 |
% 2005/2004 |
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Italiani |
Stranieri |
Totale |
Italiani |
Stranieri |
Totale |
|
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Arte |
21.083 |
33.478 |
54.561 |
-8,1 |
6,3 |
0,2 |
|
Monti |
20.162 |
14.134 |
34.296 |
-2,3 |
0,3 |
-1,2 |
|
Laghi |
3.265 |
7.872 |
11.137 |
3,9 |
0,1 |
1,1 |
|
Mare |
48.533 |
22.568 |
71.101 |
1,8 |
-3,6 |
-0,1 |
|
Terme |
7.790 |
4.559 |
12.349 |
2,0 |
-8,0 |
-3,1 |
|
Affari |
4.964 |
1.949 |
6.913 |
0,9 |
0,3 |
0,8 |
|
Altre |
29.455 |
13.378 |
42.833 |
-0,2 |
-0,4 |
-0,2 |
|
Totale |
135.252 |
97.938 |
233.190 |
-1,0 |
0,8 |
-0,3 |
Fonte: Federalberghi/Confturismo
Per quanto riguarda gli
stranieri attratti dalle bellezze del nostro Paese sono i belgi quelli che
rispetto al 2004 le hanno maggiormente visitate +17,4%, seguiti da un aumento
di svizzeri +7,4% e dall’incremento degli americani +0,8%, dei giapponesi con
+0,6% e dei canadesi con +0,5%. La diminuzione maggiore di domanda risulta a
carico degli inglesi che, nel periodo, è stata del 4,9%, seguita da quella dei
francesi con l’1,0% e da quella dei tedeschi con lo 0,2%. Per i clienti
tedeschi si deve rilevare che non detengono più il 30% ed oltre della domanda
straniera, com’è risultato per tanti anni nel passato, ma, nel periodo in
esame, sono scesi al 27,3%.
Complessivamente il 2005 è stato
soddisfacente, soprattutto in considerazione di alcuni eventi che hanno finito
per condizionare pesantemente una crescita che, in qualche modo, andava
evidenziandosi. Sul bilancio dell’anno appena trascorso hanno pesato, infatti,
l’immane tragedia dello “tsunami” che, almeno per i primi sei-otto mesi, ha di
fatto azzerato il turismo verso le zone interessate, il pericolo “aviaria” che
ha limitato il turismo verso l’estremo oriente, e gli attentati di Londra e
Sharm el Sheik. Soprattutto quest’ultimo ha fortemente ridimensionato (-50%) il
turismo verso il Mar Rosso, destinazione che annualmente accoglie non meno di
un milione di turisti italiani.
Rispetto all’anno precedente è
stato registrato un discreto incremento nel movimento turistico in uscita
(+5%), mentre più lieve è stata la percentuale di aumento in quello in entrata
(+2%). Situazione, questa, confermata anche dalla bilancia dei pagamenti che ha
visto assottigliarsi sensibilmente, pur rimanendo positivo, l’attivo valutario
passato dai 11.987 milioni di euro del 2004 ai 10.482 milioni di euro del 2005,
relativamente al periodo gennaio/novembre.
Sia i ponti primaverili che
quelli autunnali hanno fatto registrare un buon andamento sia per quanto
riguarda il turismo outgoing che per quello incoming, a dimostrazione della
tendenza degli italiani a privilegiare le vacanze brevi ma frequenti. Anche
durante l’estate il periodo di vacanza non va mai oltre i 7-10 giorni.
Tra i segmenti turistici è stato
registrato un sensibile calo del turismo balneare (-5%) e delle vacanze in
agriturismo la cui flessione, dopo un trend positivo durato parecchi anni, è
stata dell’8-10%. Hanno tenuto il turismo culturale (città d’arte) e la montagna,
benissimo il segmento crocieristico (+12%), divenuto l’alternativa al turismo
balneare vero e proprio.
Nel corso delle vacanze invernali (Natale e
Capodanno) si è avuta la conferma di una tendenza già manifestatasi durante il
periodo estivo: l’acquisto di pacchetti di viaggio sempre più impegnativi e di
maggior costo. Un settore questo, ancora di esclusiva pertinenza delle agenzie
di viaggio, almeno per una duplice motivazione: perché fuori dal mercato on
line e perché bisognoso di maggiori garanzie che, al momento, soltanto
l’agenzia di viaggio può assicurare.
Sull’andamento del lavoro, non
sono mancati segnali di preoccupazione, primo fra tutti il prepotente avanzare
del turismo on-line. Dopo anni di stasi, nel corso dei quali la percentuale dei
servizi turisti acquistati via web si era attestata intorno al 10-12%,
quest’anno abbiamo assistito ad un vero e proprio boom, con un incremento, in
alcuni casi, anche del 50%, raggiungendo una percentuale del 15-16%. I motivi
che hanno favorito questa crescita risiedono principalmente nel prezzo e nella
praticità d’acquisto. C’è motivo di ritenere, tuttavia, che abbia potuto
influire anche la cosiddetta “fee” o “diritto d’agenzia”, la cui introduzione
si è resa necessaria per colmare, almeno in parte, il mancato incasso delle
commissioni, praticamente azzerate dalle compagnie aeree e sensibilmente
ridimensionate da Trenitalia, cui si è aggiunta una crescente fiducia del
cliente nei sistemi di prenotazione on line. Un fenomeno, tuttavia, che tiene
ancora poco conto dell’aspetto “tutela”, anche questo evidenziatosi in maniera
decisa nelle richieste dei clienti. Tutela e garanzia che, come detto,
nell’attuale sistema di vendita, solo le Agenzie di Viaggio, che operano
stabilmente sul territorio, sono in grado di garantire.
Il 2005 non si chiude
positivamente per le imprese di ristorazione.
Nel confronto con il 2004 il 38,2% delle imprese
registra una flessione nel fatturato, per il 36,8% la situazione del comparto
rimane sui livelli dell’anno scorso, mentre un quarto delle aziende ha visto
migliorate le proprie performance.
Per l’83% degli
imprenditori intervistati i prezzi
delle materie prime sono aumentati rispetto al 2004, a fronte di una
sostanziale stabilità (77,6%) nei prezzi dei listini. Sul fronte
dell’occupazione ben sette imprese su dieci hanno mantenuto inalterato il
numero dei propri dipendenti, il 20% dichiara di averlo ridimensionato e appena
il 9% lo ha aumentato. Il saldo occupazionale risulta, dunque, in rosso.
Il trend della ristorazione nel 2005
Periodo di riferimento |
Voci |
Saldo (*) |
|
2005/2004 |
Fatturato |
-13,2 |
|
Addetti |
-10,5 |
|
|
Prezzi delle materie prime |
+81,6 |
|
|
Prezzi di vendita |
+17,1 |
(*) I valori sono costruiti come saldo tra la percentuale di coloro che hanno fornito valutazioni positive e la percentuale di chi ha, invece, espresso giudizi negativi.
Prospettive per i primi tre mesi
del 2006: a livello di intero comparto le valutazioni delle imprese si mostrano
stabili per il I trimestre 2006. Si esprime così il 49,3% delle aziende
intervistate e un terzo ritiene che il settore non potrà migliorare le proprie
performance nel breve termine. Il 20%, invece, esprime aspettative positive.
Situazione analoga per le
aziende riguardo alla propria specifica prospettiva.
I pessimisti sono il 29,7%, il
20,3% la quota di chi pensa di poter migliorare i propri risultati mentre la
metà ritiene che la situazione si manterrà sostanzialmente stabile.
Riguardo i prezzi di vendita, la
maggioranza delle aziende non praticherà aumenti di prezzo sui propri listini
(79,7%) e il 5,4% li ritoccherà all’ingiù.
Anche l’occupazione rimarrà stabile per il 73% delle
imprese.
Uno sguardo di sintesi mostra la
prevalenza del segno negativo sui risultati a consuntivo e su quelli attesi.
Il clima di fiducia delle
imprese mostra un miglioramento anche se continua a rimanere nell’area negativa
dell’indice (inferiore a 100).
Campeggi
I dati
raccolti hanno fatto registrare una lieve flessione della domanda nel settore
del turismo open air (-1% nel numero di ospiti) in sostanza compensata dalle
presenze totali. Nel complesso, dunque, nel 2005 si è registrata una
sostanziale stabilità del mercato, con una parziale ripresa rispetto
all’andamento della stagione precedente.
La vacanza
open air ha riscosso successo soprattutto tra i turisti italiani e dell’Est
europeo. Il contatto con la natura, la possibilità di godere di servizi e
confort, la bellezza e l’amenità dei luoghi che ospitano i campeggi ed i
villaggi turistici italiani hanno fanno sì che circa 7,7 milioni di turisti
scegliessero questa modalità (poco meno della metà dei quali stranieri),
facendo registrare 65 milioni di presenze totali (pernottamenti).
Dopo
l’albergo il campeggio rimane pertanto la modalità preferita in Italia.
L’offerta
open air italiana, infatti, è costituita da 1,3 milioni di posti letto per giorno: si tratta di 2370 aziende turistico ricettive all’aria aperta
italiane che registrano un fatturato pari a circa 2,7 miliardi di euro,
impegnando complessivamente circa 43.000 addetti.
Per quel che
riguarda le previsioni si conferma il dato
negativo dell’incoming proveniente dal Nord Europa ed in
particolare dalla Germania che rappresenta il 40% circa del mercato di ospiti
stranieri del turismo all’aria aperta, quest’anno ha fatto registrare
un’ulteriore flessione intorno al 5%. Questo
decremento è stato contrastato da una crescita
di circa il 3% della domanda di ospiti provenienti da nuovi bacini d’utenza
quali: Polonia, Repubblica Ceca e Ungheria. Sempre sul fronte dell’incoming va
registrata a fronte della drastica riduzione della domanda tedesca, l’aumento
della domanda di ospiti provenienti dalla Gran Bretagna dovuto al successo dei
voli low cost capaci di coinvolgere sempre più turisti. Da questi ospiti è
venuta anche una maggiore richiesta di sistemazione in strutture fisse quali
case mobili e bungalow che ha ormai raggiunto circa un 35% del totale della
domanda .
Gli
stranieri hanno mostrato di preferire i periodi di bassa stagione, gli italiani
invece hanno continuato a viaggiare a luglio ed agosto. I primi hanno scelto di
soggiornare per almeno 8/10 giorni mentre tra i secondi è risultata più diffusa
una permanenza di 4/6 giorni.
Un ruolo
determinante nell’andamento del settore è stato giocato dai fattori
meteorologici, ma va segnalato che sono circa il 50% del totale le strutture
che si sono dotate di servizi di ospitalità in grado di far fronte a condizioni
meteorologiche avverse.
Circa le
destinazioni, la stragrande maggioranza dei turisti all’aria aperta ha scelto i
campeggi in località marittime (70% del totale), della parte restante circa il
20% ha soggiornato nei campeggi di montagna. E’ stata, altresì, netta la
crescita di ospiti che amano soggiornare in bungalows e case mobili, mentre è
continuato il calo la domanda di tende e roulottes (richieste solo dai più
giovani). La clientela tipica è stata rappresentata da nuclei familiari di 4
persone con una permanenza media di 5 giorni per gli ospiti italiani e di 11
giorni per gli stranieri. La spesa media pro capite si è attestata a circa 40
euro al giorno in considerazione del fatto che i prezzi sono rimasti
sostanzialmente invariati rispetto all’anno scorso.
Oltre
10,4 milioni di posti letto, una spesa turistica di 31,1 miliardi di euro (più del
41% della spesa complessiva) pernottamenti che attivano 25,7 miliardi di
euro di valore aggiunto per consumi, il 2,19% dell’intera ricchezza prodotta
annualmente in Italia; 867mila addetti (il 36,5% dell’occupazione turistica
nazionale) una spesa media giornaliera stimata in 42,7 euro.
Sono i numeri delle seimila imprese turistico ricettive ad
appartamento operanti con licenza di Residenza Turistico Alberghiera e Case ed
Appartamenti per Vacanze.
Il 2005 è
stato caratterizzato da una fase di crisi concentrata nel periodo
estivo e con particolare riferimento alle località balneari. Negli ultimi mesi
dell'anno si è registrata una certa ripresa che ha parzialmente compensato
le performance estive. La variazione complessiva rispetto al 2004 è pari
al -2%: negativo l'andamento per il turismo balneare (-2,5%) e montano
(-2%); variazione positiva dell'1,5% nelle città d'arte; contrazione dei flussi nelle seconde case intorno al 3%.
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