Saldi estivi
Luglio è tempo di saldi e la prima città a partire con le
vendite a prezzi scontati è stata Campobasso. A seguire, tra le grandi città,
Napoli il 2 luglio, e Bari, Bologna, Milano, Palermo, Roma, Torino, Venezia
tutte il 4 luglio. Ultima, Bolzano dove i saldi sono iniziati il 15 luglio.
Ogni famiglia – secondo le stime dell’Ufficio Studi Confcommercio – spenderà,
in media, poco più di 240 euro per l’acquisto di articoli in saldo, per un
valore complessivo di circa 3,6 miliardi di euro (il 12% circa del fatturato
totale annuo del settore abbigliamento). “Le vendite estive – ha dichiarato
Renato Borghi, vicepresidente di Confcommercio e presidente di Federmoditalia,
l’associazione nazionale di categoria aderente a Confcommercio – non stanno andando
bene sia per una generalizzata crisi dei consumi che interessa tutti i settori e, in maniera particolarmente
pesante, il comparto abbigliamento, accessori e calzature, sia per fattori
legati a condizioni climatiche poco favorevoli. Un parziale recupero potrà
avvenire grazie ai saldi estivi che rappresentano, indubbiamente, un’importante
occasione per le famiglie di poter acquistare articoli con sconti che in media
saranno superiori al 30%. C’è comunque una aspettativa ottimistica derivante
dai dati Isae che confermano come la fiducia delle famiglie sia in ripresa”.
Per il corretto acquisto degli articoli in saldo,
Confcommercio ricorda alcuni principi di base:
1. Cambi: la possibilità di cambiare il
capo dopo che lo si è acquistato è generalmente lasciata alla discrezionalità
del negoziante, a meno che il prodotto non sia danneggiato o non conforme (art.
1519 ter cod. civile introdotto da D.L.vo n. 24/2002). In questo caso scatta
l’obbligo per il negoziante della riparazione o della sostituzione del capo e,
nel caso ciò risulti impossibile, la riduzione o la restituzione del prezzo
pagato. Il compratore è però tenuto a denunciare il vizio del capo entro due
mesi dalla data della scoperta del difetto.
2. Prova dei capi: non c’è obbligo. E’ rimesso alla
discrezionalità del negoziante.
3. Pagamenti: le carte di
credito devono essere accettate da parte del negoziante qualora sia esposto nel
punto vendita l'adesivo che attesta la relativa convenzione.
4. Prodotti in vendita: i
capi che vengono proposti in saldo devono avere carattere stagionale o di moda
ed essere suscettibili di notevole deprezzamento se non venduti entro un certo
periodo di tempo. Tuttavia nulla vieta di porre in vendita anche capi
appartenenti non alla stagione in corso.
5. Indicazione del prezzo:
obbligo del negoziante di indicare il prezzo normale di vendita, lo sconto e il
prezzo finale.
Confcommercio segnala, inoltre, le varie iniziative
promosse sull’intero territorio nazionale da Federmoditalia, come “Saldi
Chiari”, “Saldi Trasparenti”, “Saldi Tranquilli”.