Dalle 7 alle 22
tutti al multicenter con giornali, musica live e specialità gastronomiche
Quindicimila metri quadrati per oltre 50mila volumi. E
anche una “bakery&fine food” e una caffetteria con specialità
enogastronomiche. Se i libri sono cibo per l’anima, comperare libri può far
venire appetito. Quello vero. Così al posto dei tradizionali scaffali divisi
per generi e per lettere dell’alfabeto ci sono tavolini hi-tech sui quali fanno
bella mostra laptop di ultima generazione, anche loro in pausa pranzo, come il
70 per cento dei visitatori dei cosiddetti multicenter del libro. Un concetto
questo sviluppato per la prima volta da Mondadori che può contare su una rete
di megastore a Milano, Torino, Bologna e Roma, che si affianca alle
tradizionali librerie della casa di Segrate e sparse in tutta la penisola. A
piazza Duomo a Milano c’è il più grande spazio dedicato alla cultura e al tempo
libero.
Libri e cibo non
stop dalle 7 alle 22
“Siamo aperti dalle 7 con la nostra edicola per far
leggere e acquistare i quotidiani, e ininterrottamente fino alle 22 – afferma
Carlo De Ponti, responsabile del multicenter Mondadori di piazza Duomo a Milano
– e nei nostri store ospitiamo ogni categoria economica e sociale.
Dall’impiegato che acquista il giornale e dà una sbirciatina a qualche nuovo
titolo prima di andare in ufficio, al professionista che passa la pausa pranzo
tra libri e insalate miste; dai bambini che partecipano ai pomeriggi di
animazione e di lettura, agli artisti che presentano le loro opere; dagli scrittori
in erba alle ‘prime firme’ che partecipano ai nostri dibattiti”.
Insomma, i multicenter sono la nuova frontiera della
distribuzione del libro, e con cataloghi aggiornatissimi in tempo reale,
possono soddisfare ogni tipo di richiesta, bruciando la concorrenza delle
piccole librerie, delle quali ovviamente non possono avere il fascino d’antan.
Uno scaffale di
oltre cinquantamila titoli
“Con oltre 50mila titoli, siamo in grado di consegnare
immediatamente ogni pubblicazione al cliente più esigente. Il nostro sistema di
prenotazione di libri ci permette di consegnare il volume nel giro di poche ore
attraverso un sistema di ricerca on line presso i punti vendita più vicini”.
Così tra uno spuntino in caffetteria e una puntatina al
piano dove sono esposti gli ultimi supertelefonini, prima dello scadere della
pausa pranzo, il libro è già alla cassa.
Ma come cambiano le abitudini di lettura ai tempi del
concept store e delle librerie supermarket?
“ Fino a qualche anno fa – continua De Ponti – le
richieste di libri erano concentrate per il 60% sulle novità editoriali e sui
titoli più pubblicizzati, mentre la restante percentuale era distribuita sul
catalogo generale. Oggi invece stiamo assistendo ad una interessante inversione
di tendenza: il nostro lettore medio,
che sceglie e ragiona su un’offerta vastissima e a portata di mano e di
scaffale, acquista best seller o comunque novità editoriali solo nel 40% dei
casi”.
Addio piccole
librerie di quartiere
A pochi passi dal Duomo e dal centro storico a Milano. A
Roma nella centralissima via del Corso e, a Bologna nel cuore della città
antica, queste moderne cattedrali del libro sono la causa principale della
chiusura delle piccole librerie a gestione familiare. A Napoli, nella
centralissima piazza dei Martiri l’antica libreria Guida, storico ritrovo degli
appassionati dei libri antichi e di clienti che compravano il libro solo dopo
aver ascoltato il parere del libraio-consulente, ha ceduto il passo al
megastore di Feltrinelli, aperto a pochi metri dal cenacolo di chiacchiere sui
libri e sulla città.
“ Il nostro vantaggio competitivo è innegabile e mi rendo
conto che il confronto non potrà reggere – conclude il dirigente della
Mondadori –. Ma sono due realtà
diverse. Forse anche due epoche diverse. Oggi chi entra il libreria vuole fare
shopping, fermarsi un po’ di tempo in un ambiente confortevole. Oppure
scegliere un libro nei ritagli di tempo e correre nuovamente a lavoro”.
Intervista a Sabrina
Rosati, direttore marketing di Fnac Italia SpA
Reading all’aperto e bookcrossing, ovvero libri da
scambiare gratuitamente nei parchi, a scuola o nelle librerie. È questa la
nuova frontiera esplorata dal gigante francese leader della distribuzione in
Europa per contrastare la stagnazione dei consumi culturali. Per il direttore
marketing di Fnac Italia spa Sabrina Rosati, c’è calma piatta nel mercato
editoriale, ma i lettori sono più selettivi. Cambiano le abitudini di acquisto
ma non quelle di lettura. E le novità editoriali e i best seller non sono più
il core business dell’industria del libro e della distribuzione.
Come è cambiato il
settore della distribuzione con la presenza di librerie che organizzano eventi
e intrattenimento?
L’avvento delle catene librarie che propongono iniziative
culturali all’interno dei propri spazi – e la nostra insegna è stata pioniera
in questo – ha dato una scossa al mercato. Lo scenario si è andato
caratterizzando per una maggiore competitività. Da ciò il consumatore ne ha
tratto beneficio in termini di prezzo, varietà dell’offerta e qualità del
servizio.
In questo momento non facile, intensifichiamo ancor più
gli sforzi in tal senso attraverso eventi in-store e out-store (come il
bookcrossing e i reading all’aperto, in occasione della Giornata Mondiale del
Libro).
Il mercato delle
vendite di libri è in calo. È la crisi globale o cambiano le abitudini dei
lettori italiani?
Premettiamo che il mercato del libro è sostanzialmente un
mercato stabile e “monolitico”. Pertanto, come non si registrano delle grosse
crescite in periodi economicamente favorevoli, così non vi sono grosse
flessioni in momenti difficili quale quello attuale. In ogni caso, nel settore
libro possiamo dire di essere in controtendenza, registrando delle buone
progressioni rispetto all’anno scorso. Se a livello generale si registra un
calo è da imputare alla situazione generale, anche perché le abitudini di
lettura non variano: cambiano semmai quelle di acquisto, con un consumatore più
selettivo in termini di quantità.
Sta cambiando la
domanda di libri e di lettura in generale e in che direzione?
Recentemente il consumatore dimostra una maggior
attenzione al livello di spesa in generale ma sicuramente non si è ancora tolto
il piacere di acquistare il suo libro preferito. La domanda è comunque
connotata da una maggior selezione esercitata dal pubblico nei confronti di ciò
che si acquista. Il cliente infatti tende a documentarsi meglio prima
dell’acquisto ed è diventato più sensibile ai consigli e alle recensioni.
Inoltre il consumatore – oggi più di ieri – preferisce andare “sul sicuro”:
predilige infatti i titoli di cui si parla molto, piuttosto che sperimentare
proposte del tutto nuove e sconosciute.