
Gli italiani
“hanno fame di spiaggia e di mare”: il primo test della stagione estiva è
andato bene. “E’ stata una partenza col piede giusto. Tra i colleghi vi è
soddisfazione, anche se la difficile situazione economica - afferma Riccardo
Borgo, presidente del Sindacato Italiano Balneari - impone cautela nelle
previsioni per l’intera stagione”. “La
gente si è mossa -
prosegue Borgo - grazie al lungo ponte e al buon tempo; certo non si è
verificato il boom del 2003, quando l’afa fece affollare tutte le spiagge”.
Le prospettive
quindi sono positive, ma la crisi economica italiana ed europea non induce al
facile ottimismo: “le presenze degli stranieri sono molto calate, soprattutto
quelle
dei tedeschi, che
sono meno e riducono i giorni di presenza”. Nell’Adriatico il turismo
proveniente dalla Germania è in parte sostituito da quello dell’Est, che però è
“un fenomeno giovane, che deve ancora consolidarsi. C’è bisogno di qualche anno
per capire le potenzialità economiche, per ora si assiste più che altro
all’invasione delle battigie,
ben poco
redditizia”.
Per favorire la
domanda, gli stabilimenti balneari hanno scelto di non aumentare i prezzi, ed
anzi nel Lazio e in Toscana hanno firmato un accordo con le Regioni per il contenimento
delle tariffe. “Nella maggioranza dei casi - spiega Borgo - le tariffe sono
rimaste invariate
rispetto all'anno scorso e solo alcune strutture le hanno adeguate al tasso di
inflazione, a fronte però di una ristrutturazione”. L’impegno del Sib è
proseguire su questa strada, incontrando al più presto le associazioni dei
consumatori e verificando la possibilità di estendere ad altre regioni
l’esperienza laziale e toscana. Sugli imprenditori balneari - ricorda Borgo – “pende però la mannaia” dell’adeguamento del canone
demaniale, che secondo la Finanziaria 2004 deve essere aumentato del 300%.
“Contiamo sulla proroga al 31 dicembre e sull’attivazione del tavolo tecnico
che esamini bene la questione: aumentare il canone è giusto, ma non si può
destabilizzare le aziende”. Il Sib è infine favorevole all’ipotesi di allungare
le concessioni e
stanare
contemporaneamente l’evasione: “ci consentirebbe di avere credito ed investire
di più, a vantaggio anche dei consumatori”.
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