inchiesta
Viaggio nel mondo del libro tra
crisi e “multicenter”
Oltre 8 mila case editrici, 38 mila addetti, più di 60
mila titoli l’anno, 268 milioni di copie vendute, 24 milioni di lettori: sono
questi i principali numeri dell’editoria in Italia. Li ha resi noti l’Aie, l’Associazione italiana degli editori, nel
corso della Fiera del libro di Torino.
Una “fotografia” che evidenzia un timido segnale di ripresa rispetto alle rilevazioni
degli anni precedenti, con uno 0,87 di incremento di fatturato complessivo a
cui fa riscontro oltretutto una perdita dell’1% di lettori. Secondo le
rilevazioni periodiche effettuate dall’Istat, l’onda lunga delle vendite di
titoli in edicola con edizioni economiche a prezzi promozionali si è esaurita
già nel 2006. Il mercato ha però resistito, consolidando le vendite
complessive, grazie all’avanzata di nuovi canali di distribuzione quali le
catene monomarca e gli iper e supermercati che dedicano spazi specifici alla
vendita dei best seller.
Il fatto è che gli italiani leggono poco. A fronte degli
oltre 3 milioni che, secondo l’Aie, leggono almeno un libro al mese, più del
12% delle famiglie sparse sull’intero territorio nazionale, dice l’Istat, non
possiede libri in casa. E se togliamo i possessori di enciclopedie, si arriva a
oltre il 40. A rendere moderatamente dinamico il mercato del libro è la
crescita (+ 5%) delle vendite nei banchi libri della grande distribuzione, che
sfruttano pienamente le ampie campagne di promozione e di animazione. Il
cambiamento del mercato, dunque, c’è stato: su duemila librerie indipendenti
sparse per l’Italia, oggi ben 609 sono catene di librerie, con forte
concentrazione nei centri commerciali, negli aeroporti e anche nelle grandi
stazioni ferroviarie. Per i piccoli, la vendita a prezzi ridotti nei
supermercati, ha generato una significativa mortalità aziendale, attenuata solo
dalla trasformazione in franchising monomarca. A registrare margini di crescita
invece, è la vendita on line, aumentata del 37%.
Nel 2009, anno della crisi globale dell’economia, quali
sono le ripercussioni per il mercato del libro? Secondo Federico Motta,
presidente dell’Aie, “Quest’anno c’è stata una forte contrazione dei consumi
che avrà ricadute considerevoli sul bilancio complessivo di fine anno. Anche se
la speranza è riposta ancora una volta nelle vendite natalizie, dal momento che
nei periodi di crisi il libro regalo diventa un bene rifugio. Rimane però
difficilmente sostenibile – conclude Motta – una gestione economico-finanziaria
complessiva del settore basata solo sull’andamento delle vendite di poco più di
un mese”.
inchiesta
L'INTERVISTA
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Quale futuro per il libro e le librerie?
L’abbiamo chiesto a Paolo Pisanti, presidente dell’Ali-Confcommercio, che
dice la sua sia sulla crisi del mercato del libro, sia sulla trasformazione
delle librerie classiche in catene indipendenti e in franchising monomarca. “Serve un immediato intervento del Governo
per reintrodurre il prezzo fisso per la vendita di libri e avviare iniziative
pubbliche per promozionare la lettura. Ecco la ricetta per superare la crisi:
detrazione fiscale totale sui libri acquistati”. |
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Presidente Pisanti,
la crisi fa vendere meno libri?
Più che parlare di contrazione delle vendite a causa della
crisi, mi soffermerei su come stanno cambiando le esigenze del lettore, sempre
più orientato verso le edizioni economiche. Ma la situazione è stagnante per
l’intero comparto. Ci sarebbe bisogno di un intervento pubblico per sostenere
la lettura e le vendite in libreria.
Le statistiche
diffuse durante la Fiera del Libro di Torino parlano di libri venduti al 70%
nelle librerie.
A fronte di un sistema di vendita molto eterogeneo, dalla
libreria a carattere familiare fino alle catene indipendenti e alle vendite in
edicola, la grande distribuzione, cioè i libri venduti in iper e supermercati,
rappresentano una quota non ancora preoccupante. Anche Internet rappresenta
appena il 5% del totale dei libri venduti.
Però il tasso di
mortalità delle librerie classiche è ancora alto…
Stiamo assistendo da qualche anno alla trasformazione
delle librerie indipendenti e a carattere familiare, in franchising monomarca.
Poi c’è l’avanzata delle catene di librerie che puntano a vendere i best seller,
sicuramente più redditizi. Ma la libreria classica deve rimanere il luogo per
eccellenza per la diffusione dei libri e della lettura, il punto di riferimento
disponibile e professionale dislocato in maniera capillare sul territorio.
Ma nei megastore e negli
ipermercati ci sono anche sconti e superofferte sui libri. E’ questo il futuro
della distribuzione e della vendita di prodotti letterari?
Siamo
in attesa che il Governo regolamenti le vendite promozionali, reintroducendo la
normativa sul prezzo fisso e con una percentuale di sconto massima del 15%. Il
prezzo fisso inoltre, nella stragrande maggioranza dei paesi europei che lo
hanno adottato, ha stabilizzato il mercato e le vendite, agevolando una serie
di campagne promozionali volte alla diffusione della lettura attraverso le
librerie.
Faccia una richiesta
al Governo per rilanciare immediatamente il settore…
Io un’idea ce l’avrei: si potrebbe autorizzare la
detrazione fiscale totale dei libri acquistati. I vantaggi non sarebbero solo
delle case editrici o delle librerie ma di tutti. E la crescita sarebbe
duratura e con effetti a catena.
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LE TABELLE
Giro d’affari complessivo.............................................................. 3,685
miliardi
Titoli librari prodotti............................................................................. 61440
Copie stampate............................................................................. 266
milioni
Vendita libri nei canali trade......................................................... 1,399
miliardi
Vendita libri scolastici.................................................................. 716,3
milioni
Libri in edicola allegati ai
quotidiani.................................................... 453
milioni
Case editrici con almeno 100
titoli............................................................ 1016
Case editrici con pubblicazioni
occasionali.................................................. 2901
Occupazione (comprese piccole case
editrici)................................ 20mila
addetti
Stock occupazione dell’intera
filiera del libro................................... 38mila
addetti
Librerie in Italia.................................................................................... 2mila
di cui: appartenenti a catene
editoriali....................................................... 609
catene a gestione familiare...................................................................... 92
catene con oltre mille mq di superficie........................................................ 63
Dati a cura dell’Ufficio studi di Aie (associazione italiana
editori). Ultima rilevazione anno 2007
Lettori di almeno un libro
all’anno........................................................ 24
milioni
Lettori di più di tre libri
all’anno................................................... 46,2
per cento
Lettori di un libro al mese.......................................................... 13,3
per cento
.............................................................................. (circa 3,2 milioni di persone)
Lettori di solo gialli, rosa e
manualistica leggera............................. 10,8
per cento
Lettori nel Nord Italia............................................................... 51,4
per cento
Lettori nel Centro-Sud.............................................................. 31,6
per cento
Dati a cura dell’Ufficio studi di Aie (associazione
italiana editori). Ultima rilevazione anno 2007