Inchiesta
Vacanze sul web ai tempi della crisi
Vado all’estero, ma solo dove mi porta la Rete. Il 31,1 per cento
degli italiani che sceglie una vacanza oltre frontiera prende una decisione
impugnando un mouse, lasciandosi convincere, per il 31,7 per cento, dal
passaparola on line. Le agenzie di viaggio invece, influenzano solo il 12,7 per
cento delle scelte per un soggiorno all’estero, mentre il 7,2 per cento degli
italiani sceglie una meta internazionale dopo la visione di un documentario o
un film. Sono questi i principali dati che emergono dall’indagine sui
comportamenti turistici degli italiani effettuata dall’Isnart per conto
dell’Osservatorio nazionale sul turismo.
Cambiano gli stili di vita: volare low cost e prenotare
informati
La vacanza ai tempi della crisi, conferma la crescita esponenziale
dei voli low cost che ha trasportato, nel 2008, il 36,8 dei vacanzieri italiani
che hanno scelto il vettore aereo. Ma i viaggiatori a basso costo,
rappresentano una vera e propria categoria sociale con interessi specifici e
modelli di spesa e di comportamento ben identificati. Secondo il rapporto
Eurispes sui mutamenti sociali, il low cost è una vera e propria filosofia di
vita. il turismo è la realtà per ora più dinamica, forse perché espressione di
uno dei bisogni più insopprimibili.
La riduzione del prezzo dei voli può oscillare dal 30 al 60 per cento ma
l'immagine delle compagnie aeree non è quella di vettori economici sul piano
della qualità e della sicurezza dei voli. Inoltre, il 54 per cento dei viaggiatori,
secondo l'Osservatorio Volagratis, hanno un'età media tra 31 e 54 anni e l'80
per cento viaggia per piacere. Si tratta perciò di un pubblico che è ben in
grado di valutare se dietro il basso costo si nascondano insidie pericolose. Il
favore crescente del low cost dimostra che le compagnie sono ritenute
affidabili.
Trademark Italia: la crisi c’è, ma il 42 per cento prenota
con due mesi di anticipo
Ma l’avanzata del low cost non è direttamente proporzionale alla
contrazione dei consumi derivante dalla crisi globale. Secondo Trademark
Italia, nel rapporto su “Dove vanno in vacanza gli italiani”, la recessione è
largamente percepita come un annuncio di cambiamento del modo di fare vacanze.
Ma la quota di quelli che non prenotano, o lo fanno nell’ultimo mese prima
della partenza, è ancora bassa: solo il 22 per cento, secondo Trademark Italia;
il 10 per cento con 10 giorni di anticipo, mentre il 42 per cento si assicura
un posto in albergo almeno due mesi prima.
Vacanze brevi e a colpo sicuro: meglio in albergo
Se è in via di estinzione il turista medio italiano con due settimane di ferie al mare o in montagna prenotate, la tendenza registrata dai maggiori opinion taker italiani è la seguente: vacanze a colpo sicuro e meglio in albergo consigliato da ospiti che lasciano tracce sul web. Ma c’è una controindicazione per l’offerta italiana: il ruolo determinante di Internet nella scelta delle destinazioni e la facilità della prenotazione on line, aggiunti alla grande disponibilità di immagini esotiche e dettagliate, produce effetti negativi sulle vacanze nel territorio italiano. Il web infatti, spalanca le porte dell’offerta internazionale e rende accessibile un mondo turistico più attraente di quello di casa nostra. Internet quindi, così celebrata da tutti gli operatori, alla fine può deprimere la qualità percepita dell’offerta nazionale.
Ma nel 2009 si cambia scenario: grazie alle notizie allarmistiche
provenienti da ogni angolo del mondo e alle conseguenze reali della crisi
economica, rispetto al 2008, saranno il 19 per cento ( - 8 per cento rispetto
allo scorso anno) i turisti italiani che andranno in vacanza in una
destinazione estera. Ma in questa percentuale però, sono da comprendere anche
le crociere che registrano uno sviluppo esponenziale da circa dieci anni.
In viaggio on line verso l’Italia
Porte aperte a spagnoli ed
inglesi che tornano a viaggiare verso il nostro Paese; trend positivo per la
domanda norvegese, russa e francese. Ancora segno meno per i viaggi dagli Stati
Uniti, mentre è in ascesa il mercato indiano e quello organizzato proveniente
dal Giappone.
Sono queste le principali
tendenze rilevate da Unioncamere e contenute nel rapporto su “La congiuntura e
il turismo in Italia” che monitorizza anche la quota di offerta italiana
venduta sul web.
Secondo l’indagine, l’incidenza
delle vendite dell’Italia su quelle on line mostra che – se in Europa il 29,1
per cento dei pacchetti dei grossisti passa sul web – solo un quarto ( il 26,7
per cento del totale Ue di vendite su Internet) è rappresentato dal Belpaese.
Tale quota sulle nostre destinazioni scende ad un quinto sulle vendite on line
degli Usa (20,5 per cento di quelle sul web); all’11,7 per cento di quelle su
Internet degli operatori turistici del Giappone, e all’8,3 per cento per le vendite
on line degli operatori indiani.
Più forte invece l’incidenza sul
mercato in Rete per l’Italia da parte di Belgio e Olanda ( 27,3 per cento del
totale delle prenotazioni effettuate con
destinazioni italiane); Russia (12,2 per cento); Regno Unito (10,9 per
cento) e dei Paesi Bassi (10,3 per cento).

Fonte: Unioncamere Isnart 2008

Fonte: Unioncamere Isnart 2008
Inchiesta
L’intervista
Social networking, web
2.0 e comunicazione one-to-one, sono le parole chiave per entrare nel villaggio
turistico globale, dove è possibile prenotare una vacanza o semplicemente
informarsi su una destinazione con i commenti degli utenti, senza muoversi
dalla propria postazione del pc. Luca Adami di Aviomar è tra i primi operatori
turistici nazionali ad utilizzare i media network.
Facebook e gli altri
social network, da luogo di chiacchiere ad occasione di business. C’è da
crederci?
La scorsa estate, abbiamo iniziato ad analizzare il mondo dei social
network e a pensare come comunicare attraverso questo nuovo mezzo. Siamo
convinti che il cosiddetto web 2.0 è una realtà che anche gli operatori
turistici e le agenzie non possono non tener conto. Abbiamo scelto Facebook
perché da subito ci è sembrato il sistema più dinamico.
E come è andata?
Negli ultimi mesi, le nostre statistiche di rilevazione ci hanno dato
ragione: sono più di 750 gli agenti di viaggio che si sono interfacciati
con il nostro profilo e seguono, via Facebook, le nostre iniziative,
commentando i contenuti e le comunicazione.
Per i web-turisti
invece?
Su Facebook inseriamo le immagini delle offerte speciali e i video delle
strutture, ma anche foto degli eventi e degli educational tour dedicati agli
agenti, superando i limiti del catalogo su carta e il tradizionale sito
aziendale. Poi la condivisione dei nostri contatti, genera l’effetto a catena
tipico del social network con l’aumento di privati navigatori e potenziali
turisti.
Praticamente un canale
di informazione per addetti ai lavori ma aperta anche ai privati…
La nostra iniziativa integra e compensa gli eventuali punti di debolezza
delle attività tradizionali, trasformandosi in un nuovo canale per la
formazione e il confronto con gli agenti di viaggio e un nuovo strumento
promozionale per le agenzie. Anche perché i riscontri sono immediati ed è
possibile adeguare la programmazione dei viaggi praticamente in tempo reale.
Insomma è questo il
futuro del settore o è solo un fenomeno mediatico che ha contagiato il popolo
dei turisti-navigatori?
Visti i nostri
risultati, indietro non si torna. I riscontri sono più che positivi in termini
di vendite dirette e di dialogo con il canale delle agenzie di viaggio. La
nostra, prima ancora di essere una strategia, è un atteggiamento con il quale
ci siamo messi in gioco. E proseguiremo sulla strada del social network.
Inchiesta
Intervista a Roberta Milano,
docente di marketing del web presso l’Università di Genova
Avviso ai tour operator: chi non innova è perduto
Aumenterà il last minute e cambia
il concetto di vacanza. Ma soprattutto i turisti diventano più esigenti e soprattutto
informati. Grazie al web 2.0. Lo afferma Roberta Milano, docente della facoltà
di Economia del Turismo dell’Università di Genova. Quest’anno ha avviato un
corso sul marketing del web. E avverte i tour operator italiani: Affrettatevi a
capire i nuovi linguaggi del web.
Anche nel turismo, chi non innova è perduto.
- Come cambiano le scelte dei
turisti italiani al tempo della crisi?
La crisi
esiste e modifica i comportamenti dei turisti. Varie fonti convergono nel dire
che diminuirà la spesa media procapite degli italiani che pur non rinunciano
alle agognate vacanze. Sicuramente assisteremo nel 2009 ad una crescita
dell'utilizzo del “last minute”. Si sommano cambiamenti in atto di
comportamenti e di significati del concetto di vacanza, a cambiamenti indotti
dalla difficile congiuntura che stiamo attraversando. Il risultato è una
fruizione turistica sempre più variegata e sempre più aggregata intorno a
“nicchie di turismi” molto esigenti ed informate.
- Il web
può considerarsi un passaparola efficace per scegliere una vacanza?
Il web
risponde benissimo a questi nuovi comportamenti, anzi li alimenta. Il
passaparola più efficace per la scelta di una destinazione rimane quello tra
amici e parenti. Ma una volta scelta la generica meta il web incide pesantemente
(67%, fonte C.B.I. di Future Brand) nelle decisioni finali di acquisto, anche
se quest'ultimo non avviene necessariamente online. Emotivamente, e non solo
economicamente, le vacanze rappresentano un grande investimento per i
viaggiatori che cercano di ridurre al minimo la percentuale di errore. I
commenti e le opinioni di semplici persone che quella determinata esperienza
turistica l'hanno già vissuta diventano oggi determinanti. Inoltre il web
consente di confrontare velocemente le offerte e di giungere con maggiore
facilità ad un giusto equilibrio – soggettivo – tra qualità e prezzo.
- Come
si stanno muovendo i grandi tour operator per fronteggiare l'avanzata delle web
agency?
Il
canale distributivo nel settore turistico è in grande evoluzione ma non più di
quanto non lo sia il mondo dell'informazione o quello della comunicazione
politica. Scenari mutati impongono una ridefinizione dell'idea di business sia
dei piccoli che dei grandi operatori. I più innovativi riusciranno a
sopravvivere mettendosi in gioco e interiorizzando i nuovi approcci di
marketing che mettono la persona al centro. E internet è lo strumento che
consente di farlo. Chi non innova è destinato a breve vita.
- Chi
vincerà la battaglia su web. Le agenzie tradizionali con alle spalle i colossi
dell'incoming oppure i viaggiatori dei social network?
Non
penso a scenari con contrapposizioni tanto nette. La vera sfida è sul digital
divide di carattere culturale. Al momento il ritardo di tanti operatori,
anche istituzionali, nel comprendere che sul web si sarebbe giocata la vera
sfida del mercato turistico ha fatto si che le principali Online Travel Agency
(OTA) internazionali si ritagliassero via via quote di mercato enormi. E,
contemporaneamente, che alcune piccole realtà imprenditoriali trovassero
intelligentemente la loro visibilità , con relativo successo commerciale,
occupando segmenti non presidiati dai “grandi”. Ma esiste ancora tempo
rientrare in corsa, non molto ma esiste. L'importante sarà capire il linguaggio
e i comportamenti indotti dal web 2.0 perchè questi mutamenti in atto non sono
reversibili. In questo senso si che i social network vinceranno, perchè
detteranno gli standard di comunicazione.
- A
proposito di social network. In Italia la comunità di turisti che prenota
grazie a facebook o alle notizie scambiate su twitter è ancora poco
significativa?
Dati
precisi al riguardo non sono ancora usciti ma la mia percezione è che, se si
ragiona solo in termini di prenotazioni, effettivamente i social network in
Italia non siano ancora determinanti. Diverso è il discorso se si considera non
soltanto l'e-commerce ma il cosiddetto info-commerce, ossia quel complesso
processo di raccolta informazioni propedeutico alla prenotazione. Qui
l'influenza è enorme. Ed esponenzialmente maggiore è l'importanza dei social
network per il turista straniero cui tutti dicono di volersi rivolgere.
Twitter, ad esempio, è diventato il terzo social network al mondo con una
crescita vertiginosa proprio in questi ultimi mesi. La sua semplicità lo rende
efficacissimo anche per un utilizzo da cellulari. Tante sono le possibili
applicazioni in campo turistico. L'importante, secondo me, è essere dentro le
novità, viverle, conoscerle, studiarle. Per poter qualche volta giocare
d'anticipo e non sempre in rimonta come accade ormai da anni in Italia.