

Il turismo in Italia, dopo anni di contrazione, nel 2006 è in moderata ripresa. I dati
arrivano dai singoli comparti del settore. Le presenze alberghiere, hanno
registrato un incremento dell’1,3% da gennaio a settembre 2006 rispetto allo
stesso periodo del 2005. I pubblici esercizi,Â
durante l’estate appena conclusa sono stati frequentati da 860 mila
turisti in più rispetto alla scorsa. Anche i campeggi risultano in ripresa con
un +3%, rispetto al 2005 con 240 mila persone in più che hanno scelto di
trascorrere le vacanze a contatto con la natura.
La fotografia del mercato è scattata da Confturismo,
la confederazione di Confcommercio, che rappresenta 250 mila imprese che
operano in diversi  comparti
rappresentanti da Faita (complessi
turistico-ricettivi all'aria aperta), Federalberghi (alberghi), Federnautica
(turismo nautico), Fiavet (agenzie di viaggio), Fipe (pubblici esercizi) e
Rescasa (casalbergo-residence).
Spostando lo zoom dai differenti punti di
osservazione si ha un dettaglio dell’andamento della stagione.
FIPE: ha effettuato un’indagine su un campione di 260 imprese fra
ristoranti, bar, gelaterie, discoteche, stabilimenti balneari, rifugi alpini,
parchi a tema e centri benessere nelle aree più importanti e rappresentative
del Paese. Per il 46,3% degli esercenti gli affari nei primi due mesi della
stagione sono andati meglio dello scorso anno e ancora meglio sono andati ad agosto e settembre. Durante tutta
l’estate si sono registrati 860mila turisti in più che, in base a una durata
media di soggiorno, hanno totalizzato 4 milioni di presenze aggiuntive: un
segmento in grado di generare da solo un giro d’affari da 300 milioni di euro.
La spesa degli italiani per le vacanze rimane comunque
ben calibrata, nonostante i prezzi siano rimasti invariati per il 73% degli
esercenti; si preferisce risparmiare su alberghi, pensioni, bungalow scelti dal
37,3% delle persone rispetto alle abitazioni private preferite dal 62,7%. Il
resto della spesa viene così destinato a divertimenti di vario genere, dai
centri benessere alle gelaterie e stabilimenti balneari, ma si consuma anche in
bar, ristoranti e pizzerie. Meno attraenti, invece, i rifugi alpini e le
discoteche.
In cima alle preferenze degli italiani c’è il mare
(soprattutto il tratto di costa dall’alto adriatico alla romagnola) e le cittÃ
d’arte; meno richiesti, invece, i centri minori e la montagna, mentre
decisamente in calo risulta essere il soggiorno al lago. L’Italia sembra
esercitare fascino più sugli stessi italiani che sugli stranieri. In
quest’ultimo caso c’è un ritorno di austriaci, svizzeri, spagnoli, belgi. A
livello di moda, oltre al bicchier d’acqua, meglio se minerale, vanno alla
grande scelte alimentari improntate sul salutismo: piatto unico, frutta,
verdura, gelati, birra e pizza. Bene anche i succhi di frutta e il vino bevuto
con moderazione. Scarso appeal hanno, invece i pasti completi, gli aperitivi e
gli alcolici.
FEDERALBERGHI– Da gennaio a settembre di quest’anno il numero
complessivo di pernottamenti alberghieri, registrato nei circa 33.500 alberghi
del Bel Paese, è stato pari a circa 204 milioni (rispetto ai 201,4 milioni del
2005), per un incremento dell’1,3%.
Nel dettaglio la componente italiana ha fatto
registrare quasi 119 milioni di pernottamenti (rispetto ai 117 milioni dello
stesso periodo del 2005) pari ad un +1,3% e quella straniera 85,3 milioni di
pernottamenti (rispetto agli 84,3 milioni dello stesso periodo del 2005) pari
ad un +1,2%.
Questo risultato supera di poco i dati del medesimo
periodo del 2001.
Le località dei laghi (+5,4%), con un totale di 8,9
milioni di pernottamenti, seguite dalle località marine (+5,1%), con un totale di 62 milioni di pernottamenti,
hanno fatto registrare gli aumenti maggiori (tabella 3).
Le località marine hanno in particolare visto
crescere la componente italiana del 6,7% e quella estera dell’1,7%.
Le località dei laghi hanno registrato una crescita
del 6,1% di italiani e del 5,1% di stranieri. Seguono in classifica le localitÃ
d’arte maggiori e minori con un +2,7%, per un totale di quasi 37,5 milioni di
pernottamenti, frutto di uno +0,2 di italiani ed un +4,5% di stranieri.
Le città d’affari hanno assommato un +2,5%,
determinato da un +3,3% di italiani ed uno +0,5 di stranieri, per un risultato
finale di 4,7 milioni di pernottamenti.
Le uniche due note stonate provengono dal turismo
montano con un -2,9%, frutto di un +1,4% di italiani ed un -9,5% di stranieri,
per un totale di 27,5 milioni di pernottamenti.E dal turismo delle localitÃ
termali che hanno fatto registrare un -4,4% determinato da un -7,3% di italiani
ed un +0,1% di stranieri, per un totale di 8,4 milioni di pernottamenti.
I tedeschi (tabella 4) sono finalmente tornati,
facendo al momento registrare un +6,6% di pernottamenti, per un totale nei soli
mesi estivi di 10 milioni di presenze. Sempre nei quattro mesi estivi si
evidenzia il ‘boom’ degli statunitensi cresciuti addirittura del 20,4% e dei
giapponesi cresciuti del 13,7%. I francesi sono rimasti stabili (-0,7%), mentre
un calo abbastanza importante si è registrato per gli inglesi (-7,5%).
I dati, infine, dell’Ufficio Italiano Cambi (tabella
5) segnalano come da gennaio a giugno il saldo attivo della bilancia valutaria
turistica si sia affermato su un +24,3%, in virtù di un +8,1% di spese degli
stranieri per vacanze in Italia ed un -1,8% di spese degli italiani per vacanze
all’estero.
FAITA: Sono stati 240.000 gli arrivi in più rispetto al
2005 per un incremento di circa 1.300.000 presenze in un settore che appare in
netta ripresa dopo il periodo di stasi dello scorso anno. In totale dunque,
sono stati circa 8 milioni i turisti, oltre 65 milioni di presenze, che hanno
scelto il contatto con la natura neiÂ
campeggi e nei villaggi turistici italiani.
L’offerta open air italiana ha una capacità di circa
1,3 milioni di posti letto per giorno, distribuiti nelle 2370 aziende turistico
ricettive all’aria aperta italiane che registrano un fatturato pari a 2,5
miliardi di euro, impegnando complessivamente circa 43.000 addetti.
Positivo l’incoming proveniente dal Nord Europa ed
in particolare la ripresa dei flussi provenienti dalla Germania (+4%). I
tedeschi, infatti, dopo aver scelto, negli anni passati, Paesi quali la
Croazia, sembrano essere tornati ad apprezzare le bellezze e l’amenità dei luoghi che ospitano i campeggi ed i villaggi
italiani, ma soprattutto riscoprono la
qualità e la gamma dei servizi offerti. Si tratta di un dato estremamente
positivo per il settore, poiché i tedeschi da soli rappresentano il 40% circa
del mercato di ospiti stranieri del turismo all’aria aperta. Questo incremento
è stato accompagnato da una crescita del 5% della domanda di ospiti provenienti
da nuovi bacini d’utenza: Danimarca, Olanda e Austria e Svizzera che
sceglieranno il Bel Paese anche durante le vacanze autunnali.
Proprio la presenza di stranieri consente di
destagionalizzare il fenomeno del turismo all’aria aperta.
Gli stranieri, infatti, preferiscono i periodi di
bassa stagione (con inizio a fine giugno e spesso prolungata fino ad ottobre),
migliorando così i coefficienti di occupazione nello spazio, mentre gli
italiani, il cui mercato prospetta un incremento meno significativo, continuano
a viaggiare a luglio e soprattutto nei primi 20 giorni di agosto. Per quel che
attiene l’arco temporale: i primi scelgono di soggiornare per almeno 4/6 giorni
mentre tra i secondi è più diffusa una permanenza di 6/8 giorni.
La clientela tipica è rappresentata da nuclei
familiari di 4 persone, che richiede maggiormente una sistemazione in strutture
fisse, quali case mobili e bungalow. Questa modalità ha ormai raggiunto circa
un 35% del totale della domanda. E’, invece, in netto calo la domanda di
piazzole per tende (richieste solo dai più giovani) e caravan. La spesa media
pro capite si è attestata a circa 40 euro al giorno in considerazione del fatto
che i prezzi sono rimasti sostanzialmente invariati rispetto all’anno scorso.
Si fa sempre più evidente, infatti, la necessità di garantire agli ospiti un
buon rapporto qualità prezzo (anche come espediente per combattere la
concorrenza di Paesi turisticamente giovani ma già competitivi).
RESCASA: nonostante l’assenza di dati ufficiali relativi al
comparto che non gode di rilevazioni statistiche, abbiamo potuto stimare
che la stagione estiva 2006 ha fatto
registrare un aumento del 1,5 % rispetto allo scorso anno con punte del 3,5%
nelle località balneari e del 3% nelle località lacuali; si registra invece
contrazione del 2% nelle località di montagna dove, per altro, si sono registrati risultati molto
eterogenei. Questi dati si riferiscono
soltanto alle strutture ricettive ad appartamenti gestite in forma
imprenditoriali e non tengono conto dei flussi nelle negli appartamenti
affittati a turisti da privati e/o da organizzazioni non ufficiali.
Come sappiamo questo segmento di offerta attrae la
maggior parte di flussi turistici reali. Nel 2003 sono stati stimati circa 720
milioni di pernottamenti in strutture gestiti da privati, pari al doppio delle
presenze nelle strutture ufficiali. (Fonte “Il turismo italiano negli
appartamentiâ€, Primo rapporto, Mercury, 2005).
Si pone quindi un problema di emersione di queste
strutture per garantire al turista adeguati e verificabili livelli di qualitÃ
dell’accoglienza ed alla finanza pubblica sufficienti risorse attualmente non
recuperate.
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