In un contesto economico globale che ancora stenta a riprendersi dalla grande crisi economica e finanziaria, il 'low cost di qualità' si conferma in forte crescita in Italia: nel 2010, il settore ha registrato un incremento del 13,53% sull'anno precedente, per un valore complessivo di 76.896 milioni di euro. Per scoprire qual è l'atteggiamento degli italiani nei confronti del low cost, AssoLowcost ha commissionato un'indagine quantitativa, per verificare in che modo stiano mutando i comportamenti d'acquisto. Ebbene, il 48,8% degli italiani ha dichiarato di aver acquistato prodotti o servizi 'low cost di qualità', mentre dall'indagine emerge che il 32,8% ha tagliato i consumi rinunciando all'acquisto di prodotti, il 23,3% ha scelto prodotti con un prezzo minore mentre il 42,9% ha mantenuto le proprie abitudini di consumo. Mentre cala la griffe, che continua ad essere importante solo per il 9,4% degli italiani, cresce il numero dei consumatori disposti a spendere di più per un prodotto o un servizio che presenti una maggiore attenzione all'ambiente e al sociale (38,6%), e che abbia qualità superiore alla media (33,8%). Nel 2010, i settori che hanno registrato un incremento importante nell'orientamento dei consumatori al 'low cost di qualità' sono stati quelli delle assicurazioni, dei servizi bancari, dei servizi sanitari, della grande distribuzione alimentare, dell'abbigliamento e dei carburanti. In termini assoluti, osservando le categorie di consumo in cui si è scelto di effettuare acquisti 'low cost di qualità' emerge che gli italiani hanno acquistato soprattutto abbigliamento, per un 68,5%, seguito dal 53,1% che ha cercato il risparmio nel settore casa, arredamenti e accessori, dal 38,5% nel settore viaggi e vacanze, dal 35,6% nei trasporti, dal 35,1% nel settore alimentare, dal 30,5% nello svago (ristorazione extradomestica, cinema, teatro, libri, giochi e musica), dal 21,5% nella tecnologia, dal 9,5% nel settore sanità e salute, dal 7,4% nei servizi bancari e assicurativi, dal 6,7% nel settore auto, e infine dal 5,4% nei servizi professionali. Secondo il 49,5% degli italiani, il low cost si rivolge a tutte le tipologie di consumatori, il 27,3% ritiene che sia associabile prevalentemente ai giovani, mentre solo il 17,5% ritiene che riguardi le sole famiglie a basso reddito. In merito alle ragioni dell'acquisto, la principale leva del 'low cost di qualità' è sicuramente il prezzo, determinante per il 66% degli intervistati. Il 18,9% degli italiani si rivolge invece al low cost per togliersi qualche sfizio in più e il 17,5% per poter comprare qualcosa in più.