
102/2011
Roma, 31 maggio 2011
COMUNICATO
STAMPA
DECRETO SVILUPPO
Il Presidente Giorgio Guerrini:
“Direzione giusta per ridurre
burocrazia su imprese.
Ma ora va rilanciata subito la
competitività”
“Un
primo passo nella direzione giusta per abbassare la pressione burocratica sulle
imprese. Ora, però, bisogna procedere velocemente su questa strada anche nei
prossimi provvedimenti, con l’obiettivo di rilanciare la competitività del
sistema imprenditoriale”.
E’ il
giudizio sul Decreto Sviluppo espresso oggi da Giorgio Guerrini, Presidente di
Rete Imprese Italia, nel corso dell’Audizione alle Commissioni Bilancio e
Finanze della Camera.
Guerrini apprezza le semplificazioni in materia tributaria e
gli interventi di snellimento nel rapporto tra Imprese e Pubblica
Amministrazione “che – sottolinea - rendono finalmente operative alcune misure
di riduzione degli oneri amministrativi che gravano sulle imprese, oggetto di
misurazione e di analisi con il fattivo contributo delle Associazioni di rappresentanza
delle micro, piccole e medie imprese e dell'impresa diffusa di territorio”.
Positivo il giudizio anche sul credito di imposta per il Sud che,
tuttavia, Guerrini chiede di estendere ad un periodo più ampio dei tre anni
previsti, così come sollecita maggiori investimenti per programmi di
innovazione e ricerca nelle piccole e medie imprese con un’estensione a tutte
le imprese del credito d’imposta per la ricerca scientifica.
Perplessità,
invece, sull’assenza di interventi nel settore dei trasporti e della logistica,
sugli interventi per i distretti turistico-alberghieri e sulle misure previste
per il Fondo di garanzia per le Pmi. “Il Fondo – sostiene Guerrini – deve
rimanere uno strumento utile per agevolare l’accesso al credito delle Pmi,
soprattutto attraverso il supporto dei Confidi. Non devono essere introdotte
misure che ne stravolgano la missione originaria e le modalità di
funzionamento”.
Guerrini
sottolinea poi la “necessità che la
modifica del tasso di usura non si traduca in un generalizzato aumento degli
spread e consenta invece di aumentare la disponibilità di credito per le
imprese marginali e per quelle più esposte al rischio usura”. Negativo, infine,
il giudizio, sulla norma riguardante la modifica unilaterale delle condizioni
contrattuali applicate dalle banche.