Nella crisi le imprese familiari sono state quelle che hanno dato il contributo maggiore alla tenuta dell'occupazione, con un aumento dei dipendenti del 12%, contro un calo del 10% per i gruppi controllati dallo Stato e del 4% per le multinazionali. Lo afferma la terza edizione dell'Osservatorio Aub su tutte le aziende familiari italiane di medie e grandi dimensioni, realizzato da docenti e ricercatori della Cattedra di Strategia delle aziende familiari dell'Università Bocconi di Milano in
collaborazione l'Associazione italiana delle aziende familiari (Aidaf), UniCredit e Camera di Commercio di Milano. L'Osservatorio analizza le aziende italiane con un fatturato superiore ai 50 milioni di euro (6.816 imprese) e si sofferma sulle caratteristiche di quelle a controllo familiare (3.893, ovvero il 57% delle medio-grandi imprese italiane, che si riducono a 2.423 dopo l'eliminazione delle sovrapposizioni dovute agli intrecci proprietari). Dallo studio emerge che nel periodo 2007-2009 le imprese familiari hanno accresciuto il numero di dipendenti del 12,1%, rispetto ai risultati più contenuti di cooperative e consorzi (+3%) e coalizioni (+2%). Negativi i risultati di filiali di multinazionali (-4,2%), aziende statali (-10%) e, soprattutto, aziende controllate dal 'private equity' (-14,3%). Il numero di imprese familiari di medio-grandi dimensioni si è comunque ridotto nell'ultimo anno di 328 unità e diversi parametri economici dell'Osservatorio Aub indicano che hanno accusato fortemente la crisi, a partire dai dati sull'indebitamento, con oltre la metà delle aziende del 'panel' che denuncia un rapporto tra posizione finanziaria netta ed Ebitda superiore alla soglia d'allarme di 4 punti e una media che si attesta ben al di sopra (6,4 punti). Ma le aziende a conduzione familiare sembrano anche rispondere con i primi segnali di ripresa. Secondo lo studio, nel 2010 hanno registrato una crescita media dei fatturati del 7%, con la redditività che è tornata a salire, attestandosi però ancora a livelli inferiori a quelli pre-crisi: il Roi, l'indice di redditività del capitale investito, è cresciuto dal 6% al 7,2% (nel 2007 era al 9,8%) mentre il Roe, l'indice di redditività del capitale proprio, è salito dal 4,3% al 6,7% (10,7% nel 2007).